Coronavirus, l'appello per un graduale ritorno alla normalità: "Ripartiamo"

Primo sì della Camera per la risposta concreta ai comuni colpiti. Da Lombardia e Piemonte appelli di buonsenso. Cirio: "Graduale ritorno alla normalità". Sala: "Milano a luci spente non piace a nessuno, che sia una città riaperta al più presto". Burioni: "Chiarezza e calma"

Semideserta Ripa di Porta Ticinse e il Naviglio Grande con i tavolini dei locali deserti per l’emergenza del coronavirus, Milano 26 Febbraio 2020Ansa/Matteo Corner

Secondo Moody's, in Italia ci sarà molto probabilmente "una temporanea crisi di consumi e produzione" e l'impatto sull'economia sarà legato alla durata dell'epidemia di coronavirus. Difficile fare stime precise al momento.

Quel che conta è che si riparta, appena possibile e senza tentennamenti, nel pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza sanitaria necessarie per limitare il più possibile i casi di coronavirus.

Via libera (quasi) all'unanimità della Camera al disegno di legge di conversione del decreto che contiene le misure per affrontare l'emergenza Coronavirus anche a livello economico. I sì sono stati 462, i no 2. Il testo passa ora al Senato.

Sono 425 i contagiati da coronavirus in tutta Italia, secondo il dato aggiornato fornito dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli mercoledì sera. I morti restano 12. I 424 contagiati sono conteggiati sulla base dei dati delle Regioni: 258 sono in Lombardia, 87 in Veneto, 47 in Emilia Romagna, 16 in Liguria, 1 in Piemonte, 3 in Lazio, Marche e Sicilia, 2 in Toscana, 1 a Bolzano, 1 in Abruzzo (per quest'ultimo caso si attende il secondo esame di conferma).

Nella tarda mattinata di oggi arriverà, come avviene quotidianamente, un nuovo aggiornamento su eventuali, probabili, ulteriori casi positivi.

Coronavirus, Milano vuole ripartire: "Riaprire i musei"

Milano spera di poter ripartire a brevissimo, anche dalla cultura. Lo dice il sindaco di Milano Beppe Sala con un video sul suo profilo Instagram: "Ho parlato con il presidente del consiglio Conte e l'ho invitato a venire presto a Milano per rendersi conto di come è la situazione, ho chiamato il ministro Gualtieri, gli ho chiesto supporto e gli ho detto che un aiuto a Milano è un buon investimento, ho parlato con il ministro Franceschini: ripartiamo dalla cultura, riapriamo qualcosa, possiamo cominciare dai musei o da qualcos'altro, ma la cultura è vita".

"Milano a luci spente non piace a nessuno, che sia una città riaperta al più presto" dice Sala. 

Piemonte vuole tornare alla normalità: "Ci sono le condizioni"

La pensa come lui il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: "Ci sono finalmente le condizioni per chiedere al Governo un graduale ritorno alla normalità". In Piemonte dopo l'esito negativo dei test di verifica sulla coppia di Cumiana si è ridotto a uno il caso confermato di coronavirus. "L’ottima notizia del risultato negativo pervenuto sui due casi di Cumiana - è scritto in una nota della Regione Piemonte - è stato accolto con grande favore dal presidente della Regione che, alla luce dell’esistenza al momento in Piemonte di un solo caso di contagio collegato al ceppo lombardo, ritiene ci siano finalmente le condizioni per chiedere al governo un graduale ritorno alla normalità".

Coronavirus, la mascherina deve essere indossata solo in questi casi

Coronavirus, le misure economiche del governo per i territori colpiti

"Ora dobbiamo mettere in campo, con urgenza, tutti gli interventi necessari per la vita economica di quei territori, delle loro aziende e dei lavoratori", dice il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in un'intervista a Repubblica a proposito del coronavirus.

Con i decreti del Tesoro si cerca "di dare una risposta pronta e concreta ai comuni più direttamente colpiti a causa dello stop alle attività. Sia sul piano del sostegno alle imprese mediante l'accesso facilitato ai crediti fiscali e fondi di garanzia, la sospensione dei contributi, delle imposte e delle rate dei mutui, sia sul versante degli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Si tratta di territori molto importanti per la crescita complessiva del Paese". Ma oltre a questo "bisogna preservare le filiere, dal turismo all'agroalimentare, così come il sistema delle piccole e medie imprese. Serve subito un'azione forte: investimenti coraggiosi per far ripartire territori e settori in difficoltà, che il governo sta già predisponendo".

La ricchezza prodotta nelle province più colpite da coronavirus rischia di essere intaccata. Confcommercio ha stimato 5-7 miliardi di euro in meno per il Pil dell’Italia se la crisi dovesse durare fino a maggio-giugno.

"Il decreto che abbiamo appena approvato alla Camera è una risposta seria, rigorosa e necessaria all’emergenza coronavirus che stiamo affrontando. Non è la prima né la sola, visto che il nostro Paese ha reagito prontamente alla diffusione del nuovo virus, ed è improntata su un unico, fondamentale, principio: la tutela della salute dei cittadini. Quello che diciamo da sempre, e cioè che la salute delle persone è la nostra priorità, lo stiamo dimostrando in questi giorni”. Lo dichiarano, in una nota, i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali. 

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri annuncia: "Verranno sospesi i contributi previdenziali, i versamenti per la rottamazione delle cartelle, ci sarà un rinvio degli adempimenti fiscali anche per i clienti dei professionisti che sono nella zona rossa. Un pacchetto di proroghe per dare un sollievo immediato". Inoltre, aggiunge, "ci sarà un aiuto alla liquidità delle piccole e medie imprese italiane attraverso un potenziamento del fondo di garanzia".

M5s: "Effetti positivi nelle prossime settimane"

"Il decreto che abbiamo appena approvato alla Camera è una risposta seria, rigorosa e necessaria all’emergenza coronavirus che stiamo affrontando. Non è la prima né la sola, visto che il nostro Paese ha reagito prontamente alla diffusione del nuovo virus, ed è improntata su un unico, fondamentale, principio: la tutela della salute dei cittadini. Quello che diciamo da sempre, e cioè che la salute delle persone è la nostra priorità, lo stiamo dimostrando in questi giorni”. Lo dichiarano, in una nota, i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali. 

“Quelle contenute nel decreto sono misure forti, è vero, che richiedono anche dei sacrifici alle persone, in particolare a quelle che vivono nelle ‘zone rosse’, ma vanno tutte nella direzione di prevenire il più possibile nuovi contagi, dunque nella direzione dell’interesse nazionale”, proseguono. “Abbiamo previsto anche interventi in campo economico con un prossimo decreto del Mef per evitare ripercussioni eccessive, e siamo convinti che tutto questo produrrà effetti positivi nelle prossime settimane”.

“Questo è un momento in cui tutto il Paese deve essere unito e collaborare per combattere una battaglia che ci riguarda tutti da vicino: psicosi e allarmismo, oltre a non essere giustificati dall’entità del nuovo virus, sono dannosi, così come dannose sono le polemiche strumentali. Andiamo avanti uniti, per il bene della collettività intera”, concludono.

Assolombarda: "Non sono sufficienti le misure ipotizzate finora"

Per il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, "occorrono immediati interventi normativi che introducano misure di sostegno alle imprese sia di natura finanziaria, sia di sostegno al lavoro e sia di politica estera" in seguito ai danni economici provocati dai focolai di coronavirus. "Siamo - ha scritto in una nota - in emergenza economica. L'impatto del coronavirus sull'economia globale lo sconteremo duramente" ha osservato.

"Fermare la Lombardia, che era già in forte rallentamento, significa frenare oltre un quinto del Pil italiano e dare un duro colpo a tutta la filiera dell'industria, che rischia di impiegare mesi a recuperare lo svantaggio economico con il resto del mondo. In questa regione lavorano un quarto degli addetti del manifatturiero italiano, da cui deriva oltre il 27% dell'export nazionale. Bisogna contenere i toni di allarmismo: siamo al paradosso di dover garantire ai partner commerciali l'assoluta idoneità e sicurezza dei prodotti delle nostre imprese" ha aggiunto Bonomi.

"Non sono sufficienti le poche misure adottate e ipotizzate finora. Oltre al danno economico va considerato il danno reputazionale, che avrà un impatto significativo sulla nostra economia nel medio e lungo periodo. Prepariamoci a lavorare duramente per recuperare la nostra credibilità internazionale. Ogni giorno che rimaniamo fermi diamo un colpo al cuore dell'economia italiana, cioè al nostro futuro" ha concluso Bonomi.

Burioni: "Non è un raffreddore ma non è la peste"

"Sono il primo a dire che il coronavirus non è un raffreddore. Ma questo non significa che sia la peste", dice l'immunologo Roberto Burioni al Corriere della Sera sottolineando che "per tranquillizzare le persone bisogna raccontare quello che accade con chiarezza e con calma. Se dici che è solo un raffreddore e poi però chiudi le scuole, generi panico".

"In un momento in cui serpeggia il panico, sento il dovere di usare i canali di fiducia che ho aperto con le persone in questi anni per compiere un'operazione di verità". Il medico, tra i più seguiti su Twitter, dice che in queste circostanze è stato deluso dall'"Europa. Sono cresciuto con il mito degli Stati Uniti d'Europa. Vedere che non riesce a gestire neanche questa emergenzaà Il virus non è una questione divisiva come i migranti. Bastava fissare una linea comune, stesse regole a Parigi e a Milano, e ci si sarebbe tranquillizzati l'un l'altro. Non si possono chiudere frontiere che non ci sono più".

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