Gogna social per Baglioni dopo le frasi sui migranti: "Traditore dell'Italia"

Il direttore artistico di Sanremo parla del caso della Sea Watch e della Sea Eye, Salvini replica su Facebook e su Twitter gli odiatori seriali prendono di mira il cantante. Intanto il neodirettore di Rai1 chiude la porta a un Baglioni-ter

Claudio Baglioni durante la conferenza stampa di presentazione del 69esimo Festival di Sanremo, 9 gennaio 2019. ANSA/ RICCARDO DALLE LUCHE

Il web oggi ha un nuovo nemico: Claudio Baglioni. Non tanto per questioni canore (de gestibus) quanto perché il direttore artistico di Sanremo, nonché ideatore a Lampedusa del festival O' Scià, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione della kermesse dell'Ariston ha espresso la propria posizione sul tema dei migranti, nei giorni caldi del caso Sea Watch e Sea Eye.

Sanremo, Baglioni: sui migranti "siamo alla farsa"

Ma cosa ha detto Baglioni? "Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po' alla farsa". Poi: "Non credo che un dirigente politico di oggi abbia la capacità di risolvere il problema, ma almeno serve la verità di dire: è un grave problema, dobbiamo tutti metterci nella condizione di risolverlo". Infine: "Credo che le misure prese dall'attuale governo, come da quelli precedenti, non siano assolutamente all'altezza della situazione. Ormai è una grana grossa: se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto. Il Paese è terribilmente disarmonico, confuso, cieco quasi nella direzione da prendere". 

La replica di Salvini: "Canta che ti passa"

Baglioni ha definito l'Italia un Paese "incattivo, rancoroso, nei confronti di qualsiasi 'altro', visto come un essere pericoloso". Parole a cui il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha replicato come suo solito, con una battuta su Facebook: "Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo". Per poi continuare a "sfottere" nei suoi post successivi. 

Gli attacchi sui social a Baglioni

E sui social non c'è soltanto Salvini. Dietro l'hashtag #boicottasanremo si sono accodaio gli odiatori digitali. Tra una bandiera italiana e un nickname che garantisce l'anonimato, c'è un po' di tutto: un grande calderone nel quale si mescolano rancore e il refrain "e allora accoglili a casa tua". Baglioni ora è "l'ennesimo buonista che parla di migranti ma lui da buon migliardario non ne ha accolto neppure uno" (@AnnaNardi56). C'è anche chi lo vede come un "traditore dell'Italia" (@PenelopeVr46) e un "anti italiano" (@TorneseAlfredo). E "l'opulento #Baglioni che si accoda alle maldicenze mondialiste e radical chic, con il suo sciocco epiteto riguardante #Salvini....." (secondo @Lukas581g) "non rappresenta il pensiero della maggior parte degli italiani... E se proprio voleva esprimere la sua simpatia per il #PD avrebbe potuto farlo nel suo privato" (@AzzurraNicotra). 

twitter boicottiamo sanremo contro baglioni-2

Per anni Claudio Baglioni è stato criticato perché considerato un cantante poco impegnato politicamente, in un periodo in cui locomotive ed eskimi andavano per la maggiore mentre lui cantava amori adolescenziali e storie intimiste. L'anno scorso la sua nomina a direttore artistico del Festival di Sanremo è stata accompagnata dai ripetuti attacchi di Antonio Ricci, che ha motivato il proprio odio viscerale nei confronti di Baglioni perché lo ha sempre ritenuto "il cantante preferito dei fascisti, dei La Russa e Gasparri". Ora a Baglioni è bastato parlare di migranti (per altro senza lesinare critiche ai precedenti governi) per ritrovarsi improvvisamente alfiere della "sinistra". 

Baglioni, i migranti e Sanremo: il caso diventa politico

Al di là degli attacchi social e delle battute di Salvini, le parole di Baglioni hanno aperto anche un fronte politico. Secondo quanto scrive Michela Tamburrino su La Stampa, il neodirettore di Rai1 Teresa De Santis - presente alla conferenza di presentazione sanremese per quella che è stata la sua prima uscita pubblica da dopo la nomina - avrebbe già dato chiuso la porta a un "Baglioni-ter". 

"Il direttore di Rai1 minaccia a mezzo stampa il conduttore della principale trasmissione di Rai1 e della Rai, Sanremo, ma dalla commissione di Vigilanza arriva solo un silenzio tombale. Il presidente Barachini è ancora in ferie? Come fa a non dire nulla di fronte ad una vergogna così enorme?", è stata la replica dei deputati Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, e Alessia Morani, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in riferimento a quanto scrive La Stampa. "Mai si era assistito - aggiungono gli esponenti dem - ad un caso del genere, con l'annuncio di epurazione del direttore artistico del Festival prima ancora che il Festival abbia inizio, peraltro per una semplice dichiarazione perfettamente in linea con la storia e l'attività di tanti anni di Baglioni sull'accoglienza. Con la Vigilanza di Zavoli, di Gentiloni, di Storace la direttrice Teresa De Santis sarebbe già stata convocata per chiarire. Peraltro con Baglioni il Festival viene da una delle edizioni record di ascolti e di successo della critica, liquidarlo prima ancora che inizi la sua seconda edizione è una pura pratica di tafazzismo aziendale". "Non voglio commentare, però sappiate che sono al lavoro" ha fatto sapere il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, replicando ai deputati Pd.

Per cercare di chiudere le polemiche è intervenuto l'ad Rai, Fabrizio Salini, che ha ribadito la propria fiducia nel direttore artistico. "Grazie al prezioso contributo di tutte le nostre professionalità, stiamo lavorando per far sì che il direttore artistico possa realizzare un festival in linea con le aspettative del grande appuntamento che unisce il Paese", ha scritto infatti su Twitter.

Quante alle dichiarazioni di Teresa De Santis riportate da La Stampa, la diretta interessata ha voluto chiarire il proprio pensiero con un lettera inviata al sito Dagospia: "Sono solo canzonette, o almeno dovrebbero esserlo, una settimana di grande cerimonia di svago e spettacolo nazionale. Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio". De Santis però non ha smentite quanto scritto dal quotidiano torinese, cioè che per lei Baglioni non farà un terzo Sanremo: "Quello che penso lo dirò al momento opportuno. Per il momento mi preme ricordare che RaiUno si chiama rete ammiraglia perché è la rete più importante e produttiva dell'azienda, guai ad attaccarla senza sapere che ci rimette l'intera Rai". 

"Non condivido le sue idee, sono suo amico e lo apprezzo come artista ma non condivido le sue idee, su queste materie abbiamo sensibilità diverse. Certo le sue posizioni sono note, si sa come la pensa anche per l'impegno proprio sul tema dell'immigrazione che avuto per tanti anni con 'O' SCià', e mi auguro che i toni accesi, aggressivi sul web contro di lui cessino, quando qualcuno viene aggredito sui social mi dispiace sempre. Detto questo è vero che ciascuno dovrebbe dedicarsi soprattutto alla sua attività", ha detto all'AdnKronos Maurizio Gasparri di Forza Italia, che ha poi concluso: "Da ammiratore e amico di Baglioni spero che Sanremo resti un festival della canzone: di programmi dove si parla di questi temi la Rai ne propone tanti ogni giorno. Mi auguro che il festival abbia successo. Baglioni è talmente bravo in quello che fa, talmente bravo come cantante che sarebbe un peccato sottrarlo al suo ruolo".

"Ho conosciuto Claudio Baglioni a Lampedusa, lo stimo non solo per le sue grandi qualità artistiche, è un uomo che merita rispetto. A proposito delle sue parole pronunciate di recente, andrebbero lette tutte, non bisogna fermarsi ai titoli. È vero, il tema della migrazione comprende aspetti dei quali si parla troppo poco, e credo che la preoccupazione di Baglioni sul clima che si vive in Italia sia un atto d'amore per il nostro Paese. Purtroppo però, come spesso accade, tutto viene appiattito sul piano delle polemiche quando invece bisognerebbe dedicare attenzione al merito delle cose. Rinnovo un caloroso saluto a Claudio Baglioni, e mi auguro di rivederlo presto nella 'sua' Lampedusa", è stato il commento su Facebook del sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello.

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