Zone rosse decisive per rallentare il contagio: "Ma dipende anche da ciascuno di noi"

I cordoni sanitari da soli non bastano. Ma sono un primo passo fondamentale. Uno studio racconta ciò che è avvenuto a Wuhan: il contagio ha rallentato grazie ai cordoni sanitari. Poi la svolta definitiva con le misure centralizzate. In Italia i comportamenti virtuosi di ciascuno di noi saranno decisivi per l'evolvere della situazione

Coronavirus, tutte le ultime notizie (foto: Ansa)

Le misure prese dal governo e comunicate nella notte tra sabato e domenica per contenere l'epidemia di coronavirus in una vasta zona del nord (e non solo) impattano in modo incisivo sulla vita di un quarto circa della popolazione del nostro paese. Viviamo una situazione "di effettiva difficoltà e di serietà. Inedita rispetto al passato. E' un fatto completamente nuovo, non è mai accaduto prima, a livello globale. Ci troviamo ad affrontare una crisi che, sinceramente, è senza precedenti" ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. "I comportamenti virtuosi di ciascuno sono decisivi. I decreti non bastano. Tutto quello che stiamo facendo è sicuramente utile e importante. Ma senza una scelta di natura individuale, senza comportamenti corretti da parte di ciascuno, la battaglia diventerà sempre più complicata da giocare".

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Coronavirus, l'isolamento e le "zone rosse" funzioneranno?

L'isolamento e le "zone rosse" funzioneranno? Una cosa si può dire, ovvero che i cordoni sanitari da soli non bastano, non possono bastare a risolvere completamente il problema. Ma sono un primo passo fondamentale. E' di qualche giorno fa uno studio che racconta quello che è avvenuto a Wuhan (lo studio si può leggere integralmente qui). 

In parole povere (semplifichiamo al massimo), ogni agente infettivo può essere più o meno contagioso. Si valuta in questi casi il tasso netto di riproduzione: quante persone contagia ciascuna persona infetta. Per l'influenza stagionale il tasso netto di riproduzione è 1,3. Infatti ogni anno milioni di italiani prendono l'influenza stagionale. Nello studio si stima che R0 di Covid-19 a Wuhan fosse 3,9. Altro elemento rilevante dello studio su Wuhan è che in una prima fase le misure iniziali di cordone sanitario adottate nella e attorno alla metropoli cinese sono state sì efficaci, ma non del tutto risolutive. I contagi sono diminuiti e il tasso netto di riproduzione da 3,9 a 1,3.

Cosa significa? Ciò significa che a Wuhan il coronavirus aveva rallentato in maniera importante ma continuava a diffondersi. E' quello che sta cercando di fare ora l'Italia. "Io credo che la chiusura abbia fatto effetto. Lo dimostrano i dati relativamente ai contagiati nel perimetro dell'area rossa che non è cresciuto con numeri esponenziali come dalle altre parti". Lo ha detto a 'Che tempo che fa' il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, commentando l'efficacia delle prime zone rosse in Italia nelle scorse settimane.

Coronavirus, perché in Italia dipenderà (tanto) dai comportamenti virtuosi

In Cina la svolta radicale c'è stata però solo quando il Governo cinese ha preso misure di quarantena 'centralizzate' e il tasso netto di riproduzione è sceso da 1,3 a 0,3. L'epidemia ha rallentato prepotentemente. Eventuali misure "centralizzate" come la quarantena dei malati in strutture ad hoc (palestre, hotel) non sono allo studio  per il nostro paese. A Wuhan si è invece proceduto così, nel momento più difficile dell'emergenza, per evitare che si ammalasse l'intero nucleo familiare di un malato di Covid-19. Ma in un paese democratico come è (fortunatamente) l'Italia è impensabile adottare il pugno di ferro che si è visto a Wuhan o a Singapore. ll successo della Cina è dovuto al "potere forte" che ha potuto agire con rapidità combinato con "l'ubbidienza" popolo cinese a rispettare rigorose procedure di sanità pubblica. 

Se ne può trarre se non una lezione almeno un'indicazione importante per quel che riguarda la Lombardia e le province delle altre regioni colpite dalle nuove misure contenitive di questi giorni. Molte misure se applicate in maniera rigorosa possono far rallentare il contagio nelle prossime settimane. Sta a noi, dipende soprattutto da noi, adottare tutti i comportamenti possibili per limitare il contagio nello spazio e nel tempo in questa delicata fase. "La circolazione locale alta è un elemento critico. Nessuna zona d’Italia è immune, ridurre la numerosità dei focolai dipende anche dai nostri comportamenti" ha messo in chiaro Silvio Brusaferro dell'Iss

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Dopo le novità introdotte nel weekend per contenere l'epidemia di coronavirus, c'è una linea immaginaria che recinta la Lombardia e 14 province di altre regioni.

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