"Coronavirus: in caso di febbre, niente antinfiammatori ma paracetamolo"

Il ministro della Sanità francese Olivier Veran spiega che l'assunzione di ibuprofene o cortisone potrebbe essere un fattore di aggravio dell'infezione. Se la Francia fa esperienza dell'aumento dei casi, in Spagna l'emergenza è conclamata e Madrid da oggi vieta spostamenti

La Francia chiude musei, in Spagna divieto uscire di casa Foto EPA ENRIC FONTCUBERTA

Coronavirus, se si sviluppano sintomi non prendere antinfiammatori come l'ibuprofene o il cortisone: "Potrebbe essere un fattore di aggravio dell'infezione". L'ha affermato oggi in un tweet il ministro della Sanità francese Olivier Veran.

"In caso di febbre, prendete paracetamolo. Se già siete sotto anti-infiammatori o in caso dubbio, chiedete consiglio al vostro medico".

Intanto le autorità sanitarie francesi hanno reso noti gli ultimi dati sul contagio da coronavirus in Francia. I casi confermati sono 3.661, con un incremento di 785 casi da ieri. I morti sono 79, con un aumento di 18 decessi rispetto al precedente bollettino.

La Torre Eiffel, il monumento simbolo di Parigi è stato chiuso a tempo indefinito a causa dell'emergenza coronavirus. L'annuncio è arrivato dopo che era già stata disposta la chiusura del Louvre e di Versailles.

Coronavirus, la Spagna segue l'esempio dell'Italia

Se la Francia fa esperienza dell'aumento dei casi, in Spagna ormai l'emergenza è conclamata. Il governo di Madrid ha ordinato a tutti gli spagnoli di rimanere a casa. La decisione è giunta durante una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri in cui è stato proclamato lo stato di emergenza.

Gli spagnoli potranno uscire di casa solo per acquistare prodotti alimentari, farmaci o beni di prima necessità. Si può uscire per andare a lavoro, assistere anziani o persone vulnerabili o per cause di forza maggiore. Sarà possibile tornare nel luogo di residenza abituale.

Coronavirus, positivo il viceministro della salute 

Intanto il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri ha annunciato su facebook di essere positivo al coronavirus. "Alcuni giorni fa ho avuto un contatto con un sospetto positivo. Appena mi sono accorto di avere dei sintomi mi sono isolato ed ho iniziato a lavorare a pieno ritmo da remoto",

"Ho seguito da subito tutti i protocolli come indicato dal ministero della Salute. Mia moglie ed il piccolo stanno ancora bene, e seppur nella stessa casa, abbiamo diviso gli ambienti. Io e mia moglie siamo tornati a telefonarci come all'inizio della nostra storia! e ci facciamo forza insieme. Inoltre ho attenzionato tutti miei collaboratori e le persone con cui sono venuto in contatto, sempre come da protocolli sanitari. Tutti stanno bene"

"Riflettevo che in questi mesi da quando è iniziata questa guerra non ho avuto il tempo di vedere cosa accadeva intorno inclusa la mutevole natura. Vedrò dalla finestra sbocciare il glicine per l'imminente primavera. Il mio impegno non viene assolutamente meno. Ancora una volta voglio ringraziare il Sistema sanitario Nazionale, medici e infermieri che stanno dando orgoglio al nostro Paese. C'è una sola possibilità: essere responsabili, coraggiosi e solidali e ce la faremo tutti insieme'', conclude.

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