L'appello per aiutare Paul, espulso dopo 10 anni in Italia: "Mai un reato"

Da dieci anni Paul Aning è ospite della Missione Speranza e Carità di Palermo e aiuta il prossimo come può. Adesso però gli è stato notificato un decreto di espulsione. Il missionario laico Biagio Conte ha iniziato uno sciopero della fame: "In questi anni si è messo al servizio di tutti. E' un disperato, non un delinquente"

Paul Aning e Biagio Conte

Paul Aning ha 51 anni e viene dal Ghana, ma da dieci vive a Palermo ospite della Missione Speranza e Carità di Biagio Conte, missionario laico molto conosciuto in città per le sue battaglie in difesa dei poveri. Da dieci anni Paul lavora come idraulico e aiuta il prossimo come può. Adesso però gli è stato notificato un decreto di espulsione.

Il suo permesso di soggiorno non è stato rinnovato e Paul deve lasciare Palermo, diventata ormai la sua città, e l'Italia. Il missionario laico però non ci sta e ha iniziato lo sciopero della fame per difendere il suo fratello che viene da lontano: "Ha sempre vissuto con grande spirito di servizio, di generosità e di onestà".

"Si sta consumando una grande ingiustizia"

Secondo Biagio Conte "si sta compiendo una grande ingiustizia". Paul "vive in Missione da oltre 10 anni con grande spirito di servizio, di generosità e di onestà" dicono dalla struttura creata dallo stesso Biagio Conte. "In Africa, nel suo paese di origine, era un idraulico e a Palermo ha donato il suo servizio a tutti i fratelli della Missione. Ha riparato impianti idraulici abbandonati all'incuria da decenni, ha aiutato tanti fratelli italiani e stranieri che dormivano per strada. Ha riparato i bagni della grande casa che è la Missione. Si è reso sempre amico di tutti. Adesso un provvedimento che non capiamo vorrebbe espellerlo dall'Italia".

Paul deve recarsi al commissariato di Brancaccio "come uno che ha commesso un reato - raccontano dalla Missione -. Fratel Biagio gli starà accanto a tutti i costi". 

Biagio Conte ha iniziato uno sciopero della fame e ha deciso di non muoversi da Brancaccio. Luogo non casuale: Paul deve recarsi al commissariato della zona per firmare e poi lì è stato ucciso padre Pino Puglisi. E dal Branaccio lancia un appello: "Non lo ammanettate! Non lo arrestate! Non lo rimpatriate! Attenzione! Non è un delinquente. È un disperato. In 10 anni di permanenza nell'Italia non ha mai commesso un reato. È una persona giusta. Non potete condannare un giusto. Questa ingiustizia ritornerà male per tutta la nostra società". 

Il caso di Paul: irregolare in Italia, ma non per Salvini

Senza il permesso di soggiorno Paul rischia di aggiungersi alla nutrita schiera di cittadini irregolari sul suolo italiano.  Circa 90mila persone secondo quanto dichiarato pochi giorni fa da Matteo Salvini che però nel calcolare il numero degli irregolari ha tenuto conto solo degli arrivi da mare dal 2015 ad oggi dimenticandosi degli arrivi via terra e di coloro a cui non è stato rinnovato il permesso di soggiorno. Com'è avvenuto a Paul e a tanti altri come lui. "Non è un problema solo mio - racconta il cittadino ghanese -, ci sono altri fratelli qui nella Missione a Palermo che hanno lo stesso problema". Molti osservatori inoltre hanno fatto notare che dopo l'approvazione del decreto sicurezza - che cancella di fatto il diritto alla protezione umanitaria - il numero degli irregolari (stimato dalla ISMU in circa 530mila persone) è destinato ad aumentare. 

L'appello del missionario: "L'Italia non può dare il cattivo esempio"

Il missionario lancia un accorato appello agli italiani (oltre che alle autorità): "Carissima e amata terra d'Italia, non è giusto, la nazione d'Italia non merita abbandonare i suoi figli e i figli di altri popoli. Ricordati e sappi che anche noi italiani siamo emigranti in tutto il mondo, non ci hanno chiuso le porte, perché adesso l'Italia, che è stata sempre aperta, sensibile, accogliente, decide di chiudere le porte, il cuore?".

"L'Italia - scrive Biagio Conte - non merita questo ingiusto comportamento, non possiamo dare questo cattivo esempio, per scongiurare che altri Stati possono anche loro indurire il cuore. Italia sei sempre stata un prezioso esempio di umanesimo, non abbandonare i più deboli, i più indifesi".

E ancora:

"Abbandonare gli immigrati a se stessi è un tentato omicidio, un tentato suicidio, una vera ingiustizia con le conseguenze di un aumento dei clandestini, dei senzatetto, della delinquenza, della violenza. Per paura, sconforto possono cadere nelle mani della delinquenza, della malavita, della mafia. Il sentirsi emarginati, esclusi può trasformarli in schegge impazzite, rischiano di cadere ed entrare nelle mani del terrorismo. Italia ravvediti e rivedi tutto con amore e vera umanità per continuare ad essere una terra ospitale".

Il caso: "Se c'è pericolo in patria non si può negare l'asilo politico a un migrante"

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