Vietati piatti e posate di plastica, giro di vite dell'Europa: "Chi inquina paga"

In tutta Europa sarà vietato - a partire dal 2021 - utilizzare gli oggetti in plastica monouso come piatti, posate, cannucce, bastoncini per palloncini e cotton fioc: oggetti che rappresentano circa il 70% circa di tutti i rifiuti che insozzano i mari

Foto concessa dal Parlamento Europeo

Addio alla plastica monouso: il Parlamento Europeo in seduta plenaria ha approvato definitivamente il divieto a partire dal 2021 di utilizzare gli oggetti in plastica monouso come i piatti, le posate, le cannucce, i bastoncini per palloncini e i cotton fioc.

La normativa, già concordata in via informale con i ministri dell'Ue, è stata approvata a Strasburgo con una maggioranza schiacciante (560 sì, 35 no e 28 astenuti). "Ci attiveremo immediatamente per il recepimento della direttiva in Italia'' commenta il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa.

Secondo la Commissione Europea, circa l'80% dei rifiuti che insozzano i mari sono costituiti da plastica e i prodotti coperti dalla direttiva costituiscono il 70% circa di tutti i rifiuti marini. La plastica si decompone molto lentamente, pertanto si accumula nei mari e negli oceani e sulle spiagge dell'Ue e del mondo intero. I residui vengono ingeriti dagli animali marini, come tartarughe marine, foche, delfini, balene ed uccelli, ma anche da pesci e crostacei, entrando così nella catena alimentare umana.

Plastica monouso vietata in Europa

La direttiva fissa anche un obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029 e stabilisce che entro il 2025 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere composto da materiali riciclati, quota che salirà al 30% entro il 2030.

Viene inoltre rafforzato poi il principio "chi inquina paga", introducendo un regime di responsabilità estesa per i produttori di tabacchi e di attrezzi da pesca, cosa che consentirà che non siano i pescatori a sostenere i costi della raccolta delle reti perse in mare.

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plastica foto Parlamento Europeo-2

"L'Italia che deve giocare un ruolo da protagonista" spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. "Il nostro paese già può vantare una indiscussa leadership normativa, essendo stato il primo a mettere al bando gli shopper di plastica, i cotton fioc e le microplastiche nei cosmetici, misure riprese nella proposta di direttiva europea".

Per i prodotti monouso per i quali, invece, non esistono alternative, gli Stati membri dovranno mettere a punto piani nazionali, con misure dettagliate, per ridurre significativamente il loro utilizzo, da tramettere alla Commissione entro due anni dall'entrata in vigore della direttiva.

"Al Governo chiediamo di avviare subito un tavolo con tutti i portatori d'interesse per accompagnare la transizione e rendere efficace il percorso di deplastificazione" prosegue il presidente di Legambiente.

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Nella direttiva è anche prevista la possibilità di introdurre a livello nazionale restrizioni di mercato per contenitori alimentari e bicchieri per bevande. 

Per quanto riguarda le bottiglie di plastica, nel testo si introduce anche l'obbligo, a partire dal 2024, di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitare che questo si disperda con facilità.

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