Coronavirus, la nuova battaglia: dai no-vax ai no-mask

Il vaccino contro il coronavirus ancora non c'è ma già fa discutere l'ipotesi di renderlo o meno obbligatorio. E in attesa di una nuova battaglia tra scienza e opinione no-vax si assiste alla nascita del popolo "no-mask"

Il vaccino contro il coronavirus ancora non c'è ma già fa discutere se renderlo obbligatorio oppure meno. Se il fronte dei no-vax già si scalda per la campagna anti-influenzale che presumibilmente dall'autunno coinvolgerà tutti i bambini sotto i sei anni e gli over 60, ancora tutta da decifrare sarà l'accoglienza del futuro vaccino per debellare la Covid-19.

Fermo restando come ad oggi gli studi proseguano ma siano tutt'altro che prossimi a rendere disponibile una "soluzione" alla pandemia, un recente sondaggio condotto dall'istituto Emg ha evidenziato un curioso orientamento sul tema.

Come spiegato dal sondaggista Fabrizio Masia ad Agorà solo il 54% degli intervistati si è detto convinto che il vaccino anti-covid debba essere reso obbligatorio. 

vaccino 1-2

Inoltre se la maggior parte del campione si è detto pronto ad assumere il vaccino, resta un quarto della popolazione che non si vaccinerebbe. Con tale percentuale la cosiddetta immunità di gregge sarebbe difficile da raggiungere, lasciando esposta una parte della popolazione più fragile.

vaccino 2-3-2

A vaccino ancora lontano l'unica arma certa contro il coronavirus è la mascherina: indossare anche una semplice "tre veli" aiuta a diminuire la carica virale cui potremmo venire esposti riducendo pertanto il pericolo del contagio ma anche la pericolosità dell'infezione. Eppure, come abbiamo visto ormai in molte parti d'Italia, sono tanti i momenti di aggregazione in cui anche in occasioni di affollamento la mascherina non viene utilizzata. 

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"Ho combattuto per anni contro i no-vax adesso è arrivato il momento dei no-mask" ironizza il noto virologo Roberto Burioni che sulla pagina Facebook di Medical Facts ribadisce la necessità di utilizzare dispositivi di protezione per evitare una nuova impennata dei contagi. "Ricordate che per il coronavirus vale lo stesso discorso che valeva per i vaccini: con la salute non si scherza". Eppure il popolo no-mask cresce di giorno in giorno.

La Federazione Italiana dei Medici Pediatri che aveva invitato a proteggere anche i bambini, ha ricevuto un profluvio di insulti in cui la mascherina viene additata a "abominio" e "segno di sudditanza" quando non addirittura "pericolose". Un crescendo sconcertante di violente assurdità che ha costretto la Federazione a un comunicato ufficiale, con tanto di annuncio di denuncia penale da inoltrare alla Polizia Postale.

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Il timore che in attesa di una nuova battaglia tra scienza e opinione no-vax si assista alla nascita del popolo "no-mask".

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