Italia vietata ai minori: bambini e ragazzi senza opportunità educative e spazi per crescere

Save the Children lancia una campagna per il contrasto alla povertà educativa ed elenca 10 luoghi simbolo vietati ai minori, per sensibilizzare l'opinione pubblica sui tanti spazi pubblici sottratti a bambini e ragazzi nel nostro Paese

Il Parlamento, il luogo per eccellenza dove troppo spesso i diritti dei minori vengono ignorati e la loro voce resta inascoltata (Francesco Alesi per Save the Children)

Quasi un milione e trecentomila bambini e ragazzi vivono in povertà assoluta e ci sono minori in tutto il Paese per i quali è quasi impossibile emanciparsi dalle condizioni di disagio delle proprie famiglie, senza opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturale. E' l'Italia, un paese ormai vietato ai minori, come denuncia un nuovo rapporto di Save the Children, diffuso oggi in occasione del lancio della campagna "Illuminiamo il futuro" per il contrasto alla povertà educativa e per chiedere il recupero di tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per bambini e adolescenti.

"Nuotare contro corrente"

Dal report emerge che i quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24% contro 5%). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di “resilienti”, ragazzi e ragazze che "nuotano contro corrente" e raggiungono ottimi livelli di apprendimento anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio. 

Uno studio inedito contenuto nel nuovo rapporto di Save the Children dimostra che i fattori che aiutano i ragazzi ad emanciparsi dalle situazioni di disagio sociale ed economico sono l’aver frequentato un asilo nido (+39% di probabilità), una scuola ricca di attività extracurriculari (+127%), dotata di infrastrutture adeguate (+167%) o caratterizzata da relazioni positive tra insegnanti e studenti (+100%). Di contro, per i minori le probabilità di sviluppare percorsi di resilienza si riducono tra il 30% e il 70% se vivono in contesti segnati da alti tassi di criminalità minorile e dispersione scolastica e di quasi due volte se risiedono in aree dove la disoccupazione giovanile è più alta della media nazionale.  

“La nostra ricerca ci dimostra tuttavia che nonostante le condizioni di svantaggio iniziale, tanti bambini e ragazzi possono rivelarsi particolarmente resilienti e grazie al loro impegno e alle loro motivazioni, alimentate e rafforzate dalle opportunità che la scuola e i territori in cui vivono sono in grado di offrire loro, possono superare le barriere e le difficoltà che si trovano di fronte e migliorare così anche le proprie competenze scolastiche”, affefrma Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children.

Investimenti per aiutare bambini e ragazzi 

Poiché la "comunità educante" risulta fondamentale per ridurre le diseguaglianze, è necessario fare investimenti in questo campo, soprattutto in regioni come Campania, Sicilia, Calabria, Puglia e Molise, che occupano i primi cinque posti della triste classifica della povertà educativa secondo il nuovo indice di povertà educativa (IPE) eleborato da Save the Children. In queste regioni bambini e i ragazzi sono maggiormente privati delle opportunità necessarie per apprendere, sperimentare e coltivare le proprie capacità, nonché della possibilità di sviluppare percorsi di resilienza necessari per superare ostacoli e condizioni di svantaggio iniziali.

“L’Italia è un Paese vietato ai minori, dove assistiamo all’abbandono e al degrado in cui versano tantissimi spazi pubblici, che invece potrebbero fare la differenza ed essere utilizzati dai bambini e dai ragazzi che vivono in contesti svantaggiati per svolgere attività sportive, artistiche e culturali. Luoghi che per tanti di loro potrebbero rappresentare un’opportunità reale per riscattarsi, uscire dalle difficoltà più forti di prima, migliorare i risultati scolastici e coltivare capacità, sogni e aspirazioni. Dobbiamo fare di tutto per restituire ai minori questi luoghi e per incentivare la loro capacità di resilienza, la loro volontà e determinazione a nuotare contro corrente, a superare le onde degli ostacoli che sono costretti ad affrontare ogni giorno e a spezzare così finalmente il circolo vizioso della povertà”, dice Valerio Neri, direttore generale di Save the Children.

Dieci luoghi simbolo vietati ai minori in Italia

L'organizzazione lancia oggi una petizione online per chiedere che questi spazi abbandonati vengano restituiti ai bambini. La mobilitazione, con l'hashtag #italiavietAiminori, è associata a dieci luoghi simbolo vietati ai minori in Italia individuati da Save the Children.

Ci sono l'ex scuola elementare di Via Cabella a Milano, nel quartiere Baggio, che ormai da 20 anni versa in stato di completo abbandono; il Teatro Principessa Isabella, nel quartiere Lucento/Vallette di Torino, che rappresentava uno dei luoghi più vivi della periferia e un punto di riferimento per l’intera comunità ma che risulta sbarrato dal 2016. E, ancora, il parco nel quartiere Villaggio Falcone, nella zona di Ponte di Nona a Roma, inghiottito dall’erba alta e dal degrado, con i giochi per bambini distrutti e ormai ridotto a discarica a cielo aperto, e lo Stake Park di via Domenico Baffigo a Ostia, sequestrato anni fa e ora vandalizzato e lasciato in uno stato di forte degrado. Nell'elenco ci sono poi anche la palestra nel quartiere Arghillà, a Reggio Calabria, completata da diversi anni ma mai stata consegnata e utilizzata, in un’area caratterizzata da grave disagio sociale ed economico dove i minori del posto non hanno un luogo dove fare sport; il parco San Gennaro nel rione Sanità di Napoli, con la sua vastissima area verde, un campo di calcetto e un’area per il pattinaggio, inutilizzato da anni per i continui atti di vandalismo. Ma anche l’asilo nido comunale “Galante” nel quartiere Danisinni, una zona fortemente degradata nella periferia di Palermo, che dopo essere stato chiuso per lavori più di 10 anni fa non ha ancora rivisto la luce, e lo spiazzo di via Coppi allo Zen 2, l'unico spazio dove i bambini possono giocare in un quartiere senza piazze ridotto però a una discarica a cielo aperto, tra carcasse di veicoli e eternit.

Tra i luoghi simbolici scelti da Save the Children c'è anche L'Aquila, la città che più di ogni altra è vietata non solo ai minori ma anche agli adulti, dove a nove anni dal terremoto non si è ancora riusciti a restituire a bambini e ragazzi gli spazi educativi e ricreativi di cui hanno bisogno. E poi c'è il Parlamento, il luogo per eccellenza dove troppo spesso i diritti dei minori vengono ignorati e la loro voce resta inascoltata.

Nell’ambito della campagna, inoltre, a partire dal 14 maggio è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, in cui saranno coinvolte tantissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti.  

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