"C'è Grillo", Rai2 e i 30mila euro di diritti: la difesa di Freccero e l'affondo di Salvini

Il direttore di rete e uno degli autori del programma provano a spegnere le polemiche, mentre sui social parte l'hashtag #boicottarai2. Il commento di Salvini sulla questione dei diritti d'autore

A poche ore dalla messa in onda su Rai2 del programma "C'è Grillo" non si placano le polemiche. Marco Giusti, che firma lo show insieme a Luca Rea, Stefano Raffaele e Roberto Torelli, ha cercato di spiegare la ratio del programma: "Sembra la biografia di Pippo Baudo, non è mica una cosa tipo il giovane Hitler". Parlando con Antonella Nesi dell'Adnkronos, Giusti ha provato a fare chiarezza: "Ci sono spezzoni dei suoi spettacoli dai suoi esordi in Rai fino al 2007. Non c'è il Grillo politico". Soprattutto, ha detto Giusti, "non è un ritratto agiografico. E' un montaggio alla 'Schegge', alla 'Techetechetè'. Per me è storia della tv, non politica". 

'C'è Grillo' ed è polemica: la replica di Freccero

Sulla vicenda è intervenuto anche una volta il direttore di Rai2 Carlo Freccero - parlando di "un normalissimo atto di acquisizione di diritti". "Semplicemente, per fare questo programma, abbiamo dovuto acquistare i diritti degli spettacoli che lui ha fatto dopo l'ultima cacciata dalla Rai. Sono pochi spezzoni per un costo appunto di circa 30.000 euro. Non vedo davvero lo scandalo", ha detto all'Adnkronos.

"Vi assicuro - ha aggiunto Freccero - che il programma di Grillo è costato davvero poco, perché i diritti dei suoi programmi Rai sono della Rai. E quindi non abbiamo dovuto acquistare molto materiale. L'analogo programma su Benigni, che ha acquistato, da un certo anno in poi, tutti i diritti dei suoi show in Rai (lasciando alla Rai il diritto del solo passaggio in diretta), costerà giustamente molto di più. E pure lì, dov'è lo scandalo?".

"Io il programma di montaggio su Grillo, così come quello su Celentano e su Benigni, l'ho pensato perché non ho programmi pronti da trasmettere. E devo salvare la rete. E l'ho messo di lunedì per controprogrammare Celentano. Mi aspetto il 5-6% - ha concluso -. Sono filmati che hanno già visto tutti. Spesso disponibili anche su YouTube. La polemica mi pare esagerata".

'C'è Grillo' e la questione dei diritti d'autore: l'affondo di Salvini

Dal Pd si erano levati strali contro la programmazione dello show su Grillo ("Cose da Repubblica delle banane", aveva tuonato il deputato dem Roberto Morassut) mentre sui social è partita la campagna di boicotaggio con l'hashtag #boicottarai2. Salvini, intervistato su Rtl 102.5, parlando della questione dei diritti d'autore ha replicato: "Sono sicuro che li darà in beneficenza, non ha bisogno di quei 30mila euro Beppe Grillo". 

Intanto, tace l'impresario storico di Grillo, Marangoni: contattato dall’Adnkronos, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla polemica politica innescata dal compenso di oltre 30mila euro. Grillo però ha incassato il pieno sostegno di Alessandro di Battista, che ascoltato dall’Adnkronos sulla vicenda taglia corto: "Soltanto dei censori non si rendono conto dell'opportunità per la Rai per prodotti del genere, che utilizzano solo materiali d'archivio. Se fossi Grillo li ringrazierei per la pubblicità". Di Battista ha chiesto inoltre, in aperta polemica con il Pd, ai parlamentari grillini di chiedere all'ad di viale Mazzini, Fabrizio Salini, i compensi di tutti i giornalisti che lavorano per il gruppo Espresso e che conducono o sono ospiti in programmi Rai. Affermazioni che hanno scatenato l'ira della dem Alessia Morani che chiede a 'Dibba' di dire "quanto ha preso dal 'Fatto quotidiano' per i suoi fantastici reportage dal Sudamerica".

twitter grillo boicottarai2-2

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