Coronavirus, dalla spesa di notte alla cura dei piccioni: le autocertificazioni più assurde

Tra le migliaia di segnalazioni arrivate in questi giorni dalle forze dell'ordine, ci sono casi in cui le motivazioni espresse nell'autocertificazione sono a dir poco surreali: ecco i casi più eclatanti

Foto di repertorio

L'invito a restare a casa e ad uscire soltanto per necessità comprovate è in vigore in tutta Italia. Ma, nonostante le misure adottate dal Governo per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus, c'è chi continua a cedere alla tentazione di prendere “una boccata d'aria” per futili motivi. Anzi, tra le migliaia di segnalazioni che sono arrivate negli ultimi giorni, ci sono dei casi in cui la motivazione espressa nell'autocertificazione rasenta l'assurdo. Certo la fantasia non manca a giudicare dalle motivazioni raccolte dalle forze dell'ordine deputate ai controlli su tutto il territorio nazionale dopo il Dpcm del 9 marzo che vieta gli spostamenti se non per esigenze di lavoro, motivi di salute, visite mediche, acquisto di beni di prima necessità.

Coronavirus, le autocertificazioni più assurde

La 'situazione di necessità' per qualcuno è a libera interpretazione, visto che si barra la casella spiegando che "è importante dare da mangiare ai piccioni". E' il caso, riferiscono dalla Questura di Roma, di un ragazzo di Albano fermato in strada dagli agenti della Polizia di Stato. "Al momento sono senza casa perché mia madre e mia nonna non mi vogliono più con loro e quindi passo il tempo a dare da mangiare ai piccioni, la ritengo una cosa importante", si è giustificato il ragazzo. Una donna invece ha detto di essere andata "al mercatino dell'usato per comprare indumenti intimi in quanto uscita dall'ospedale di Monterotondo ero sprovvista". E ancora: Preso da uno stato ansioso, non riuscivo a stare a casa"; "mia moglie mi ha messo fuori casa". Di certo, le forze dell'ordine di questi tempi hanno un bel da fare nell'accertare la veridicità delle dichiarazioni rese. Fioccano anche tante denunce.

C'è chi poi non si fida di lasciare il marito solo a fare la spesa. A Lucca gli agenti di Polizia hanno fermato una macchina con a bordo marito e moglie. Entrambi hanno dichiarato che stavano andando a fare la spesa. Gli agenti hanno ricordato loro che solo un componente per famiglia può andare, al ché la donna ha rimbrottato tutti i presenti dicendo che non poteva mandare il marito da solo "perché non era in grado di scegliere i prodotti giusti".

E si sa, l'amore in età adolescenziale è ribelle. Così dalla questura di Forlì Cesena arriva notizia di una 17enne che non rassegnandosi alla fine del sua storia, ha violato la prescrizione di rimanere in casa pur di recarsi sotto casa del suo ex, che a sua volta, stanco di essere importunato, ha chiamato la Polizia per liberarsi finalmente di lei. In un altro caso, un uomo si è giustificato: "Ma io sto andando a fare la spesa". Peccato che non si è accorto che erano le 22.50.

A Vibo Valentia un uomo sorpreso a piedi in strada ha dichiarato agli agenti che aveva appena mangiato alla mensa dell'ospedale. Non ha finito di parlare che subito è scattata la denuncia visto che non c'è alcuna mensa all'ospedale.

A Palermo un uomo ha risposto agli agenti sul suo 'stato di necessità' che doveva assolutamente sdraiarsi su una panchina per prendere il sole. Un altro ha detto: "Non posso stare a casa perché stanno facendo le pulizie". Ma lui era già lontano chilometri dall'abitazione.

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