Fase 3, perché si riaprono le frontiere con la Cina ma non con gli Stati Uniti

Dal primo luglio l'Europa riaprirà le frontiere ma solo con un numero limitato di Paesi che sono riusciti a contenere l'epidemia di coronavirus. Nella lista non ci sono gli Usa, né Russia, Brasile e India

Turisti in partenza dall'aeroporto di Fiumicino (Foto Ansa)

A partire dal primo Luglio l'Unione Europea dovrebbe rimuovere le restrizioni di viaggio verso una ventina di paesi che sono riusciti a contenere l'epidemia di coronavirus, a condizione che rispetti la reciprocità nei confronti degli Stati del Vecchio Continente. Nella lista c'è anche la Cina ma non gli Stati Uniti d'America, né la Russia, Brasile e India.Tra i Paesi con cui la commissione europea vuole riaprire le frontiere figurano anche Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

Se ci sarà una maggioranza qualificata a favore, allora la bozza di raccomandazione, i criteri e la lista dei Paesi verranno adottati per procedura scritta. In caso contrario, i rappresentanti dei Paesi Ue si riaggiorneranno in Coreper, probabilmente lunedì.

Dal primo luglio l'Europa riapre le frontiere 

Riaprire le frontiere europee è giusto ma "con ponderazione. È giusto chiudere a quegli Stati che non hanno preso misure tempestive di contenimento, hanno lasciato che la curva epidemica si alzasse e hanno ancora una circolazione del virus di piena intensità". Lo afferma, in una intervista a Repubblica Walter Ricciardi, consulente per le questioni internazionali del ministero della Salute e rappresentante dell'Italia nel consiglio esecutivo dell'Oms.

"Bisogna sempre avere lo sguardo alla circolazione del virus. Non ci sono problemi se si tratta di paesi che hanno una situazione pandemica simile, e comunque con una circolazione contenuta."

"La Cina - spiega Ricciardi - ha fatto una strategia di contenimento mentre gli Usa hanno lasciato dilagare l'epidemia e in alcuni casi allentato misure di contenimento, peraltro blande, prima che la curva epidemica si appiattisse. Ci sono stati Usa in piena crescita esponenziale dei contagi". "Dobbiamo comunque controllare gli accessi. Si chiude ai Paesi che hanno ancora tanti casi, ma chi proviene dal resto del mondo non deve passare le frontiere senza verifiche", osserva.

Per Ricciardi non bisogna preoccuparsi dei focolai che in questi giorni si stanno registrando in Italia: "Siamo in una fase prevista e prevedibile, successiva a quella con più contagi. Ci sono e ci saranno focolai limitati ed è fondamentale tenerli sotto controllo appena si presentano per evitare che diventino nuovamente un'epidemia".

Coronavirus, le ultime notizie

Sono oltre 10 milioni i contagi per coronavirus nel mondo, mentre i morti si avvicinano a 500.000. Secondo i dati riferiti dalla Johns Hopkins University sono 10.005.970 i casi finora accertati e 499.306 i decessi di cui 125.539 solo negli Stati Uniti d'America, che rimangono il paese più colpito anche per numero di casi: sarebbero più di 2,5 milioni le persone contagiate, di cui 42.597 nelle ultime 24 ore, 500 gli ulteriori decessi.

In Cina è stato imposto il lockdown per 500mila persone nella contea di Anxin, a circa 150 chilometri da Pechino: solo una persona per famiglia potrà uscire, solo una volta al giorno, per comprare alimenti e medicine. La misura è scattata dopo che altri 14 casi di Covid si sono registrati nelle ultime 24 ore a Pechino, tutti collegati ad un focolaio in un mercato del pesce.

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La Colombia intanto ha superato la Cina nel computo totale dei casi dopo un record di 4.149 nuovi casi di coronavirus in un solo giorno. Il Paese sudamericano ha anche riportato 128 nuovi decessi Covid-19, portando il totale nazionale a 2.939.

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