Affida il figlio a una comunità senza sapere che verrà adottato: "Un equivoco"

La donna pensava che la struttura fosse una sorta di asilo, come in Cina, suo Paese d'origine. Il figlio le è stato restituito dopo otto anni

Foto d'archivio

MILANO - Aveva affidato suo figlio ad una comunità, credendo che fosse una sorta di asilo, come accade in Cina, suo Paese d'origine, ma non sapeva che così facendo avrebbe dato il via libera al procedimento di affido ad un'altra famiglia. Un terribile "equivoco" (così lo definisce il Tribunale) quello in cui è incorsa una donna cinese che si è vista restituire il figlio dopo otto anni. 

Il bimbo ne aveva solo tre quando nel 2010 la mamma lo affidò in una comunità in cui era stata ospite subito dopo il parto. Oggi finalmente il Tribunale ha riconosciuto l'equivoco e ha preso atto che la madre non aveva alcuna intenzione di abbandonare il bambino.

Proprio quest'ultimo è il punto determinante della decisione dei giudici del Tribunale dei Minorenni di Milano, secondo quanto racconta Ferrarella sul Corriere. Insieme alla considerazione che il rapporto col figlio non si è mai, di fatto, interrotto. Risultato: i magistrati hanno stoppato il procedimento di adottabilità che avrebbe inevitabilmente distaccato madre e figlio.

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"Non vedo mia figlia da 18 mesi, suo padre l'ha plagiata"

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