Ironia contro il razzismo: "L'integrazione è così semplice che la capisce anche un bambino"

La campagna #IntegrAction di Fondazione Pubblicità Progresso nell'ambito del progetto "Le nostre città invisibili" a favore della cultura dell'integrazione come valore essenziale di una società multietnica promossa da Pubblicità Progresso e Acra

Frasi fatte, banalità, luoghi comuni. Pregiudizi. Quelli che di solito dicono serissimi gli adulti quando parlano degli stranieri e che i bambini dello spot della campagna #IntegrAction della Fondazione Pubblicità Progresso pronunciano invece ridendo, rifiutandosi di prenderli sul serio. E poi ci sono gli adulti, che in un altro spot, ripetono le frasi semplici e piene di verità dei bambini sui loro amici stranieri.

E' questo il senso della campagna promossa dalla Fondazione insieme ad Acra, con il supporto scientifico di Fondazione Ismu, e firmata da Bedeschi Film e Acqua Group, nell'ambito del progetto "Le nostre città invisibili. Incontri e nuove narrazioni del mondo in città". 

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La campagna nasce dalla volontà di far riflettere sulla necessità di imparare a vivere in una società capace di far convivere le diverse identità culturali che la abitano, mirando a creare un nuovo lessico comune in grado di uscire dalla logica emergenziale. Lo scopo è valorizzare la diversità e gli aspetti positivi che l’incontro tra diverse culture porta e che già oggi viviamo nella nostra quotidianità: uno strumento per promuovere il dialogo e superare una lettura parziale del fenomeno migratorio.

“L’integrazione è così semplice che la capisce anche un bambino. Siamo voluti partire all’innocenza e dalla spontaneità con cui i bambini affrontano il tema dell’integrazione necessaria nelle società sempre più multietniche dei paesi europei. Questa campagna di sensibilizzazione usa il linguaggio di una fresca ironia, che nasce dalla spontaneità dei bambini che per loro natura non hanno pregiudizi nei confronti di chi è apparentemente diverso”, dice Alberto Contri, presidente di Fondazione Pubblicità Progresso. 

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E la scuola è il luogo in cui l'inte(g)razione avviene già, ogni giorno. L'importante è "ridare il valore corretto alle parole innazittutto partendo dalla voce di chi non ha pregiudizi perché guarda la diversità come una ricchezza e non come un problema", spiega Valentina Rizzi, Responsabile del Programma Italia-Europa di Acra.

Il progetto “Le nostre città invisibili. Incontri e nuove narrazioni del mondo in città”, guidato da Acra e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (A.I.C.S), intende favorire il dialogo interculturale e valorizzare il contributo dei cittadini stranieri alla società italiana, mettendo in pratica azioni di conoscenza reciproca, come la realizzazione delle passeggiate urbane interculturali Migrantour proposte in 10 diverse città della penisola con lo scopo di dare un punto di vista inedito sui quartieri cittadini più multietnici. 
 

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