"Stop a mutilazioni genitali entro il 2030": a rischio 4 milioni di donne solo quest'anno

Nel mondo 200 milioni di ragazze e donne hanno subito mutilazioni ma il supporto alla pratica è in calo e i giovani hanno un ruolo importantissimo per combatterla e sconfiggerla

Tabitha, 16 anni, viveva nel Kenya rurale, dove la maggior parte delle sue coetanee aveva già subito mutilazioni genitali femminili. Grazie ai suoi genitori, Tabitha è rimasta illesa. Ma le mutilazioni genitali femminili (MGF)  sono una violazione dei diritti umani e quest'anno 4 milioni di ragazze sono a rischio, come denuncia l'Unicef, raccontando la storia della ragazza in occasione della Giornata internazionale per la Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili.

"Medicalizzare la pratica non la rende sicura, morale o difendibile"

Oggi, ricordano Unicef e Oms, nel mondo vivono circa 200 milioni di ragazze e donne vittime di mutilazioni genitali, costrette a pesanti conseguenze fisiche, psicologiche e sociali. Secondo una nuova analisi dell'Unicef, circa 1 ragazza/donna su 4 che hanno subito MGF è stata mutilata da personale sanitario. Questa percentuale è doppia tra le adolescenti: il 34% delle vittime di MGF di età compresa tra i 15 e i 19 anni è stato sottoposto a mutilazioni genitali femminili medicalizzate, rispetto al 16% delle vittime di età compresa tra i 45 e i 49 anni, il che indica una crescita nella medicalizzazione della pratica.

"Le mutilazioni autorizzate dal medico sono sempre mutilazioni. I professionisti sanitari formati che eseguono le MGF violano i diritti fondamentali, l'integrità fisica e la salute delle ragazze", ha dichiarato il Direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore. "Medicalizzare la pratica non la rende sicura, morale o difendibile". La medicalizzazione delle MGF – o qualunque altra MGF eseguita da qualsiasi categoria di operatori sanitari, in una clinica pubblica o privata, a casa o altrove – è estremamente comune in Egitto e Sudan, ad esempio, dove quasi 8 ragazze su 10 sono state mutilate dal personale medico. I pericoli delle MGF medicalizzate sono stati messi in evidenza dalla morte di una dodicenne in Egitto il mese scorso, suscitando l'indignazione e la condanna internazionale da parte delle Nazioni Unite e del governo egiziano. L'Egitto ha vietato la pratica nel 2008 e ha aumentato la pena per la pratica recentemente nel 2016.

"Zero mutilazioni genitali femminili entro il 2030"

Negli ultimi trent'anni nel mondo si sono fatti importanti passi avanti per combattere ed eliminare questa pratica, il cui supporto risulta in calo. Le adolescenti tra i 15 e i 19 anni nei paesi in cui la pratica è più presente sono meno propense a continuare la pratica rispetto alle donne tra i 45 e i 49 anni e in molto paesi e in molti paesi le ragazze sono molto meno esposte al rischio di subire mutilazioni genitali rispetto alle loro madri e nonne. Tuttavia, la rapida crescita della popolazione giovane nei paesi in cui queste vengono praticate può portare a una rilevante crescita del numero di ragazze a rischio entro il 2030, dice l'Unicef.

È evidente in questo contesto il ruolo importante che possono svolgere i giovani di oggi per porre fine ale mutilazioni genitali femminili, dice il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia: "Liberare il potere dei giovani significa investire in movimenti giovanili per difendere l’uguaglianza di genere e porre fine alla violenza sulle donne e le ragazze e l’eliminazione di pratiche pericolose È necessario includere i giovani come partner quando si definiscono e realizzano piani di azione nazionali, costruendo relazioni con le organizzazioni e i network giovanili che lavorino per porre fine alle mutilazioni genitali femminili e riconoscerle come una forma di violenza contro donne e ragazze, dando maggiore potere e consapevolezza ai giovani per portare avanti compagne di comunità che sfidino norme sociali e riti e coinvolgano uomini e giovani come alleati".

I giovani, ma non solo. Servono infatti "una leadership e impegni politici forti" per raggiungere l'obiettivo: "Quest'anno annunceremo la creazione di una nuova Generazione per l'Uguaglianza, per ottenere ulteriori investimenti e obiettivi per l'uguaglianza di genere. Ora è tempo di investire, rendere gli impegni politici azioni concrete. Ora è tempo di fare di più, meglio e più velocemente per porre fine alla pratica una volta e per tutte. Ora è tempo di mantenere la nostra promessa, per Tabitha e tutte le ragazze, di raggiungere zero mutilazioni genitali femminili entro il 2030".

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