"La mamma stira e il papà lavora": torna la polemica sul sessismo nei libri di scuola

La foto di un esercizio contenuto in un testo di seconda elementare condiviso su Facebook da Stefania Bariatti, presidente di Mps, riaccende la polemica sugli stereotipi di genere contenuti nei libri di testo

La mamma "cucina" e "stira" e il papà "lavora" e "legge". E' quello che si legge su un libro di seconda elementare, che richiede ai bambini di scegliere il verbo adatto per definire le azioni di diversi soggetti. Di tre opzioni, solo due sono quelle corrette: la mamma non "tramonta", certo, mentre è un dato di fatto che cucini e stiri, mentre un papà non "gracida" ma è naturale che lavori e legga.

"La mamma stira e il papà lavora": l'esercizio sul libro delle elementari

La foto dell'esercizio del libro  - che il Corriere della Sera identifica come "Nuvola - Libro dei percorsi", un testo di letture per la scuola primaria basato sulla "didattica dei percorsi. Inclusivo, formativo, coinvolgente, multimediale, operativo" - è stata condivisa su Facebook da Stefania Bariatti, presidente di Mps e professoressa di Diritto Internazionale all'Università di Milano. Sotto il post decine di commenti, tra chi si indigna per il perpetuarsi di discriminazioni di genere, chi si fa una risata  ("È colpa della Isoardi!") e chi invece difende la visione archetipa - ma anacronistica - delle mamme angelo del focolare e dei papà che si spaccano la schiena per portare il pane in tavola. Tra questi ultimi ci sono soprattutto commentatori uomini, ça va sans dire, come uno che, serio, afferma: "Cosa c'è di così scandaloso? E' molto più scandalosa la donna che nega le sue attitudini". Ma c'è anche una mamma che ammette: "Neanche avevo notato la distinzione sessista dell'esercizio, quando mia figlia lo ha svolto abbiamo piuttosto riso sul papà che 'gracida'. Rilassatevi, godetevi la vita, magari mentre cucinate, fate come me... bevete anche un bicchiere di vino, magari vi rilassate!!! Che pesantezza". 

La foto condivisa da Bariatti riporta a galla un tema molto sentito ultimamente, quello cioè del sessismo nei libri delle elementari, che veicolerebbero stereotipi di genere. L'anno scorso aveva suscitato analoga indignazione e dibattiti una filastrocca assegnata ai bambini di una scuola materna di Roma per il giorno della festa del papà e tempo prima a finire al centro delle polemiche era stato stato il testo del brano "La vacanza dei verbi", parte di un libro e cd musicale "I verbi canterini" di MelaMusic, che recitava: "La mamma lava, stira, cucina mentre canticchia una canzoncina. Il babbo invece gioca a pallone, fuma la pipa il nonno Gastone". L'autore, Giuliano Crivellente, aveva difeso il volume: "Questo libro ha dieci anni - disse all'epoca - Ha fatto centinaia di copie e non ho mai avuto problemi. Chi ha scritto il testo è una maestra che insegna italiano e non mi sembra che abbia detto qualcosa che esce dall’ordinario. La casa editrice ha monitorato il testo. Sono filastrocche e canzoncine molto semplici che usiamo per arrivare direttamente al bambino. Non mi sembra che si leda nessuno. Uno fa l’uno, l’altro fa l’altra cosa. Dieci anni fa quando è stato fatto il progetto l’insegnante che l’ha scritto ha ritenuto di far passare la linea tradizionale". 

Il sessismo nei libri delle elementari

Nel suo "Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari" (edito da Rosenberg & Sellier), Irene Biemmi ha consultato decine di libri di testo, analizzando le disparità etiche e linguistiche con cui vengono presentati ai bambini le figure maschili e femminili. Gli uomini vengono quasi sempre descritti attraverso attributi intellettuali o posizioni professionali, mentre le donne vengono definite attraverso attributi fisici. Per quanto riguarda poi le caraterizzazioni professionali, spiega Biemmi, "mentre ai maschi viene associata un’ampia gamma di tipologie professionali, le donne si vedono attribuire un ristretto numero di possibilità lavorative, peraltro economicamente e socialmente poco appetibili. La maggior parte delle donne viene infatti indicata come casalinga o al massimo come insegnante". 

Se la scuola è – o dovrebbe aspirare ad essere – luogo di democrazia e di promozione di uguaglianza sociale, non solo è tenuta a registrare prontamente i cambiamenti più innovativi provenienti dalla società dandone la massima risonanza, ma è chiamata essa stessa a promuovere e incentivare le novità culturali. I libri di testo possono e devono diventare in questo senso il motore di un cambiamento sociale che persegue principi di uguaglianza e non discriminazione. Due principi chiave della Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

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