Sea Watch, Carola chiede scusa: la comandante divide tra pro e contro

Salvini l'ha definita ''criminale e fuorilegge'', mentre c'è chi la candiderebbe per il premio Nobel. Mentre il dibattito tra favorevoli e contrari prosegue, la comandante tedesca ha chiesto scusa alla Guardia di Finanza per la manovra effettuata durante la fase di attracco

Carola Rackete (FOTO ANSA)

Carola Rackete, la 31enne comandante della nave Sea Watch, ha chiesto scusa alla Guardia di Finanza, dopo quanto accaduto la notte scorsa sulla banchina del porto di Lampedusa, quando una motovedetta delle Fiamme gialle ha rischiato di essere schiacciata dalla nave che stava entrando in porto, sfidando il divieto. "Vi chiedo scusa, ma non era assolutamente nelle mie intenzioni venirvi addosso", ha detto la ragazza al suo arrivo nella caserma della Finanza di Lampedusa dove è stata portata dopo l'arresto in flagranza di reato. "La mia intenzione era quella di completare la mia missione, non certo di speronarvi". E ha spiegato di avere agito così perché ha seguito "l'addestramento che ha avuto per le manovre per entrare in porto" con quella nave da 600 tonnellate.

Sea Watch, l'accusa della Finanza: ''Abbiamo rischiato di morire''

"Abbiamo rischiato di morire schiacciati da un bestione di 600 tonnellate, sono stati momenti di puro terrore nella notte" dicono fonti della Guardia di Finanza. "Dicono di salvare vite umane e poi rischiano di ammazzare uomini dello Stato. Da parte del comandante è stata un’azione criminale. Punto". 

Poco dopo le due di notte una motovedetta delle Fiamme gialle ha tentato di ostacolare l'ingresso della Sea Watch nel porto, ma la nave ha proseguito la manovra rischiando di schiacciare l'imbarcazione dei finanzieri. "E' stata un’azione criminale - raccontano ancora fonti Gdf - la motovedetta è rimasta schiacciata sulla banchina. Se ci fosse stato maestrale come questa mattina sarebbe stata una tragedia. Non sappiamo come sarebbe finita. I ragazzi hanno rischiato di morire".

E ancora: "La motovedetta di appena dodici metri aveva addosso quel bestione di acciaio di oltre 600 tonnellate, poteva finire male per gli uomini della Guardia di Finanza". Tanto spavento per i finanzieri a bordo. "Ma hanno mantenuto la calma e sono riusciti a salvarsi - dicono ancora fonti gdf- la Sea Watch è entrata in porto fregandosene della motovedetta della Guardia di Finanza che ha tentato di impedire l’attracco". Momenti di paura che sono durati "più di cinque minuti, cinque minuti di puro terrore", raccontano le Fiamme gialle. La nave è stata adesso portata dalla gdf in rada a poche miglia da Lampedusa.

Salvini contro Carola: ''Arrestata la nuova eroina del Pd''

In attesa di capire il destino della 31enne tedesca, adesso agli arresti domicili e in attesa dell'interrogatorio, il mondo della politica e non solo si divide in due fazioni, tra chi attacca la manovra 'fuorilegge' di Carola e chi invece si schiera dalla sua parte. Il 'capitano' della squadra dei contro è senza dubbio il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che su Facebook l'ha definita 'fuorilegge' e 'pirata': "E' stata arrestata la nuova eroina del Pd, una criminale". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini durante una diretta Facebook riferendosi alla capitana della Sea Watch Carola Rackete. "Hanno gettato la maschera - ha poi aggiunto il titolare del Viminale riferendosi invece alla Ong - questi sono delinquenti".

 "Arrestata la signorina - ha detto ancora il ministro - che ha detto sono bianca, ricca e tedesca, non so come occupare il mio tempo, cerco di affondare una motovedetta della Guardia di Finanza con degli agenti a bordo. Dicono salviamo vite e hanno rischiato di uccidere esseri umani che stavano facendo il loro lavoro. I video sono evidenti, questi sono delinquenti, una nave di centinaia di tonnellate di stazza ha speronato, schiacciato contro la banchina e danneggiato una motovedetta in vetroresina con dei militari della Guardia di Finanza a bordo che sono stati costretti in parte a scendere in parte a scappare per salvarsi la vita".

Anche dal Reparto operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo sono arrivate accuse contro la manovra della comandante della Sea Watch: "Un atto di forza inaspettato, un gesto irresponsabile. Una cosa che ti puoi aspettare da un narcotrafficante su un motoscafo o da un contrabbandiere, non certo dalla nave di una Ong".  

"Un atto compiuto senza alcuna avvisaglia il contatto radio era spento. Una decisione, quella di ormeggiare comunque nonostante la presenza della motovedetta, che avrebbe potuto comportare conseguenze molto gravi. Il mezzo è stato schiacciato dall'unità della ong, poi è riuscito a spostarsi e ad allontanarsi dalla banchina". 

Oltre agli insulti sessisti avvenuti durante l'arresto a Lampedusa, per cui sono arrivate già le scuse, Carola Rackete è finita anche nel mirino dell'ex senatrice della Lega  Angela Maraventano, che l'ha definita ''un'assassina'', e dell'europarlamentare Susanna Ceccardi, coordinatrice della Lega in Toscana, che su Facebook ha scritto: "Evidentemente pensava di essere nel  set dei Pirati dei Caraibi... che si potesse attraccare ovunque senza  autorizzazione, che si potessero forzare i posti di blocco, speronare  una motovedetta della guardia di finanza senza che ci fossero  conseguenze. Il film è finito. E le comparse del Pd possono tornare a  casa!"

Sea Watch, chi sta con Carola

Come ogni personaggio controverso, oltre agli attacchi la comandante Carola,, attrae anche molti sostenitori. Secondo Gregorio De Falco, ex comandante della Guardia Costiera e attualmente senatore del Gruppo Misto, la Rackete non ha commesso violazioni non fermandosi all'alt: "L'arresto di Carola Rackete è stato fatto per non essersi fermata all'alt impartito da una nave da guerra ma la nave da guerra è altra cosa, è una nave militare che mostra i segni della nave militare e che è comandata da un ufficiale di Marina, cosa che non è il personale della Guardia di Finanza. Non ci sono gli estremi. La Sea Watch è un'ambulanza, non è tenuta a fermarsi, è un natante con a bordo un'emergenza. La nave militare avrebbe dovuto anzi scortarla a terra".

"Questa donna meriterebbe un premio Nobel – ha commentato il padre missionario Alex Zanotelli -per il suo coraggio di sfidare una legge assurda, cui bisogna disobbedire, perché è un atteggiamento profondamente cristiano la disobbedienza alle ingiustizie, i primi martiri sono morti proprio per questo motivo: la legge della vita e la legge dell'amore devono essere la nostra bussola, fino al punto di pagare di persona come sta ora rischiando la 'capitana' della Sea Watch".

Più pratica la ex sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini "Ora bisogna fare un cordone attorno  alla comandante Carola, che è stata trattata come una criminale. Bisogna pensare alla sua incolumità". Dai giornalisti Giuliana Sgrena e Gad Lerner, passando per l'attore Borghi e il filosofo Cacciari, molti altri personaggi di diversi ambiti si sono espressi in favore della comandante tedesca. Ovviamente anche tutte le ong si sono schierate al fianco della Sea Watch. Una battaglia tra pro e contro su Carola Rackete, che nasconde un dibattito molto più ampio su un tema discusso e controverso come l'immigrazione. 

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