Lifeline, la Francia se ne lava le mani: "Tocca all'Italia accogliere la nave"

Il governo francese risponde 'picche' alla richiesta di aiuto della ong tedesca. Il ministro Loiseau: "Non possiamo sostituire il diritto con la legge della giungla". Al largo di Pozzallo cargo con 113 migranti a bordo, il sindaco: "Salvini lo faccia attraccare"

La nave Lifeline

La nave Lifeline? E' un problema che riguarda l'Italia. Questo in buona sostanza il succo delle dichiarazioni del ministro francese per gli affari europei, Nathalie Loiseau, che all'emittente France 2 è tornata sulla nota vicenda della nave carica di migranti ferma da giorni nel Mediterraneo. 

"Siamo stati rifiutati da Germania, Olanda, Italia. Oggi chiederemo alla Francia di accoglierci" aveva detto in mattinata Axel Steier, rappresentante della ong che gestisce la nave. Ma il governo francese ha risposto "picche". "Tecnicamente, tocca all'Italia accogliere" la nave Lifeline ha affermato il ministro Loiseau. 

Lifeline: "Non possiamo sostituire il diritto con la legge della giungla"

"La Francia si appella al diritto internazionale: quando si ha un'imbarcazione e si effettua salvataggio in mare, questo è il caso delle persone a bordo della Lifeline, si attracca nel porto più vicino: Malta o l'Italia", ha detto ancora il ministro aggiungendo che "in pratica, tocca all'Italia accogliere" la nave. Secondo Loiseau "è la legge internazionale" ad attribuire all'Italia e Malta questa responsabillità "e noi non siamo qui per sostituire il diritto con la legge della giungla".

Nuove accuse dalla Francia: "Salvini non ci può dare lezioni"

"D'altra parte non possiamo dire a Malta e all'Italia 'fate tutto da soli', ha aggiunto il ministro, pronunciandosi a favore di "una presenza massiccia dell'Europa nei porti italiani per ascoltare (le richieste) dei passeggeri", come avvenuto nel caso dell'Aquarius attraccata nei giorni scorsi al porto di Valencia.

Roma risponde a Parigi: "Il salvataggio non spetta a noi"

Non si è fatta attendere la replica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Non è vero che il salvataggio dei naufraghi raccolti dalla Lifeline spettasse tecnicamente all'Italia - ha fatto sapere il Ministero in una nota -  L'operazione non è mai stata coordinata dal Mrcc italiano e i porti più vicini all'emergenza erano quelli di Libia, Malta e Tunisia".

Salvini ha invece definito il ministro francese "ignorante", nel senso "che ignora la situazione di questa nave che ha agito ignorando le segnalazioni della guardia costiera italiana e libica: una nave fuori legge che va sequestrata. Mi stupisce la cattiveria dei francesi, sarebbe un bel gesto l'apertura del porto di Marsiglia a questa nave che non si vede perché deve arrivare in Italia visto che non ha nulla a che vedere con il nostro paese".

Il tweet della Ong: "Abbiamo bisogno di carburante"

Nel primo pomeriggio, Mission Lifeline ha fatto sapere su Twitter che il mare "non è più così calmo! Procediamo con velocità otto nodi con le onde, ancora più a sud di Malta, in modo che la gente non soffra troppo il mare. Se volete sostenerci, spendete qualcosa per esempio per il carburante, di cui avremo presto bisogno".

Le Pen: "Migranti vanno rispediti in Libia"

Dura la posizione di Marine Le Pen: "Le navi cariche di migranti delle Ong vanno ricondotte al porto di partenza, in Libia". La leader del Rassemblement National (ex-Front National) ha poi accusato le ong di "complicità" con i trafficanti, quando vanno a "prendere i clandestini lungo le acque territoriali per condurli nell'Unione europea". Per la deputata dell'estrema destra, "l'obiettivo delle ong non è mettere in sicurezza i clandestini, ma in realtà condurli sulle rive dell'Unione europea, perché spesso sono mosse da un'ideologia che consiste a imporre all'Europa l'obbligo di accogliere tutti questi movimenti migratori". "C'è una volontà ideologica, a mio avviso ingestibile, di imporre all'Europa il carico di accogliere gran parte della miseria del mondo", ha concluso.

Il cargo al largo di Pozzallo: "Salvini lo faccia attraccare"

Intanto tiene banco anche il caso del cargo Alexander Maersk, fermo da giorni davanti al porto di Pozzallo con 113 migranti a bordo. Il sindaco del comune ragusano, Roberto Ammatuna, ha lanciato un appello al capo del Viminale, Matteo Salvini, perché consenta alla nave di attraccare. 

"Non voglio entrare nel merito delle ragioni della scelta del ministro, che debbono essere rispettate perché provengono dalla massima autorità per quanto riguarda la sicurezza e l'ordine pubblico. Chiedo soltanto che, per motivi umanitari, si consenta l'attracco nella struttura portuale della nave danese per soccorrere i migranti che ha a bordo".

"Si tratta di un'imbarcazione - ha aggiunto il primo cittadino - che non ha le caratteristiche adatte a ospitare un così alto numero di persone, che sono rimaste all'addiaccio sotto la pioggia torrenziale di queste ore e gli stessi soccorsi avvengono con molta difficoltà. L'Amministrazione comunale, in piena sintonia con la Prefettura di Ragusa e la Capitaneria di porto, sta facendo tutto ciò che è possibile nelle umane cose, fornendo quanto necessario ma il rischio di raggiungere il limite da non sorpassare è ormai alto".



 

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