Fase 2, tutte le novità: che cosa si potrà fare (e cosa no) dal 3 giugno

Possibili novità dell'ultimo minuto? Tanti dubbi, ma a meno di sorprese negative nei prossimi 3 giorni dai dati del contagio, da mercoledì gli spostamenti tra regioni saranno consentiti. Sì anche a viaggi da e per i Paesi Ue. Controlli sui turisti. Addio all'autocertificazione

Poliziotti in spiaggia a Ostia (Ansa)

E' probabile, probabilissimo il via libera agli spostamenti tra regioni dal 3 giugno prossimo. Da mercoledì il governo autorizzerà gli spostamenti tra regioni senza limiti, ma per il governatore De Luca si tratta di un provvedimento incomprensibile. Non è l'unico a pensarla così. Tra dubbiosi e possibilisti, i governatori delle regioni italiane si preparano a riaprire. A meno di picchi di nuove infezioni oggi, domani e dopodomani, da mercoledì prossimo sarà possibile tornare a viaggiare.

Non sorprende che i commenti più positivi arrivino dalla Lombardia. Parla di "decisione giusta" il sindaco di Milano, Beppe Sala, evidenziando che "adesso è il momento di ridare ossigeno al lavoro". Tra i favorevoli alle riaperture anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti, che ha definito "una decisione saggia" quella del governo e che "si tratti di rischi calcolati". Sono apertamente a favore dell'apertura totale anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, quello dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e quella della Calabria, Jole Santelli.

Spostamenti tra regioni dal 3 giugno: i timori del sud

Alcune regioni del sud nutrono dubbi legittimi. La Regione Sardegna vorrebbe un test di accesso per i milioni di turisti: non può essere derubricata a "trovata" di un governatore il tentativo di non diventare un focolaio dopo essere diventati praticamente Covid free. Il "passaporto sanitario", sostenuto dal presidente Solinas, però non sembra essere una misura applicabile, soprattutto dopo le critiche del ministro Boccia che l'ha definita uan misura "incostituzionale". Ma i timori di una regione che ha pochi posti in terapia intensiva in tutta l'Isola e non ha una rete di assistenza territoriale vanno ascoltati, non derisi. I toni utilizzati del sindaco di Milano Beppe Sala ("Mi ricorderò delle Regioni che chiedono patente di immunità ai lombardi") non hanno aiutato.

Anche la Sicilia si prepara. "Nessuna lite e nessuna chiusura. Al di là della semplificazione verbale, il primo a voler essere rassicurato è proprio il turista": lo afferma il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, intervistato dal Corriere della Sera. Musumeci difende la propria strategia per gestire la fase 2 nella regione: "I dipartimenti Salute e Turismo della mia regione stanno lavorando a un protocollo. La parola d'ordine è riaprire in sicurezza. Anche se il mondo scientifico ci ripete che la sicurezza al cento per cento non esiste".  "Sappiamo che non è possibile restare rinchiusi in attesa del vaccino. Abbiamo il dovere di avviarci a una apparente normalità, ma alzando al massimo l'asticella delle norme di sicurezza, d'intesa con albergatori, ristoratori, quanti ospitano turisti... 'Sicilia sicura' è il nostro motto. E per questo occorrerà verificare la provenienza, l'esistenza di eventuali casi sospetti nel nucleo familiare, indicare giorno dopo giorno la tracciabilità della presenza del turista".

Tra i più critici ci sono Campania e Toscana che, per voce dei propri governatori, Vincenzo De Luca ed Enrico Rossi, non nascondono il "caso Lombardia". "Se ci sono situazioni di regioni dove ancora il livello di contagio è più alto, tenerne conto non è sbagliato", ha detto Rossi.  "In presenza di contagi elevati è ovvio che in un territorio debbano esserci limiti alla mobilità", gli ga eco De Luca.

Anche la Regione Lazio pare sorpresa dalla spinta così forte a riaprire la mobilità infraregionale senza limitazione alcuna. "Ci sono troppe pressioni perché riparta il Nord, bisogna basarsi su evidenze scientifiche", dice l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato.

Discorso chiuso, o sono possibili novità dell'ultimo minuto? A meno di sorprese negative nei prossimi 3 giorni dai dati del contagio, sì. Introdurre differenziazioni tra regioni molto complicato e tra l'altro non ci sarà biosgno di alcun nuovo Dpcm di Giuseppe Conte: l'attuale decreto infatti prevede fino al 2 giugno il divieto di spostamenti infraregionali e dal 3 giugno questi spostamenti "possono essere limitati soltanto con provvedimenti adottati in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proprozionalità al rischio epidemiologico effettivamente presenti in dette aree". 

Il fronte del "no" alla riapertura totale dal 3 giugno continua a porre l'attenzione sul "caso Lombardia": la regione fa registrare circa metà (alcuni giorni di più) dei contagi di tutta Italia: continua il dialogo tra il ministro Francesco Boccia e i governatori. 

Che cosa si potrà fare dal 3 giugno

Dal 3 giugno si dirà definitivamente addio all'autocertificazione. Con la nuova fase infatti non sarà più obbligatorio presentare, anche negli spostamenti tra una regione e l’altra, il documento che, negli scorsi mesi, è stato modificato più volte o a cui sono state aggiunte voci alle motivazioni che bisognava certificare. Sì anche a viaggi da e per i Paesi Ue, Schengen e Regno Unito. I viaggi verso questi Paesi sono naturalmente condizionati dalla reciprocità delle condizioni con i singoli Stati. I viaggi da e per i Paesi extra Ue ed extra Schengen, eccetto quelli già possibili per lavoro, urgenza o motivi di salute, riprenderanno dal 16 giugno.

Rimane l'obbligo di rimanere presso il proprio domicilio per chi è in quarantena e per chi ha un'infezione respiratoria con febbre superiore ai 37,5 gradi. Resta il divieto di assembramento e l'obbligo di mantenere una distanza di almeno un metro. Le messe, i funerali, le visite ai musei e ai luoghi di cultura, le attività degli stabilimenti balneari e delle strutture ricettive, le attività di bar, ristoranti, barbieri, parrucchieri continuano ad essere possibili con limitazioni di distanziamento derivanti dai protocolli di sicurezza. 

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Resta in vigore il divieto di entrare nei luoghi pubblici al chiuso senza mascherina, compresi i mezzi di trasporto. In alcune Regioni, come la Lombardia, c'è l'obbligo di mascherina anche per strada.

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