Non è il tempo della movida né delle feste (neppure in casa)

"Il nuovo decreto ha dato una sensazione di 'liberi tutti' ma saremo costretti a chiudere di nuovo i locali". Lo denuncia il rappresentate dei sindaci Antonio Decaro. E oggi il premier Conte richiama gli italiani alla responsabilità

Alla Vucciria, il mercato di Palermo diventato uno dei luoghi più frequentati della movida, il 18 maggio 2020 si è tornati come ai vecchi tempi, prima della emergenza Coronavirus, Foto Ansa

"Non è finita, non è ancora il tempo dei party delle movide". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte lasciando il Senato. Il presidente del consiglio dei ministri ha spiegato come il Governo abbia fatto saltare il meccanismo delle autocertificazioni perché "le limitazioni dovevano essere strettamente necessarie".

"Adesso che c'è una curva sotto controllo ma nessuno pensi che siano saltate tutte le regole di precauzione, sennò la curva risale. Mi raccomando: non è ancora il tempo dei party e degli assembramenti".

Come richiamato dai medici dell'Istituto superiore di sanità, bene quindi rivedere gli amici, meglio se all'aperto e solo in un gruppo ristretto, ricordando il principio di precauzione: mascherine quindi e niente abbracci.

Coronavirus, nuovo lockdown: il monito dei sindaci

Dopo la riapertura generalizzata dei negozi, lo scorso lunedì, molti sindaci hanno espresso preoccupazione per gli assembramenti soprattutto di giovani e nelle zone più calde della movida cittadina. "Sono preoccupato io, sono preoccupati i miei colleghi" spiega il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro.

"Di fatto il nuovo decreto ha dato una sensazione di 'liberi tutti'. - denuncia il rappresentate dei sindaci - Ora o ciascuno di noi, a cominciare dai ragazzi, interpretiamo questa libertà con senso di responsabilità, applichiamo le regole sul distanziamento sociale, pensiamo al fatto che comportamenti irresponsabili mettono a rischio non solo la nostra salute individuale ma anche quella delle persone più fragili che abbiamo care, oppure saremo costretti a chiudere di nuovo i locali, con il danno anche economico che questo comporterebbe".

Troppa movida e persone in strada senza mascherina: "Così chiudiamo tutto"

Un'eventualità da scongiurare con ogni mezzo. E il presidente dell'Anci avanza una proposta, rivolge una chiamata alla responsabilità anche nei confronti degli operatori dei locali. "Mettete a disposizione dei clienti, insieme al cocktail che servite loro, una mascherina. E' illusorio pensare che possa essere esercitato un controllo da parte delle forze dell'ordine per ogni cittadino".

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"La mascherina e il distanziamento sono le uniche difese dal contagio che ci permetteranno di evitare un nuovo più doloroso e pericoloso lockdown".

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