Ancora un bimbo dimenticato in auto, ma la legge sui seggiolini anti-abbandono è ferma

Dopo casi simili a quello avvenuto a Catania, un anno fa è stata approvata in Parlamento una legge sull’obbligo di dotare le auto su cui viaggiano bambini con meno di quattro anni di un dispositivo elettronico per segnalarne la presenza. Mancano però i decreti attuativi e la legge non è mai stata operativa

La morte del bimbo di due anni di Catania, dimenticato dal padre in auto e rimasto per cinque ore sotto al sole cocente, ha riacceso i riflettori su una realtà drammatica che aveva spinto recentemente il Parlamento ad approvare una legge sull’uso obbligatorio di seggiolini anti-abbandono, entrata in vigore a ottobre 2018 ma non ancora operativa perché manca il decreto attuativo.

La legge prevedeva per tutti i genitori che trasportano bambini di età inferiore ai quattro anni l’obbligo di dotare l’auto di un seggiolino con sistema di anti-abbandono. L’obbligo sarebbe dovuto scattare a partire dal 1 luglio ma di fatto tutto è rimasto fermo in attesa del decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che avrebbe dovuto disciplinare le caratteristiche tecniche dei dispostivi stabilendo le norme per l’omologazione.

La legge sui seggiolini anti-abbandono è ancora ferma

Il decreto attuativo doveva essere prodotto entro il 27 dicembre 2018 (ossia entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge) ma dal ministero, guidato allora da Danilo Toninelli, è arrivata soltanto una bozza del decreto, il 21 gennaio 2019, che è stata inviata per eventuali aggiustamenti all’ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea, dove è rimasta bloccata fino al 22 luglio 2019. La bozza sarebbe poi dovuta passare al Consiglio di Stato per un parere positivo necessario alla pubblicazione (che sarebbe dovuta avvenire entro 120 giorni) ma tutto si è fermato. Il Tris infatti ha espresso parere negativo, a causa dell’incompatibilità della bozza di decreto attuativo con le norme europee sulla sicurezza. “La Commissione, inoltre, osserva che sebbene il decreto abbia lo scopo di proteggere la salute e la vita dei bambini piccoli (motivo più che legittimo), non sono stati forniti dalle Autorità italiane prove della proporzionalità della misura adottata, inclusa la valutazione d'impatto. In sostanza la misura non è proporzionata al rischio”, osservava Altroconsumo in una nota pubblicata appena poche settimane fa, ricordando che “i casi di morte da ipertermia per abbandono dissociativo sono estremamente limitati: in Italia ce ne sono stati 9 negli ultimi 20 anni”. A questo punto la palla spetta al nuovo governo, che potrebbe cambiare il resto recependo le osservazioni del Tris oppure adottarlo senza tener conto del parere negativo, ma rischiando in questo caso l’apertura di un procedimento di infrazione da parte della Commissione europea.

“Non può non ravvedersi un nesso tra quanto accaduto ieri e i gravi ritardi nell’introduzione dell’obbligo dei seggiolini anti-abbandono sulle auto”, denuncia in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Se fossero stati emanati a tempo debito i decreti attuativi della norma, forse oggi questa ennesima tragedia si sarebbe potuta evitare. L’Italia è colpevole di un grave ritardo in materia: 9 bambini morti negli ultimi 10 anni perché dimenticati in auto dai genitori, e nonostante gli allarmi lanciati a più riprese ad oggi non esiste alcun sistema in vigore per salvare la vita dei bambini. Per questo riteniamo lo Stato Italiano moralmente responsabile per la tragedia di ieri a Catania”. L’associazione dei consumatori ricorda di aver proposto già da anni alle case automobilistiche un software da montare sulle auto in grado non solo di avvisare il guidatore circa la presenza di bambini o cani sui sedili posteriori, ma anche di attivare in modo automatico il sistema di climatizzazione della vettura in caso di emergenza, garantendo così la possibilità di respirazione anche in condizioni estreme.

Bimbo dimenticato in auto, i rischi della "amnesia dissociativa"

Dopo il caso di Catania si è tornato a parlare anche dell’amnesia dissociativa. Il padre del piccolo, un dipendente amministrativo dell’università, avrebbe dovuto accompagnarlo all’asilo ma lo ha dimenticato in auto, nel parcheggio del suo posto di lavoro, dove è rimasto per cinque ore sotto al sole. Quando la moglie lo ha chiamato, dopo essere andata all’asilo a prendere il figlio e aver scoperto che lì non era mai arrivato, il papà si è precipitato nel parcheggio, dove ha trovato il piccolo esanime in auto e lo ha portato subito al Policlinico di via Santa Sofia, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. L’amnesia dissociativa è disturbo causato da traumi o stress che causa l’incapacità di ricordare informazioni personali importanti. Andrea Albanese, che nel 2013 dimenticò il figlio Luca in auto (il bimbo morò dopo essere rimasto per otto ore in auto sotto il sole), fu assolto da una perizia che lo definì "completamente incapace d'intendere e di volere per il verificarsi di una transitoria amnesia dissociativa", ma si è sempre battuto per la legge sui seggiolini anti-abbandono, aprendo anche la pagina Facebook “Mai più mori come Luca”.

Circa vent'anni fa, un caso simile sempre a Catania. Il 3 luglio 1998 un tecnico della Sgs Thompson provocò la morte del figlio di appena 20 mesi lasciato in auto per sette ore sotto il sole, con una temperatura di 40 gradi. L'uomo era uscito con la sua Fiat Punto per accompagnare all'asilo il figlio, rannicchiato nel suo seggiolino e dimenticato in auto nel parcheggio della multinazionale. Il padre del bimbo nel 2000 fu condannato a un anno di reclusione, pena sospesa, per omicidio colposo. Un'altra tragedia analoga, sempre a Catania, era stata evitata nel giugno scorso per un soffio grazie all'intervento provvidenziale della polizia. Un bambino di 4 anni fu lasciato chiuso in auto sotto il sole, davanti all'aeroporto di Catania. I genitori, due turisti svizzeri, 28 anni lei e 32 lui, furono denunciati in quella occasione per abbandono di minore in concorso. A salvare il bambino fu un sovrintendente della Polizia di Stato che con il calcio della pistola di ordinanza mando' in frantumi un finestrino e soccorse il piccolo tra gli applausi della gente.

Bambini dimenticati in auto: gli ultimi casi

Prima della tragedia di Catania, l'ultimo caso di bambini dimenticati in auto è stato quello della piccola Giorgia, avvenuto a Pisa il 18 maggio scorso. Una lunga serie di decessi che hanno come sfortunati protagonisti bimbi in tenera età. Tra il 1998 e il 2017, erano stati otto gli episodi di bambini morti dopo essere stati dimenticati in auto.

  • Luglio 1998, Catania: Un bambino di due anni muore per asfissia dopo esser stato dimenticato dal padre sul sedile posteriore dell'auto. L'uomo, un 37enne di Catania, si accorge di aver lasciato il piccolo in macchina soltanto dopo la telefonata della moglie. Ma purtroppo per il bimbo non c'è stato nulla da fare.   
  • 30 maggio 2008, Lecco: Convinta di aver accompagnato la figlia di due anni dalla babysitter, una maestra di Lecco si reca a lavoro. Soltanto al termine della giornata lavorativa, tornando all'auto, scopre di aver dimenticato la bimba, che morirà dopo il trasporto in ospedale.   
  • 18 maggio 2011, Teramo: Dopo tre giorni di agonia una bambina di soli 22 mesi muore all'ospedale di Ancona. Sono 5 le ore che trascorre in macchina sotto al sole. Dopo la morte cerebrale, il decesso.
  • 27 maggio 2011, Perugia: La tragedia stavolta avviene a Passignano sul Trasimeno, dove un uomo accompagna la moglie a lavoro e si reca al club velico del paese, senza pensare al figlio lasciato in auto. L'uomo se ne rende conto dopo qualche ora, ma ormai è troppo tardi. Nonostante l'intervento del 118 il bimbo muore a soli 11 mesi. 
  • 4 giugno 2013, Piacenza: Un papà si reca a lavoro e dimentica il figlio di due anni in auto invece di portarlo all'asilo. Il nonno del piccolo, non vedendolo all'uscita da scuola, lancia l'allarme, ma ormai per il bambino non c'è più nulla da fare.
  • 1 giugno 2015, Vicenza: Una bambina di un anno e mezzo viene lasciata per tre ore in macchina dai genitori. La piccola muore per asfissia. 
  • 27 luglio 2016, Livorno: Una madre di Vada (Livorno) lascia la figlia di 18 mesi in auto, dimenticandosi di lei. La bambina viene trasportata in condizioni critiche all'ospedale Meyer di Firenze. Lì muore dopo un giorno.  
  • 7 giugno 2017, Arezzo: Ancora una mamma, stavolta di Castelfranco di Sopra, va a lavoro e dimentica la figlia di 18 mesi in macchina. Quando torna nel veicolo e si gira verso i sedili posteriori si accorge della piccola, ormai morta per arresto cardiaco.    
  • 18 maggio 2018, Pisa: Un copione già visto: il papà va a lavoro e dimentica la figlia di 7 mesi nell'auto sotto al sole.

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