Migranti, per l'Ue la Grecia è "il nostro scudo" (ma prende a bastonate i profughi)

Un video realizzato dalla guardia costiera turca immortala mezzi della Guardia Costiera greca sbarrare la strada, anche sparando, ad un gommone carico di migranti diretti verso l'isola greca di Kos. In totale sarebbero 130mila i migranti in viaggio verso l'Europa

Fotogramma da video rilasciato dalla guardia costiera turca

"Migranti come leve geopolitiche". È durissima l'accusa che il premier greco Kyriakos Mitsotakis ha rivolto alla Turchia definendo il paese mediorientale "trafficante ufficiale di migranti per i suoi scopi". Dall'altro lato dell'Egeo sarebbero ben 130mila i migranti che hanno lasciato la Turchia per raggiungere la Grecia attraverso il valico di confine di Edirne, nel nordovest. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Interni turco Suleyman Soylu, accusando l'Europa di non aver mantenuto le promesse fatte alla Turchia riguardo i migranti, o meglio di non aver ancora erogato i soldi destinati ai progetti in sostegno dei rifugiati siriani in Turchia.

Si tratta dell'accordo politico del marzo 2016 sancito dalla dichiarazione Ue-Turchia che prevedeva il finanziamento da parte dell'Europa di miliardi di euro a favore di Ankara a fronte di un contenimento delle rotte migratorie illegali, rilanciando il processo di adesione all'Unione della turchia e la liberalizzazione dei visti. L'accordo ha retto fino all'inizio dell'anno quando l'escalation in Siria ha cambiato tutto.

Oggi l'Alto Rappresentante Josep Borrell e il commissario alla Gestione delle crisi Janez Lenarcic sono ad Ankara per colloqui ad alto livello con le autorità turche. Intanto la Commissione Europea sta "analizzando le misure specifiche" adottate dal governo greco per far fronte al massiccio afflusso di migranti alle frontiere con la Turchia. 

migranti grecia turchia spari-2

Intanto sta facendo discutere un video rilasciato dal governo turco. Il filmato sarebbe stato realizzato dalla guardia costiera di Ankara il martedì 2 marzo alle ore 7:26, e immortala mezzi della Guardia Costiera greca affrontare con manovre pericolose un gommone carico di migranti provenienti da Bodrum in Turchia e diretti verso l'isola greca di Kos.

L'imbarcazione della Guardia Costiera taglia la strada al gommone, provocando onde alte su cui si infrange il gommone. Poi da una seconda imbarcazione i migranti vengono colpiti con delle lance. Infine si vede un militare greco impugnare un fucile e esplodere alcuni colpi di arma da fuoco in direzione dello scafo per intimorire il pilota. 

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Il video fornito da Ankara: sarebbe stato realizzato dalla guardia costiera turca martedì 2 marzo alle ore 7:26 al largo dell'isola greca di Kos

È evidente come la Turchia abbia alzato il tiro delle proprie richiesta. L'ambasciatore turco nel Regno Unito ha chiesto il supporto degli alleati della Nato a sostegno dell'offensiva turca contro il regime siriano e la Russia a Idlib. "Il sostegno della NATO dovrebbe essere visibile e concreto" spiega Ümit Yalçın.

Scontri tra migranti e profughi al confine tra Grecia e Turchia

Intanto Oxfam denuncia quanto sta avvenendo al confine greco-turco con profughi del conflitto siriano intrappolati in una terra di nessuno senza cibo, riparo e cure mediche.

"La Ue invece di sostenere la politica di respingimento attuata dalla Grecia, dovrebbe ricordarsi dei propri obblighi di difesa dei diritti umani fondamentali, garantendo la sicurezza e la protezione di chi ha perso tutto" spiega Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. "Lo spirito alla base dell’idea di Europa unita sta morendo al confine tra Grecia e Turchia" denuncia Oxfam che chiede che l'Europa adotti politiche di redistribuzioni dei richiedenti asilo siriani.

Vale la pena ricordare che dalla Siria è forte la pressione migratoria verso il Nord, effetto dell'avanzata delle truppe di Damasco su Idlib, ultima roccaforte ribelle al potere di Assad e rifugio di quanti avevano lasciato il resto del paese per non tornare sotto controllo del regime. 

Tuttavia alla frontiera greco-turca si trovano milioni di migranti provenienti da tutto il medioriente, afghani, turcomanni, curdi siriani: popoli senza patria e in cerca di futuro. 

"Lacrimogeni sui profughi, bambini soffocano": la vergogna al confine Ue

Del resto, dalla Germania all'Austria, passando per l'Ungheria, i leader nazionali hanno fatto sapere di non essere intenzionati a farsi carico degli eventuali nuovi arrivi di migranti dalla Turchia. Del dramma dei migranti, finiti senza colpe tra due fuochi, in pochi sembrano curarsi.

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