Appello a Mattarella: "Lucy Salani, trans sopravvissuta a Dachau, sia senatrice a vita"

A lanciarlo è Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. Lucy è "testimonianza vivente dello sterminio di omosessuali e transessuali durante il nazifascimo, e ciò meriterebbe un riconoscimento sociale, come già avvenuto con la storica nomina di Liliana Segre"

A 94 anni Lucy Salani è l'unica transessuale sopravvissuta in Italia ai campi di sterminio. Internata a Dachau durante le persecuzioni nazifasciste, ora vive in condizioni di indigenza e Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha lanciato un appello al presidente Mattarella per indicarla come senatrice a vita. "Lucy, oggi è testimonianza vivente dello sterminio di omosessuali e transessuali durante il nazifascimo, e ciò meriterebbe un riconoscimento sociale, come già avvenuto con la storica nomina di Liliana Segre e a cui va la solidarietà per le offese antisemite ricevute", ha detto Marrazzo in una nota, che si è rivolto al Capo dello Stato ricordandone la "sensibilità già espressa in occasione della Giornata Mondiale contro Omofobia e Transfobia".

Lucy Salani (al secolo Luciano Salani), ha ricordato inoltre Marrazzo, aveva avuto "difficoltà a essere inserita in una casa di riposo a causa del documento ancora anagraficamente al maschile, sintomo di una discriminazione che continua a perpetuarsi fortemente a causa di una società transfobica".

Nel 2009 Gabriella Romano aveva raccontato la storia di Salani, prima un libro ("Il mio nome è Lucy. L'Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale") e poi con un documentario uscito nel 2011 ("Essere Lucy"): l'infanzia inquieta nella provincia piemontese e l'adolescenza difficile nella Bologna fascista, l'8 settembre che l'ha visto disertore e la deportazione a Dachau, la liberazione da parte degli alleati e il ritorno a Torino, fino al cambio di sesso negli anni Ottanta. La stessa Lucy raccontò la propria esperienza nel corso in un partecipato incontro organizzato l'anno scorso in occasione della Giornata della Memoria da Arcigay e Arcilesbica a Ferrara. "È impossibile dimenticare e perdonare. Ancora alcune notti mi sogno le cose più orrende che ho visto e mi sembra di essere ancora lì dentro e per questo voglio che la gente sappia cosa succedeva nei campi di concentramento perché non accada più", aveva detto in quell'occasione.

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