Il lato "oscuro" dell'amianto: l'esplosione imminente che non si può prevedere

Stimate 5mila morti all'anno. Ma il vero pericolo è l'esposizione prolungata, i cui danni possono manifestarsi molti anni dopo. Lo studio dell'Osservatorio nazionale amianto

Foto Carmine Ranieri Guarino

Sarebbero 5mila secondo le stime le morti dovute ogni anno all'esposizione d'amianto. Un dato terrificante che probabilmente è destinato ad aumentare: secondo l'Osservatorio nazionale amianto mancano ancora 15 anni per arrivare al picco di patologie causate dalla fibra. Un'esplosione imminente di casi che dobbiamo iniziare a tenere in considerazione.

I danni provocati alla salute riguardano il sistema circolatorio e respiratorio. Le polveri contenenti fibre d'amianto, respirate, possono causare gravi patologie, l'asbestosi per importanti esposizioni, tumori della pleura (ovvero il mesotelioma pleurico), e il carcinoma polmonare. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.

Il problema è stato l'uso che ne stato fatto nel nostro Paese dagli anni ottanta in poi: le fibre d'amianto sono state utilizzate per la costruzione di edifici e navi, ma anche di infrastrutture come i treni. Inoltre diversi materiali le contengono, tra cui plastica e cartone. La polvere d'amianto è stata utilizzata anche nella panificazione dei ripiani di fondo di forni e nella produzione di vini.

In Italia la sua produzione e la sua lavorazione sono fuori legge dal 1992, ma non la vendita: la legge n. 257 ha stabilito termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all'estrazione e la lavorazione. Un provvedimento che i lavoratori esposti alla sostanza: sono stati introdotti diversi benefici per la rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici dei periodi lavorativi relativi all'esposizione. Le tutele hanno riguardato in particolare i lavoratori di cave e miniere di amianto, coloro che avevano contratto una malattia professionale connessa all'esposizione e quelli chesono  stati esposti per un periodo superiore ai 10 anni.

Ma il problema della fibra della morte riguarda anche chi con l'amianto non ci ha mai lavorato: secondo l'Osservatorio nazionale in Italia l'amianto si trova in almento 2mila 400 scuole e all'oggi non esiste un piano nazionale ufficiale per lo smaltimento. A vent'anni dalla legge ancora il rischio rimane altissimo, tenendo in conto che le conseguenze reali potremmo davvero analizzarle tra molto tempo. La fibra ha un periodo di latenza che va dai 15 ai 40 anni.

Per tutte queste ragioni l'Osservatorio nazionale amianto ha organizzato sabato 5 aprile un convegno dal titolo  “Il diritto incontra la scienza, il problema amianto, il cittadino e il diritto alla salute” che si terrà ad Ottaviano, in provincia di Napoli. Nel corso dei lavori verranno resi pubblici i dati sulle stime dell'osservatorio, l’interazione con altri agenti patogeni ma anche quelli che sono i progetti in cantiere per risolvere questo problema, che vista la sua entità, ci riguarda tutti da vicino.

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