Stretti in casa e con pochi strumenti per studio o lavoro: un terzo delle famiglie senza pc o tablet

Secondo l’Istat il 33,8% delle famiglie non ha né un computer né un tablet in casa. La situazione più difficile al Sud: nel Mezzogiorno la percentuale sale al 41,6% e solo il 14,1% ha a disposizione almeno un computer per ciascun componente

Immagine di repertorio Pixabay

Chiusi in casa a causa dell'emergenza legata alla diffusione del coronavirus, le famiglie italiane fanno i conti con la coabitazione in spazi ristretti e la mancanza di strumenti informatici ora più essenziali che mai. Ad esempio, la didattica a distanza è ormai da tempo diventata una realtà “obbligata” per studenti, famiglie e docenti e la necessità di avere adeguati strumenti informatici è più che mai una questione seria, per consentire ai ragazzi di partecipare alle lezioni, ma anche a chi vuole di poter lavorare da casa, relazionarsi con gli altri o svagarsi nel tempo libero. 

Secondo una rilevazione dell’Istat, infatti, un terzo delle famiglie italiane non ha in casa né un computer né un tablet. 

Nel periodo 2018-2019, dice l’istituto nella ricerca “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi”, il 33,8% delle famiglie è senza computer o tablet in casa, mentre il il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o più. Tra le famiglie di soli anziani (dai 65 anni in su) la percentuale di chi non ne possiede sale al 70,6, mentre scende al 14,3% tra quelle che hanno almeno un minorenne in casa. 

Nelle famiglie mediamente più istruite, in cui almeno un componente è laureato, la percentuale di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet scende al 7,7%. Nel 22,7% delle famiglie sono meno della metà i componenti che hanno a propria disposizione un pc da utilizzare.  Le famiglie che hanno a disposizione un computer per ciascun componente sono soltanto il 22,2%.

Al Sud le famiglie più svantaggiate

Le famiglie più penalizzate sono quelle che vivono al Sud: il 41,6% è senza computer in casa e appena il 14,1% ha almeno un computer ciascun componente, mentre solo il 26,6% ha a disposizione un numero di pc e tablet per meno della metà dei componenti. Calabria e Sicilia sono le regioni con più difficoltà: le famiglie senza computer sono rispettivamente il 46% e il 44,4%. 

La ricerca Istat fotografa ancora una volta il divario tra Nord e Sud nel nostro Paese. Nelle regioni settentrionali infatti la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è più alta. Ad esempio, a Trento, Bolzano e in Lombardia più del 70% delle famiglie possiede un computer. Nel Lazio addirittura questa quota supera il 70%. Al Nord, inoltre, la percentuale di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%. 

L’Istat rileva una percentuale più alta di famiglie senza computer nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a duemila abitanti) e quella più bassa nelle aeree metropolitane (28,5%). 

Per quanto riguarda le differenze territoriale, un’ulteriore divario è rappresentato dai dati che riguardano le famiglie con minori: quelle che non hanno un computer sono circa l’8,1% nel Nord-Ovest e ben il 21,4% al Sud. 

Più della metà dei ragazzi condivide in famiglia un tablet o un pc

Secondo le rilevazioni del'Istat, negli anni 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni (cioè circa 850mila persone) non ha un computer o un tablet a casa e la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno (circa 470 mila). Oltre la metà, ossia ben il 57,0%, lo deve condividere con la famiglia. In questi casi meno della metà dei familiari dispone di un pc da utilizzare.

Sebbene la maggior parte dei minori in età scolastica (6-17 anni) viva in famiglie in cui è presente l’accesso a internet (96,0%), non sempre accedere alla rete garantisce la possibilità di svolgere attività come ad esempio la didattica a distanza se non si associa ad un numero di pc e tablet sufficienti rispetto al numero dei componenti della famiglia e solo  il 6,1% di loro vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per componente.

Basse competenze digitali per molti adolescenti italiani

Nel 2019, il 92,2% dei ragazzi di 14-17 anni ha usato internet nei 3 mesi precedenti l’intervista, senza differenze di genere. Tuttavia, rivela l’Istat, meno di uno su tre presenta alte competenze digitali (il 30,2%, pari a circa 700mila ragazzi), il 3% non ha alcuna competenza digitale mentre circa i due terzi presentano competenze digitali basse o di base.

Le ragazze presentano complessivamente livelli leggermente più elevati di competenze digitali (il 32% dichiara alte competenze digitali contro il 28,7% dei coetanei). Tale differenze sono più marcate se si considerano le cosiddette communication skills (83,3% contro 76,3%), mentre si attenuano per le altre competenze rilevate (information skills, software skills e problem solving skills). Anche qui, le regioni del Nord-est presentano i livelli più elevati su quasi tutte le competenze digitali. I differenziali territoriali sono molto rilevanti per software skills e problem solving skills; si riducono leggermente su information skills e si annullano per communication skills. Il 52,1% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni, nell’ultimo anno ha letto almeno un libro nel tempo libero. L’abitudine alla lettura interessa oltre il 60% di bambini e ragazzi di 6-17 anni residenti al Nord e il 39,4% di quelli del Sud.

4 minori su 10 vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo

Un altro dei problemi che l’emergenza cononavirus e la necessità della didattica a distanza ha sollevato è quello relativo agli spazi dentro casa. Nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Il 41,9% dei minori vive in abitazioni affolate, dice l'Istat e il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l’abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

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La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7,0% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota scende al crescere dell’età fino ad arrivare all’1,8% fra le persone di 75 anni e più.

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