"Sarcofago della morte" sulla superstrada: tonnellate di veleni interrati sotto l'asfalto

Le piogge spargono veleni e metalli pesanti nelle aree circostanti e nei canali d'irrigazione. In Sardegna il tratto di strada statale 131 che va da Sardara a Sanluri è stato ribattezzato "Sarcofago della morte": nell’indifferenza della politica i veleni inquinano il territorio. Sabato 2 settembre c'è il sit-in di protesta: "La Regione deve dare risposte chiare"

Da più di un decennio ormai il tratto di strada della statale 131, in Sardegna,  che va da Sardara a Sanluri, è stato ribattezzato "Sarcofago della Morte": nell’indifferenza della politica i veleni inquinano il territorio.

"Sarcofago della Morte" sulla statale 131

Bisogna tornare agli anni novanta per ricostruire la vicenda: i lavori di costruzione del tratto vennero appaltati a una società umbra e dati in subappalto a una ditta sarda. In corso d’opera sotto il manto stradale vennero riversate oltre 700mila tonnellate di materiale di risulta contenenti alte percentuali di mercurio, arsenico, cadmio piombo e altri metalli pesanti. Le tonnellate di materiali che all’atto della costruzione vennero utilizzate per i riempimenti provenivano infatti da una miniera d’oro non lontana. Ci sono indagini in corso della Procura di Cagliari per traffico illecito di rifiuti.

Arsenico, mercurio, cadmio sotto la superstrada

"I materiali contenenti arsenico, mercurio, cadmio e altri metalli pesanti vennero prelevate dalla cava di Santu Miali e ammassate sotto il manto della superstrada. Col tempo gli sversamenti sono diventati sempre più evidenti e invasivi, spargendosi per tutta l’area dove si trovano campi coltivati e aziende agricole" racconta su Facebook Pier Franco Devias, di Libe.r.u. (Lìberos Rispetados Uguales, partito della sinistra indipendentista, ndr).

Le piogge spargono i veleni

Le piogge spargono veleni e metalli pesanti nelle aree circostanti e nei canali d'irrigazione. "Nelle aree e nei campi circostanti dunque si riversano periodicamente, pioggia dopo pioggia, sostanze e composti chimici che sono classificati come certamente cancerogeni. Vogliamo che l’assessorato all’Ambiente dia a tutti i cittadini rassicurazioni sulla situazione attuale, spiegando pubblicamente ed in maniera chiara qual è la reale situazione sanitaria nella zona per quanto riguarda la salute umana e animale e quali misure sono programmate per la decontaminazione dell’area in cui continuano ad avvenire gli sversamenti. Chiediamo anche un pronunciamento e un’assunzione di responsabilità da parte della Regione affinchè illustri dettagliatamente e con tempi certi quali misure intende mettere in pratica per la risoluzione definitiva di un problema di queste dimensioni e che non può, è evidente, essere ulteriormente rimandata" aggiunge.

Sit-in di protesta

Per sabato 2 settembre, dalle ore 10, è stato indetto un sit-in nell’area degli sversamenti con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare le istituzioni a dare delle risposte. L'appuntamento è stato fissato sul cavalcavia al chilometro 51 della strada statale 131, la lunga arteria che taglia in due l'isola da nord a sud, da Porto Torres a Cagliari. "Domani è importante esserci e fare sentire la nostra voce - spiega Devias - Forse non lo sai ma questi veleni si riversano nei campi e poi potrebbero finire sulla tua tavola".

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