Coronavirus, l'esperto: "Il virus è perfido e oggi si diffonde nelle famiglie"

Il virologo Fabrizio Pregliasco invita alla cautela: "Anticipare le aperture vuol dire aprire i rubinetti dei contatti aumentando così il rischio infezione". L'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha detto che "il 4 maggio riapriremo solo nella massima sicurezza, altrimenti no"

Foto di archivio Ansa

L'Italia riaprirà il prossimo lunedì 4 maggio? Qualche regione uscirà dal lockdown addirittura qualche giorno prima? E' presto per dirlo, ed è necessaria una certa cautela. Il virologo Fabrizio Pregliasco - direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi di Milano e docente di Igiene all'Università Statale - ha le idee chiare sull'eventuale possibilità di anticipare la fase 2: "Bisogna valutare giorno per giorno l'andamento epidemiologico. E' vero, la situazione sta migliorando. Le terapie intensive si stanno leggermente svuotando, ma ci sono ancora almeno tremila casi al giorno - ha detto, ospite della trasmissione 'Circo Massimo' su Radio Capital -. Rispetto a prima, oggi siamo più capaci di individuare i casi, però la situazione vede due Regioni, Lombardia e Piemonte, ancora molto impegnate. Una situazione che nei giorni prossimi dovrebbe migliorare, però secondo me più insistiamo, più la fase 2 potrà partire con maggiore serenità e quindi anticipare le aperture vuol dire aprire i rubinetti dei contatti aumentando così il rischio infezione".

Secondo Fabrizio Pregliasco, dunque, non bisogna avere fretta, tenendo conto anche dei due ponti che arriveranno, ovvero 25 aprile e 1 maggio, "ma dopo credo che si arrivi ad un livello di accettabilità di rischio tale per cui si possa ripartire. Soprattutto per quanto riguarda gli aspetti del lavoro, delle attività strategiche, bar, ristoranti, dobbiamo mandarli molto avanti, solo così riusciremo a ripartire". Sull'ipotesi di regionalizzare le aperture, Pregliasco spiega che "in regioni dove il virus non è diffuso, tantissime persone sono ancora suscettibili, anche più che in Lombardia. E la possibilità è che, aumentando gli spostamenti, possano nascere nuovi focolai. Sarà questa la scommessa. Credo che il concetto di regionalizzazione ci stia in un'ottica di individuazione di zone a rischio".

Coronavirus, Pregliasco: "Questo virus è perfido, oggi si diffonde nelle famiglie"

Pregliasco aveva parlato di "nuovi focolai inevitabili" in questa nostra intervista. Secondo il virologo serve un "monitoraggio continuo, un'attenzione e una percezione del rischio che tutti i cittadini devono avere ancora, come approccio alla convivenza civile con quel distanziamento che deve diventare un'abitudine anche nei prossimi mesi". Questo virus "è perfido ed è arrivato sicuramente in Italia a dicembre, gennaio. Oggi si diffonde nelle famiglie, tramite qualcuno che ha continuato a lavorare, e anche nelle Rsa, dove ci sono le persone più fragili", conclude Pregliasco. Quanto ai "test sierologici, come tutti, hanno dei margini di incertezza rispetto soprattutto ai falsi positivi, quindi in caso di negatività c'è maggiore sicurezza del risultato, e in caso di positività è necessario ripetere il test e complementarlo con un tampone", sottolinea.

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Coronavirus, Gallera: "Il 4 maggio riapriremo solo nella massima sicurezza, altrimenti no"

E dopo le polemiche dei giorni scorsi, l'assessore regionale lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ospite della trasmissione "Che tempo che fa" nella serata di domenica 19 aprile, ha sottolineato che la Lombardia "riaprirà solo nella massima sicurezza". "Noi ripartiamo secondo le indicazioni della scienza, in modo molto scaglionato - ha sottolineato Gallera -. Si riaprirà solo nella massima sicurezza: tutti devono avere le mascherine, i guanti, deve essere misurata la temperatura prima di entrare a lavoro, non potremo avere gli assembramenti sui mezzi pubblici. Se si realizzano queste condizioni apriamo, altrimenti no". "Abbiamo sempre seguito le indicazioni dell'Iss - ha proseguito Gallera - e lo faremo anche in questa fase, c'è un tavolo nazionale, condivideremo con il governo alcune posizioni, l'idea è aprire in sicurezza alcune attività".

Coronavirus, ipotesi apertura differenziata per regioni: ma come sta l'Italia dopo due mesi?
 

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