Bari, il sindaco dopo le lacrime in diretta: "Non mi pento, perché mi devo vergognare?"

Decaro si è commosso durante una diretta in cui mostrava le strade deserte della città. "All'inizio ero dispiaciuto. Poi ci ho pensato: perché mi devo vergognare? Le emozioni, anche un sindaco, non le deve nascondere. Quella strada era la mia casa, la mia città"

Il sindaco di Bari Antonio Decaro si è commosso durante una diretta Facebook di due giorni fa nella quale mostrava le strade deserte della città. "All'inizio ero dispiaciuto. Poi ci ho pensato: perché mi devo vergognare? Le emozioni, anche un sindaco, non le deve nascondere. Quella strada era la mia casa, la mia città. E vederla così è stato un dolore. Intendiamoci: è giusto che sia così. Chiedo a tutti i baresi, e come presidente dell'Anci, a tutti gli italiani, di rispettare rigidamente le indicazioni del governo. Stanotte ho dormito poco. Mi sono arrivati molti messaggi. Il più bello me l'ha mandato un mio amico, Francesco: 'Ti sono vicino. Tornerà tutto più bello e forte di prima'. Era il sindaco di Codogno". Lo racconta a Repubblica il sindaco di Bari e presidente di Anci, Antonio Decaro, a proposito della diretta Fb per le strade della sua città dove si è commosso tornando a casa attraversando strade semideserte.

"Ero uscito dal Comune per rientrare a casa. Ero con la mia portavoce e abbiamo deciso di pubblicare un video per ringraziare i miei cittadini che stavano rispettando le regole. Erano passate da poco le 18, le serrande erano tutte abbassate. In strada non c'era nessuno - racconta - Ho imboccato via Argiro, una delle strade centrali della città. Dieci anni fa, quando facevo l'assessore al traffico con Michele Emiliano, le auto in via Argiro erano parcheggiate in tripla fila. Oggi è una strada pedonale. Bellissima. La via era vuota, spettrale. Tutto spento. Non ho retto".

Qualcuno lo ha criticato, sostenendo che un uomo delle istituzioni deve lanciare messaggi forti e non dovrebbe mostrare le sue debolezze. Decaro a tutti loro risponde così: "È stato un gesto naturale. Eravamo in diretta, è andata così. Sono giorni che cerco di tranquillizzare tutti, di spandere speranza. Lo faccio con i miei concittadini, lo faccio con gli ottomila sindaci italiani che rappresento: chi è nella zona rossa sta soffrendo ma lo sta facendo con grandissima forza".

"In quella strada, la mia strada, buia, ho sentito il peso della comunità".

Per Decaro "c'è bisogno di una presa di coscienza collettiva: siamo invincibili soltanto se si agisce insieme - ha concluso - Lo diceva Berlinguer: ''Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno'. Per combattere la paura, non servo io. Io non posso fare nulla da solo. Serviamo noi".

Coronavirus, Decaro: "Anche i Comuni sono aziende che rischiano la crisi"

Decaro è molto attivo in questi giorni. "Ciascuno di noi ha di fronte i problemi della 'azienda Comune', che va incontro a una crisi, come tutte le altre aziende, vista la inevitabile riduzione delle entrate". Lo ha detto ieri al termine della riunione in videoconferenza dei sindaci delle Città Metropolitane, chiamati ad affrontare le conseguenze non solo di gestione e amministrative ma anche finanziarie determinate dall'emergenza coronavirus, annunciando l'intenzione di "trasferire le esigenze comuni all'attenzione del tavolo di coordinamento con il Governo, del quale faccio parte con i presidenti delle Regioni".

Durante l'incontro - cui con Antonio Decaro sindaco di Bari hanno partecipato i sindaci Virginia Raggi di Roma, Giuseppe Sala di Milano, Chiara Appendino di Torino, Luigi De Magistris di Napoli, Leoluca Orlando di Palermo, Marco Bucci di Genova, Virginio Merola di Bologna, Luigi Brugnaro di Venezia, Dario Nardella di Firenze, Salvo Pogliese di Catania, Giuseppe Falcomatà di Reggio Calabria e il vicesindaco Roberto Mura di Cagliari - si è deciso di "elaborare una piattaforma di richieste molto concrete: chiarimenti e misure finanziarie di emergenza, soprattutto per Comuni con maggiori difficoltà di bilancio".

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Spiega il presidente dell'Anci: "Ho avvertito l'esigenza di riunire i sindaci metropolitani, per ascoltarli anche coralmente, visto che individualmente l'interlocuzione è continua con tutti gli strumenti a disposizione, perché noi in questa emergenza abbiamo diversi compiti e viviamo grandi e specifiche difficoltà". Decaro ricorda che i sindaci devono "applicare il decreto 'Io resto a casa', che va anche calato nelle diverse realtà: il rischio di assembramento, che va evitato, può riguardare i mercati in Sicilia e al Sud e le piadinerie in Emilia. Un confronto è necessario per avere interpretazioni uniformi. I sindaci sono poi anche alle prese con le esigenze di dare risposte alle aziende e alle attività produttive del territorio".

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