Papa Francesco abolisce il segreto pontificio per i casi di pedofilia e abusi sui minori

Via il segreto pontificio sui casi di violenza e abusi commessi sui minori da membri del clero. Per il portavoce della sala stampa vaticana si tratta di una decisione "storica".

Svolta storica in Vaticano. Papa Francesco ha abolito il segreto pontificio nei casi di violenza sessuale e di abuso sui minori commessi dai chierici, modificando e aggiornando alcuni termini relativi al reato e al processo ecclesiastico, con due 'rescripta' separati ma inerenti lo stesso tema.

Con il 'Rescriptum ex audientia' sulla riservatezza delle cause, Bergoglio abolisce il segreto pontificio riducendolo a semplice segreto d'ufficio, mentre con il 'Rescriptum ex audientia' di modifica delle norme relative ai reati più gravi, il Pontefice apre anche ai laici i ruoli di procuratore e avvocato e innalza da 14 a 18 anni l'età massima delle vittime di pedofilia e pedopornografia. Il primo 'rescriptum' sarà immediatamente operativo subito dopo la sua pubblicazione sull'Osservatore Romano, mentre il secondo 'rescriptum' entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio del 2020 una volta inserito degli Acta Apostolicae Sedis.

Il papa abolisce il segreto pontificio sugli abusi sui minori: cosa significa

La decisione di abolire il segreto pontificio nei casi di abuso su minori, violenza sessuale e pedopornografia commessi da membri del clero è una "decisione importante, che non è azzardato definire storica", dice Andrea Tornielli, direttore editoriale della sala stampa vaticana. "Ciò significa che le denunce, le testimonianze e i documenti processuali relativi ai casi di abuso conservati negli archivi dei dicasteri vaticani e in quelli delle diocesi, fino a oggi sottoposti al segreto pontificio, potranno essere consegnati ai magistrati inquirenti dei relativi Paesi che li richiedano: un segno di apertura, di disponibilità, di trasparenza, di collaborazione con le autorità civili". Nel caso dei Dicasteri vaticani, spiega Tornielli, "la richiesta dovrà essere inoltrata attraverso una rogatoria internazionale, consueta nell'ambito dei rapporti tra gli Stati. Diversa è invece la procedura nei casi in cui i documenti richiesti siano conservati negli archivi delle Curie diocesane: i magistrati inquirenti dei rispettivi Paesi inoltreranno infatti la richiesta direttamente al vescovo. Restano comunque salvi i regimi particolari, che possono essere previsti in accordi o concordati tra la Chiesa e lo Stato".

Per Tornielli la decisione di Bergoglio "si collega al motu proprio 'Vos Estis Lux Mundi' del maggio scorso: il bene dei bambini e dei ragazzi deve sempre venire prima di qualsiasi tutela del segreto, anche di quello pontificio". Il 'rescriptum', specifica Tornielli, "ovviamente non intacca in alcun modo il sigillo sacramentale, cioè il segreto della confessione, che è tutt'altra cosa dal segreto pontificio sugli atti e le testimonianze; né significa che i documenti dei processi debbano diventare di dominio pubblico e siano dunque destinati alla divulgazione". Infatti, conclude Andrea Tornielli, "la riservatezza per le vittime e per i testimoni dovrà essere sempre tutelata. Ma ora la documentazione dovrà essere messa a disposizione delle autorità civili per le indagini riguardanti i casi già interessati da un procedimento canonico".

Si dimette il nunzio apostolico di Parigi sotto inchiesta per molestie sessuali

Intanto il nunzio apostolico di Parigi, Luigi Ventura, sotto inchiesta nella capitale con l'accusa di molestie sessuali, si è dimesso. Il Papa fa sapere il Vaticano, ha accettato la rinuncia all'incarico di nunzio apostolico in Francia, presentata dallo stesso Ventura, che ricopre la carica dal 2009.

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Lo scorso luglio, il Vaticano ha revocato l'immunità diplomatica a Ventura. L'inchiesta contro il settantaquattrenne Ventura era stata avviata nel gennaio scorso, dopo che tre uomini avevano denunciato comportamenti inappropriati da parte del monsignore, che ha respinto ogni accusa. In particolare, il primo - un dipendente del Comune di Parigi - ha sostenuto di essere stato palpeggiato da Ventura in occasione di una cerimonia pubblica all'Hotel de Ville il 17 gennaio scorso. Dopo di lui altri due uomini avevano denunciato molestie che risalirebbero al 2018.

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