Yemen, una guerra sui bambini: ogni giorno almeno un morto o un ferito sotto le bombe straniere

Dall’inizio del conflitto ci sono stati più di 19mila i raid aerei contro scuole e ospedale e 1,5 milioni di bambini sono stati costretti a fuggire dalle bombe vendute dai governi stranieri alla Coalizione a guida saudita: la denuncia di Save the Children

Più di 19mila raid in quattro anni su scuole, ospedali e infrastrutture, 13 al giorno, più di uno ogni due ore. Questa la situazione in Yemen, dove le bombe straniere solo nell’ultimo anno di conflitto hanno provocato la morte di almeno 226 bambini e il ferimento di quasi 220. In particolare, 210 bambini sono stati colpiti mentre si trovavano a casa o nei pressi della loro abitazione, mentre 150 si trovavano in auto, a volte mentre fuggivano nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro.

Bambine e bambini vittime dei bombardamenti condotti con gli armamenti prodotti all’estero e venduti dai governi stranieri alla Coalizione a guida saudita. Tra questi, anche bombe prodotte in Italia dalla fabbrica RWM nello stabilimento di Domusnovas, in Sardegna, e la cui esportazione verso Paesi che violano i diritti umani è vietata dalla leggeitaliana sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materialidi armamento (L. 185/1990). 

Come ricorda Save the Children, che ha diffuso questi numeri alla vigilia del quarto anniversario dell'inizio dell'escalation della guerra che ricorre il 26 marzo, la situazione ha costretto 1,5 milioni di bambini a fuggire dalle loro case e dai loro villaggi e in molti casi, più di un bambino al giorno, sono stati colpiti dai bombardamenti proprio mentre tentavano di ripararsi in un luogo sicuro. Bambine e bambini vittime dirette delle bombe vendute dai governi stranieri alla Coalizione a guida saudita, che ogni mese uccidono oferiscono gravemente 37 minori in un Paese sconvolto da un conflitto cruento esenza fine, dove 10 milioni di minori non hanno accesso a cure mediche adeguate, tantissimi rischiano di morire di fame e 1 ragazza su 3 e 1 ragazzo su 4 non hanno la possibilità di andare a scuola.

Bombe straniere sullo Yemen

Gli attacchi aerei condotti dalla Coalizione a guida saudita, secondo i dati diffusi oggi da Save the Children, rappresentano la principale causa di morte o ferimento per i bambini in Yemen. Dall’inizio dell’escalation del conflitto, si contano quasi 6.500 minori uccisi o feriti dai bombardamenti, ma i numeri potrebbero essere anche più elevati visto che non sempre le cifre delle vittime tra icivili vengono diffuse pubblicamente. Solo negli ultimi 12 mesi, il 46% del totale dei minori yemeniti che hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti sono stati colpiti proprio dai bombardamenti lanciati per via aerea. Save the Children, nell’ambito della campagna “Stop alla guerra sui bambini” in occasione del centenario dell’organizzazione, ha lanciato una petizione on line per chiedere con forza al Ministero degli Affari Esteri di fermare immediatamentela vendita di armi italiane utilizzate contro i bambini in Yemen. Una petizione che è già stata firmata da oltre 54 mila persone eche tutti possono continuare a sottoscrivere.

I raid aerei, spiega l’organizzazione, vengono spesso condotti su aree altamente popolate facendo così molte vittime tra i bambini. Come avvenuto solo pochi giorni fa, il 10 marzo scorso, quando un bombardamento ha colpito cinque abitazioni provocando la morte di almeno 10 bambini, oppure nell’agosto scorso quando le bombe sono cadute su uno scuolabus uccidendo 40 bambini.

Sameer, 8 anni, è una delle vittime dei raid aerei. È stato gravemente ferito in un villaggio vicino a Hodeidah mentre tornava a casa con suo nonno. "Ricordo ancora il rumore del razzo che arrivava e poi l’esplosione. Sono svenuto e sonos tato portato in ospedale. Mi sono svegliato dopo tre giorni – racconta Sameer, nome di fantasia, che ha riportato gravi feriti alla testa e che ha ricevuto le cure grazie all’intervento di Save the Children – Non voglio altro che la guerra finisca e che qui possa tornare la calma”.

"L'uso di armi esplosive in aree densamente popolate è una tattica crudele utilizzata da chi vuole uccidere e distruggere indiscriminatamente. Tanti, troppi bambini continuano a morire mentre sono rintanati in casa per cercare di proteggersi dai bombardamenti o mentre cercano di fuggire dal pericolo. Non si può neanche lontanamente immaginare il terrore che possono provare quando una bomba cade sulla loro casa né la gravità delle ferite fisiche e mentali che tutto questo lascia in maniera indelebile su di loro. Quello che sta accadendo in Yemen dovrebbe scioccare il mondo e deve finire immediatamente. Per questo chiediamo che nessun governo al mondo consenta l’esportazione di bombe e armi a quelle parti in conflitto che colpiscono indiscriminatamente i bambini perché nessun bambino dovrebbe subire le crudeltà indicibili che ogni giorno si perpetrano in Yemen”, ha dichiarato Tamer Kirolos, direttore di Save the Children in Yemen, in questi giorni a Roma per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sul conflitto in corso. 

Un evento di musica e parole per accendere i riflettori sul conflitto

Un anniversario sul quale Save the Children ha voluto accendere i riflettori con l’evento pubblico “Stop alla guerra sui bambini”, andato in scena presso la Galleria Alberto Sordi di Roma, che ha visto protagonisti le note del Maestro Giovanni Allevi, Ambasciatore di Save the Children, e la voce dell’attrice Anna Foglietta, presidente dell’Associazione Every Child is My Child. Un evento all’insegna della musica e delle parole per portare all’attenzione dell’opinione pubblica il forte appello che arriva dai bambini dello Yemen che chiedono al mondo che la loro voce venga ascoltata e che la guerra possa finireimmediatamente “perché siamo bambini comeogni altro bambino al mondo e non ce la facciamo più a sopportare la guerra”.

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L'appello di Save the Children: “Quando camminiamo abbiamo paura; quando dormiamo abbiamo paura; quando giochiamo abbiamo paura. Non vogliamo più vivere dove c’è la guerra, non ce la facciamo più… Siamo innocenti e siamo bambini proprio come ogni altro bambino al mondo, come i vostri bambini. Vogliamo che ci si prenda cura di noi come per tutti gli altri bambini. Vogliamo la possibilità di studiare e andare a scuola. Vogliamo disegnare, mangiare, ridere, giocare, crescere e seguire i nostri sogni. Chiediamo che la nostra voce venga ascoltata e che la guerra in Yemen possa finire immediatamente”.

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