Il clima è al "punto di non ritorno": venerdì il nuovo sciopero globale

"I cambiamenti climatici stanno avvenendo molto prima di quanto previsto". Lo dimostra un nuovo studio pubblicato su Nature alla vigilia della nuova mobilitazione globale. I #Fridaysforfuture venerdì 29 novembre saranno di nuovo in piazza

Il ghiaccio artico così come l'Amazzonia sono vitali per il sistema Terra, ma sono al punto di non ritorno climatico. Lo sostengono gli autori dell'articolo "Climate tipping points. Too risky to bet against" pubblicato su Nature, che mettono in evidenza come siano nove in tutto le ferite che i cambiamenti climatici stanno infliggendo al nostro delicato ecosistema. 

"Cambiamenti senza precedenti che stanno avvenendo molto prima di quanto previsto e che rappresentano una minaccia per le popolazioni in tutto il mondo."

Ad esempio, il crollo delle principali calotte glaciali della Groenlandia e dell'Antartide porterebbe a circa 10 metri di innalzamento irreversibile del livello del mare. Le foreste pluviali, il permafrost e le foreste boreali sono esempi di punti di non ritorno che, se compromessi, provocheranno il rilascio di ulteriori gas serra che si aggiungerebbero all'attuale riscaldamento globale e accelererebbero il tasso di degrado climatico.

"Un decennio fa abbiamo identificato una serie di potenziali punti di non ritorno nel sistema terrestre, ora abbiamo le prove che oltre la metà di questi sono stati attivati - spiega Tim Lenton, autore della ricerca - La crescente minaccia rappresentata da cambiamenti rapidi e irreversibili ci dice che non è più responsabile restare fermi ad aspettare. La situazione è urgente e abbiamo bisogno di una risposta all'emergenza".

Per gli autori della ricerca, con temperature di 1,1°C di già al di sopra della temperatura preindustriale, è probabile che la Terra supererà la soglia di 1,5°C entro il 2040, e già solo questo rappresenta una vera e propria emergenza che mette in pericolo ''la stabilità e la resilienza del nostro pianeta", una minaccia a cui deve rispondere una "azione internazionale".

Clima, Fridays for future in piazza venerdì

In nome della lotta alla giustizia climatica gli attivisti di Fridays for Future venerdì 29 novembre saranno di nuovo in piazza per lo Sciopero globale per il clima che coinvolgerà 130 Paesi in tutto il mondo e oltre 100 città italiane.

La data del 29 novembre è stata scelta perché cade esattamente a una settimana dalla Cop25 (United Nations Climate Change Conference), la conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si terrà dal 2 al 13 dicembre a Madrid, in Spagna.

L'intento a livello globale è far sì che i leader politici dei vari Paesi prendano misure immediate ed efficaci per contrastare la crisi climatica, dopo il sostanziale fallimento degli accordi di Kyoto e di Parigi.

Tre le richieste "per il futuro" dei ragazzi e delle ragazze di #FridaysForFuture.

La prima è "fuori dal fossile: raggiungimento dello zero netto di emissioni a livello globale nel 2050 e in Italia nel 2030, per restare entro i +1.5 gradi di aumento medio globale della temperatura".

La seconda è "tutti uniti nessuno escluso: la transizione energetica deve essere attuata su scala mondiale, utilizzando come faro il principio della giustizia climatica".

Terzo "rompiamo il silenzio, diamo voce alla scienza: questa riduzione delle emissioni è geofisicamente possibile. La scienza e la tecnologia per questa transizione ci sono. Sappiamo come fare, manca la volontà politica ed economica per farlo".

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