Insulti a Papa Francesco per il crocefisso con il giubbotto salvagente del migrante morto

I commenti feroci alla foto condivisa su Twitter e alle parole del pontefice che ricorda "a tutti l'impegno inderogabile di salvare ogni vita umana"

Papa Francesco ha incontrato ieri alcuni rifugiati arrivati da Lesbo con i corridoi umanitari e ha ricevuto in dono un giubbotto salvagente appartenuto a un migrante ignoto morto annegato nel Mediterraneo. Quel giubbotto, messo su una croce in resina, è stato appeso all'accesso al Palazzo Apostolico dal Cortile del Belvedere.

La morte di quel migrante, ha detto il Papa, è stata causata dall’ingiustizia. "È l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l’ingiustizia che li obbliga a attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare", sono state le parole del pontefice, che invita a non restare indifferenti: "Come possiamo 'passare oltre', come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano, facendoci così responsabili della loro morte. La nostra ignavia è peccato!".

Insulti a Papa Francesco per il crocifisso con il giubbotto del migrante annegato

L'immagine del crocifisso è stata poi condivisa sull'account Twitter del pontefice e, come è ormai tristemente facile immaginare, sono arrivati insulti e commenti negativi.

C'è chi definisce Bergoglio "Facilitatore dell'invasione islamica! Lo Spirito Santo agisca prima possibile, perché è in pericolo la Civiltà Cristina!!", chi un "provocatore seriale", chi ancora lo invita a farsi curare, chi si affida al benaltrismo ("Come mai non metti mai i cappelli dei vigili del fuoco, dei carabinieri e die poliziotti… Anche loro salvano vite sai? Tipo nei terremoti o calamità naturali. E salvano tutti! A prescindere dall'etnia…") e chi ne invoca addirittura le dimissioni, chiedendo il ritorno di papa Ratzinger.

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"Ho deciso di esporre questo giubbotto salvagente, 'crocifisso', per ricordare a tutti l'impegno inderogabile di salvare ogni vita umana, perché la vita di ogni persona è preziosa agli occhi di Dio. Il Signore ce ne chiederà conto al momento del giudizio", è la frase di Bergoglio che accompagna il tweet e a cui c'è qualcuno che risponde con sicurezza: "A me il Signore non chiederà conto di niente. Sono stufa di sentirmi dare colpe che non ho" e chi rilancia: "Il Signore chiederà conto a lei delle sue bestemmie".

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