Ismael, il sarto "adottato" dall'Italia che cuce mascherine per le persone in difficoltà

E' una bella storia quella che arriva dalla Puglia. Ismael ha 20 anni ed è originario del Mali: non è la prima volta che si rende protagonista di gesti di grande solidarietà

Ismael al lavoro con la sua macchina da cucire. Foto: BrindisiReport

Tutti vogliono dare una mano in base alle proprie competenze e possibilità. E' una bella storia quella che arriva dalla Puglia che affronta, come tutte le regioni italiane da nord a sud passando per le isole, l'emergenza Covid-19. Siamo a Torre Santa Susanna, al centro della penisola salentina, in provincia di Brindisi, e siamo nell'ambito del sistema di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati, il centro Siproimi "Sadaka" per richiedenti asilo e rifugiati.

Qui vive Ismael, operaio in una sartoria di Francavilla Fontana, che in questo periodo di lockdown non può - come tutti coloro che non lavorano nelle filiere essenziali - andare al lavoro: ha semplicemente deciso di donare il suo tempo facendo qualcosa di utile per la comunità e per tutti i cittadini. E' BrindisiReport a raccontare i dettagli. Si è messo a realizzare con la sua macchina da cucire mascherine che saranno consegnate alla consulta dei servizi sociali del Comune di Torre Santa Susanna, la quale a sua volta, provvederà a consegnarle alle persone anziane e più bisognose della città. Un piccolo gesto, ma sono quelli che in questi giorni risultano essere importanti, tanto a livello pratico quanto morale. 

Ismael cuce mascherine per anziani e bisognosi

Ismael ha 20 anni ed è originario del Mali: arrivato al Siproimi di Torre S.Susanna nell'autunno del 2018. Nella valigia aveva la sua amatissima macchina da cucire. Irene Milone, responsabile del Consorzio Nuvola, dice a BrindisiReport: "Ismael ha una grande professionalità in questo settore. Attualmente lavora in una importante azienda tessile di Francavilla Fontana dove ha fatto sei mesi di tirocinio prima del contratto a tempo indeterminato".

Non è la prima volta che il giovane si mette a disposizione con parecchio altruismo e senso civico e solidale: nel Natale 2018 ha cucito presine, grembiuli, strofinacci il cui ricavato dalla vendita è stato donato ai servizi sociali del Comune di Torre e per l'emergenza Covid-19 ha cucito un centinaio di mascherine anche per la comunità africana. Poi sono arrivate quelle per gli anziani e persone in difficoltà del paese.

"Parla perfettamente l'italiano - continua Irene Milone - è ragazzo educatissimo, ha anche preso la patente".

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Ormai il giovane ha terminato il suo percorso nella comunità e da alcuni mesi è alla ricerca di un appartamento in affitto nel quale andare a vivere a Francavilla Fontana, città dove lavora: "Purtroppo -  conclude la responsabile del Siproimi - fino ad oggi non è stato possibile perchè pare sia un problema affittare case alle persone africane".

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