Giulio Regeni, un anno per la verità: il compito (difficile) della commissione d'inchiesta

"La ricerca di verità e giustizia per l’uccisione di Giulio Regeni dev'essere una priorità per questo Paese", dice Erasmo Palazzotto, eletto presidente dell'organo parlamentare chiamato a far luce sulla morte del giovane ricercatore ucciso in Egitto. Si è perso tempo, finora, e questo tempo andrà recuperato

Giulio Regeni. Foto Ansa

Chi ha ucciso Giulio Regeni? Chi lo ha torturato? E chi protegge i suoi assassini? A quasi quattro anni da una morte violenta e ancora avvolta nel mistero, nessuna verità, nessuna giustizia, sul caso del giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto nel gennaio del 2016. Oggi, finalmente, sono partiti i lavori della commissione parlamentare d'inchiesta chiamata a far luce sulla vicenda. La commissione si è insediata a Palazzo San Macuto: a presiederla è Erasmo Palazzotto, deputato di Leu eletto con undici voti favorevoli e otto astensioni. Vicepresidenti sono stati eletti Debora Serracchiani (Pd) e Paolo Trancassini (Fratelli d'Italia), i segretari sono invece Massimo Ungaro di Italia Viva e Roberto Turri della Lega.

Commissione Giulio Regeni, un anno per la verità: gli strumenti e gli obiettivi

Si è perso tempo, finora, e questo tempo andrà recuperato. La commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Regeni, infatti, era stata istituita con voto del Parlamento il 30 aprile scorso, ma non era ancora operativa per il mancato accordo sull'elezione della guida dell'organismo bicamerale, a causa di divergenze interne alla maggioranza di governo. Oggi la svolta. La commissione avrà un anno di tempo per chiudere la propria inchiesta sulla morte del giovane ricercatore con una relazione finale, ma potrà riferire alla Camera anche nel corso dei propri lavori "ove ne ravvisi la necessità o l'opportunità". Avrà a disposizione gli stessi strumenti della magistratura, per riannodare i fili di una vicenda tortuosa. 

Quella di Giulio Regeni è stata una morte violenta che, a distanza di quasi quattro anni, resta ancora misteriosa, tra tentativi di depistaggio, omissioni e versioni controverse da parte degli investigatori e del governo egiziano. Non sarà facile cooperare con le autorità egiziane sul piano politico e diplomatico, ma la commissione nasce proprio per squarciare questo velo di omertà.

Regeni, 28 anni, era un dottorando italiano dell'Università di Cambridge che stava lavorando da tempo a una tesi di dottorato sui sindacati indipendenti dei venditori ambulanti dell'Egitto: scomparve il 25 gennaio 2016. Il suo corpo senza vita e con segni evidenti di tortura venne ritrovato il 3 febbraio 2016, in un fosso lungo l'autostrada per Alessandria alla periferia del Cairo. Da allora i suoi genitori, Claudio e Paola, non hanno mai smesso di chiedere e cercare giustizia e verità.

Commissione Giulio Regeni, le parole del presidente Palazzotto

"La verità e la ricerca di giustizia per l'uccisione di Giulio Regeni devono essere una priorità per questo Paese", ha detto Erasmo Palazzotto. "La commissione inizia a lavorare da oggi e stiamo facendo tutto il lavoro propedeutico per recuperare il tempo perduto", ha continuato, spiegando che "l'idea con la quale siamo arrivati a definire l'istituzione di questa Commissione è quella di ricostruire in primo luogo la verità storica e politica sull'uccisione di Giulio Regeni".

"C'è un lavoro che spetta alla magistratura, relativo alla ricerca dei responsabili e alla pena per i responsabili, che noi non vogliamo intralciare. Noi abbiamo il compito di ricostruire il contesto e la verità su quanto accaduto".

"Abbiamo gli stessi strumenti della magistratura, li useremo con accortezza e in coordinamento con la magistratura stessa", ha sottolineato Palazzotto. "Giulio Regeni è una delle vittime di un regime che viola costantemente i diritti umani in quel Paese e dunque è nostra cura ricostruire la verità per restituire verità e giustizia a tutti i Giulio Regeni in Egitto e nel Mondo".

Palazzotto ha sottolineato di aver chiesto ai gruppi parlamentari di indicare i loro rappresentanti "per convocare in settimana l'ufficio di presidenza e iniziare i lavori il prima possibile. Faremo il calendario delle audizioni, sceglieremo i filoni di indagine prioritari all'insegna della condivisione". E sul rapporto con l'Egitto il neo presidente ha affermato: "Troveremo anche la strada per cooperare sul piano politico e diplomatico con le autorità egiziane. La verità e la giustizia sono una ragione di Stato superiore a tutte le altre". 

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