Tutti contro Vespa. Il giornalista sulla graticola dopo l'intervista a Lucia Panigalli

Parla la donna sopravvissuta alla furia del suo ex: "Quando mi sono rivista a casa mi sono sentita veramente male". La replica: "Smentisce se stessa: alla fine della trasmissione mi aveva ringraziato". Bordate anche da Fnsi e Usigrai: ennesima intervista che mette sotto accusa la vittima

Screenshot da RaiPlay

"Quanto mi sono rivista a casa mi sono sentita veramente male e offesa non solo per me ma per tutte le donne che, come ha detto Vespa, non sono state fortunate come me''. Lo afferma all'Adnkronos Lucia Panigalli, la donna sopravvisuta ad un tentato omicidio da parte dell'ex compagno, dopo l'intervista rilasciata a Bruno Vespa andata in onda nella puntata di 'Porta a Porta' del 17 settembre.

L’antefatto è ormai noto: alcune frasi del conduttore hanno scatenato una vera e propria bufera: telespettatori, associazioni femministe e utenti hanno criticato aspramente i toni e le parole utilizzate durante la conversazione con una donna sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell’ex compagno.

Frasi come Lucia "è fortunata, perché è sopravvissuta", "era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte”, "se avesse voluto ucciderla l’avrebbe fatto" sono state giudicate inopportune, specie se pronunciate nei confronti di una donna costretta a vivere sotto scorta ora che il suo aggressore (uscito dal carcere) vive a pochi chilometri da casa sua.

"Ci sono rimasta male"

"Sono il linea con il pensiero degli italiani che hanno stigmatizzato questo comportamento - dice la Panigalli - Ci sono rimasta male, questo comportamento me lo aspetto dalle persone della strada, non da un professionista come Vespa. Sentivo che la cosa stava diventando molto sgradevole per me, i tempi televisivi non mi hanno dato modo neanche di raccogliere le idee e di capire che le sue affermazioni potevano avermi disturbato''. 

La replica di Vespa: "Smentisce se stessa"

La risposta del conduttore non si è fatta attendere: "Ieri sera alla fine della trasmissione e prima della dichiarazione del suo avvocato, la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità" afferma Vespa. "Successivamente alla nostra collega che la ringraziava al telefono per la partecipazione, ha risposto testualmente: 'Sono io che ringrazio voi'. Se a 24 ore di distanza ha ritenuto di smentire se stessa e il proprio avvocato dicendo di essere frastornata e di non aver capito quanto era accaduto in studio, è facile immaginare una strumentalizzazione ai suoi danni". 

Vespa sulla graticola dopo l'intervista a Lucia Panigalli

Anche per Fnsi e Usigrai quell’intervista è stata un clamoroso autogol. "La Rai dovrebbe essere promotrice di cambiamento culturale" si legge in una nota congiunta pubblicata sul sito del sindacato dei giornalisti Rai, "e invece dobbiamo assistere all’ennesima intervista che mette sotto accusa la vittima". E così "invece di poter parlare del motivo della sua presenza nello studio televisivo di Porta a Porta, cioè la richiesta di una proposta di legge", Lucia Panigalli "ha dovuto rispondere alle incalzanti e insinuanti domande di Vespa".

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E ancora: "Non è nuovo Vespa a questo tipo di interviste, che si trasformano in interrogatori alle donne invece che in occasioni per raccontare e approfondire un fenomeno strutturale come quello della violenza" è il duro attacco del sindacato e della federazione nazionale della stampa.

Secondo Fnsi e Usigrai non si tratta però di un caso isolato. "Senza rispetto per la vittima ci è parsa anche la puntata de ‘La vita in diretta’ del 12 settembre. Si parlava del femminicidio di Piacenza e le parole usate hanno mostrato una totale lontananza dai temi posti dal manifesto di Venezia: l’amore associato alla violenza, il racconto del solo punto di vista dell’omicida, fatto passare per 'ossessionato', attraverso una lunghissima intervista alla sua consulente 'di parte', alla vigilia della richiesta, da parte dei difensori, della perizia psichiatrica. Non è una pagina d’informazione degna del Servizio Pubblico".

Il giornalista: "Polemiche violente e pretestuose"

In mattinata (prima delle dichiarazioni della Panigalli) Vespa aveva risposto così alle critiche della Fnsi e del sindacato Rai: "Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall'avvocato della sua presunta vittima". 

Il giornalista aveva poi aggiunto di essersi "dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione Nazionale della Stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell'incredibile dichiarazione di oggi". "La cosa è tanto più grave perché le principali agenzie di stampa avevano diffuso già ieri sera la dichiarazione dell'avvocato Giacomo Forlani difensore della signora Lucia Panigalli. La trascrivo di nuovo - afferma Vespa - nel caso fosse sfuggita alla Fnsi".

"Nella lettera, l'avvocato Giacomo Forlani, legale della signora Lucia Panigalli, ringrazia Bruno Vespa ‘per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano’. ‘La frase su cui si sono concentrate le speculazioni, per le quali si è immediatamente scusato, è frutto di un'affermazione assolutamente involontaria, pronunciata nel contesto di una serata dedicata alla difesa delle donne e, in particolare, alla denuncia della drammatica aggressione subita dalla signora Panigalli, che ancora vive momenti quotidiani di terrore’, conclude il legale nella lettera".

E' chiaro però che ora le dichiarazioni rilasciate da Lucia Panigalli cambiano le carte in tavola. 

La deputata del M5s: "Umiliata da un giornalista del servizio pubblico"

Bordate contro Vespa anche dal mondo politico. La deputata pentastellata, Stefania Ascari, va all'attacco sul blog delle Stelle. "Accade in Italia, nel 2019, che una donna che ha subito violenza ed è stata picchiata fino quasi alla morte dal partner debba subire un’umiliazione del genere da parte di un giornalista del Servizio pubblico sulla principale rete televisiva italiana", si legge nel post. 

"La donna che vedete nel video (allegato al post, ndr) si chiama Lucia. Lei, una notte di nove anni fa, è stata aggredita e massacrata a pugni e a coltellate da un uomo a viso coperto, il suo ex, che non le ha mai perdonato di essere stato lasciato". "Per il giudice - spiega Ascari - si è trattato di tentato omicidio. Ma per il signor Vespa è esagerata: 'se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe fatto', puntualizza".

La deputata, che si occupa di violenza di genere "ormai da anni, da avvocato e ora da parlamentare", spiega quindi che "di fronte a queste dichiarazioni, rimango basita e le considero estremamente gravi". "Nell’ascoltare l’intervista - scrive - mi sono sentita ferita per come Vespa ha trattato questa donna, per le sue risatine, per il suo continuo minimizzare quella che è una tragedia".

"Vorrei abbracciare personalmente Lucia e tutte le donne che sono passate attraverso un’esperienza del genere per dire loro 'noi ci siamo, vi crediamo, e sappiamo che avete attraversato l’inferno'. La violenza contro le donne si combatte costruendo una cultura del rispetto, guai a chi, parlando di amore, vi accosta la parola violenza. Le botte non sono amore, sono vigliaccheria, bestialità, efferatezza. D’amore non si muore, care ragazze, ricordatevelo bene, e non permettete a Vespa né a nessun altro di sostenere il contrario!", conclude.

A questo link è possibile rivedere l'intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli (da 1:09')

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