Gretini a chi? 200 milioni di persone a rischio per tempeste, siccità e inondazioni

"Il cambiamento climatico mette 200 milioni di persone a rischio di vita". Un rapporto denuncia il costo di non fare nulla mentre in tutto il mondo gli studenti scendono in piazza con Greta Thunberg in vista del summit Onu del 23 settembre

Un uomo tiene in mano una effige di Greta Thunberg durante lo sciopero per il clima a Canberra in Australia

Il numero di persone che avrà bisogno di assistenza umanitaria a causa di catastrofi climatiche raddoppierà entro il 2050. Lo afferma un nuovo rapporto della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa rilasciato proprio nel giorno dello sciopero globale per sensibilizzare i Governi del Mondo a prendere iniziative concrete per limitare l'impatto del cambiamento climatico

"Il costo di non fare nulla" è il provocatorio titolo del testo in cui sono contenute le stime degli effetti dei cambiamenti climatici: a causa di tempeste, siccità e inondazioni 200 milioni di persone si troveranno in condizione di rischio umanitario. Un numero doppio rispetto a quello odierno mentre aumenterebbe a dismisura il necessario impegno finanziario. I costi umanitari legati al clima che saliranno a 20 miliardi di dollari all'anno.

Non stiamo parlando di un futuro lontano, ma del 2030, appena tra dieci anni.

Non resta che investire nell'adattamento climatico?

"Dobbiamo agire con urgenza, investendo nell'adattamento climatico e nella riduzione del rischio delle catastrofi" spiega Francesco Rocca, il presidente della Croce Rossa Italiana parlando a New York in vista del vertice dell'azione per il clima delle Nazioni Unite del prossimo 23 settembre.

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Il numero di persone che necessitano di assistenza umanitaria internazionale potrebbe arrivare a 68 milioni entro il 2030 e, addirittura scendere a 10 milioni, entro il 2050. Dal report The Cost of Doing Nothing

Intanto da Melbourne a Stoccolma, da New York a Parigi, gli attivisti per il clima hanno preso parte a grandi manifestazioni nel nome di Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata figura-simbolo degli "scioperi verdi".

Quello odierno con 4.638 eventi in 139 paesi è il terzo "Global Climate Strike", forse il più importante vista la concomitanza con il summit Onu sul clima che si terrà a New York il 23 settembre.

Proprio a New York Greta Thunberg guiderà una marcia a cui sono attesi più di un milione di ragazzi. "Studenti assenti giustificati" per decreto del sindaco Bill de Blasio.

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Intanto sono stati 300mila i giovani che sono scesi in piazza nelle diverse città australiane, decine di migliaia a Londra dove il sindaco Sadiq Khan è sceso in prima linea per sostenere gli scioperi degli studenti di oggi. Lo stesso è successo a Parigi e Copenaghen, mentre a Berlino sono risuonate le note di Blowin in the Wind di Bob Dylan.

La marcia per il clima, corteo a Roma il 27 settembre

La settimana d'azione per il clima culminerà con lo sciopero globale del 27. Oggi a Montecitorio gli organizzatori sono scesi in piazza per chiedere un impegno della politica per la riconversione ecologica dell'economia italiana.

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Il corteo del 27 a Roma partirà da piazza della Repubblica per concludersi alle 13.30 a piazza Venezia.

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