Sea Watch, perché è indagata la 'capitana' Carola Rackete

La Procura di Agrigento ha iscritto la 31enne al registro degli indagati con l'accusa di  favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di rifiuto di obbedienza a nave militare

Carola Rackete (FOTO ANSA)

La comandante della Sea Watch, Carola Rackete, è stata iscritta sul registro degli indagati dalla Procura di Agrigento, con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di rifiuto di obbedienza a nave militare. L'inchiesta è stata aperta dopo la segnalazione della Guardia di Finanza che ha consegnato l'informativa ai magistrati della Procura di Agrigento su quanto accaduto nel tratto di mare davanti alle coste di Lampedusa. Secondo le prime informazioni riportate dalle agenzie di stampa la nave Sea Watch non verrà posta sotto sequestro. La Procura di Agrigento ha chiarito anche che l'iscrizione al registro degli indagati di Carola Rackete è un atto dovuto, a cui non seguiranno arresti.

''Acqua e cibo a bordo scarseggiano, ma le difficoltà maggiori per le 42 persone sono psicologiche''.

A spiegarlo alla stampoa estera è la stessa Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3, aggiungendo che ''il background dei 42 è già molto complicato, questi 15 giorni di attesa estenuante stanno peggiorando le cose. Ho paura che commettano atti di autolesionismo. Con l'equipaggio, per rendere l'attesa meno snervante organizziamo giochi e facciamo ascoltare musica. La situazione però rimane molto delicata''. La capitana poi ribadisce di ''non avere tempo per pensare" a quello che Salvini dice su di lei, "avendo la responsabilità di 42 persone sulle mie spalle''.

Sea Watch, chi è Carola Rackete

Ma chi è Carola Rackete? Tedesca, dal 2016 volontaria di Sea Watch, la capitana sa bene il rischio che corre: l'incriminazione per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, la confisca della nave e una multa. Eppure è disposta a tutto pur di mettere fine all'agonia dei 42 migranti a bordo della nave. Persino sfidare il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Carola non si piega e non si fa piegare. Neanche la decisione di Strasburgo di rigettare il ricorso della sua ong è riuscito a fermarla.

Paradosso Sea Watch: sbarco negato ma a Lampedusa 300 migranti in un mese

Per lei parla il suo curriculum. Nata in Bassa Sassonia, Carola - che parla cinque lingue - ha studiato alla Jade University in Germania, poi ha ottenuto un master in scienze naturali alla Edge Hill in Inghilterra con una tesi sugli albatros della Georgia del Sud. La prima volta che è salita su una nave aveva 23 anni e da allora la sua vita è cambiata. A 25 è diventata secondo ufficiale della Ocean Diamond, poi è salita a bordo della Silver Explorer, e ancora Greenpeace. Nel 2016 l'approdo alla Sea Watch.

Salvini l'ha definita "una sbruffoncella che fa politica sulla pelle dei migranti", annunciando conseguenze. "Adesso chi se ne frega ne risponde, chi sbaglia paga" ha ribadito Salvini. Carola però sembra fregarsene. "In 14 giorni nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile. L'Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta".

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