Riaprono tutte le regioni (ma solo 8 hanno zero contagi): così l'Italia riparte

Da oggi, mercoledì 3 giugno, riaprono i confini regionali: i cittadini si potranno dunque spostare liberamente su tutto il territorio nazionale senza l’obbligo di giustificare i propri movimenti con il modulo di autocertificazione. Rimangono comunque in vigore alcuni divieti. Ordinanze "restrittive" per chi entra nel Lazio e in Sardegna. Cosa dicono gli ultimi dati della Protezione Civile

Persone con i volti coperti da mascherine sanitarie alla stazione Termini, Roma, 1 giugno 2020. Da mercoledi 3 giugno consentiti gli spostamenti tra regioni. ANSA/MASSIMOPERCOSSI

Sono passati quasi tre mesi dall'inizio del lockdown e oggi, mercoledì 3 giugno, l'Italia riparte. Si torna a circolare in tutto il Paese, con il via libera agli spostamenti tra regioni diverse (finora erano consentiti soltanto per motivi di necessità, salute o lavoro). E' una giornata che segna uno spartiacque nella "storia" del Covid-19 in Italia, una sorta di "fase 3", una nuova fase di convivenza con il virus cui si potrà circolare senza limiti, anche se si dovranno comunque continuare a rispettare alcune misure contenitive per evitare una nuova impennata di contagi da coronavirus. Oggi riaprono anche le frontiere nazionali per quanto riguarda i confini dello spazio Schengen e del Regno Unito: i cittadini provenienti dai Paesi Ue potranno quindi nuovamente venire in Italia senza l'obbligo di restare due settimane in quarantena.

Fase 3: riaprono le regioni italiane, ma il coronavirus non è sconfitto

La riapertura dei confini regionali non significa però che il virus è sconfitto, come confermano ancora una volta i numeri. Il governo potrebbe tornare a chiudere alcune regioni o alcuni territori, se l'andamento dell'epidemia dovesse presentare un rischio per le aree circostanti e il resto del Paese. Sul sito del governo si legge, infatti: "A partire dal 3 giugno sarà nuovamente consentito spostarsi tra regioni diverse per qualsiasi motivo. Gli spostamenti interregionali potranno comunque essere limitati, solo con provvedimenti statali (decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o ordinanze del Ministro della salute), in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree".

"Dobbiamo ricordare a tutti che bisogna mantenere i distanziamenti e utilizzare la mascherina laddove il distanziamento non sia garantito. Dobbiamo continuare ad avere prudenza perché si riapre con una quota di rischio sempre minore, ma siccome questa quota di rischio c'è, non vorrei trovarmi tra qualche settimana a dover richiudere quello che, grazie ad importanti sacrifici, abbiamo riaperto": è il messaggio del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, nella giornata del via libera agli spostamenti tra regioni. 

Cosa dicono gli ultimi dati del bollettino della Protezione Civile? In otto regioni d’Italia, ieri, non si è registrato alcun caso di coronavirus. Le vittime nelle ultime 24 ore in Italia sono state 55, in calo rispetto alle 60 di lunedì. Un numero di vittime così basso non si registrava dal 2 marzo scorso, quando furono 52. In Lombardia nell’ultima giornata se ne sono registrate 12, mentre lunedì erano state 19. I morti salgono così a 33.530. Secondo l'ultimo bollettino a disposizione, in otto regioni (Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise e Basilicata) non hanno nuovi contagiati, altre sette ne hanno meno di dieci mentre Lombardia, Piemonte e Liguria insieme ne hanno 259 su 318, l'81,4% del totale. La Lombardia, da sola, ne ha il 58,8%. Sono 408 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, 16 meno di lunedì. Di questi, 166 sono in Lombardia, uno meno di lunedì 1 giugno. I malati ricoverati con sintomi sono invece 5.916, con un calo di 183 rispetto al primo giugno, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 33.569, con un calo di 7.798.

"Da un lato c'è la felicità nel vedere che le nostre città si stanno ripopolando ma dall'altro c'è il senso di responsabilità che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo avere e chiedere", ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, chiedendo agli italiani di essere ancora attenti, anche perché i costi pagati finora al virus "sono stati altissimi e non ci si possono permettere errori". "Quella di oggi è una data molto significativa, da oggi infatti gli italiani potranno muoversi liberamente in tutto il Paese, tra tutte le regioni - ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -. Questo è anche un messaggio importante, di rassicurazione, che diamo come Italia al mondo intero. Un Paese che riparte e si appresta a tornare alla normalità. L'apertura totale del Paese ci permette di mostrare agli Stati esteri un'Italia unita e compatta, all'interno della quale è possibile muoversi liberamente".

La capacità di individuare nuovi casi e isolare eventuali nuovi focolai

E' una fase, questa, in cui saranno fondamentali, forse più di prima, i comportamenti e il senso di responsabilità degli italiani. Fondamentale in questa nuova fase sarà anche la capacità dei sistemi sanitari regionali di individuare nel più breve tempo possibile nuovi casi e isolare eventuali nuovi focolai. Ogni regione potrà agire autonomamente, sempre nel rispetto delle misure decise a livello nazionale, e decidere attraverso quale strumento aumentare o migliorare i controlli.

Anche in questa fase, per i cittadini sottoposti all'obbligo di quarantena in quanto risultati positivi al Covid-19 rimane in vigore "il divieto assoluto" di non spostarsi dalla propria abitazione. Anche chi presenta sintomi da infezione respiratoria e febbre, cioè una temperatura maggiore di 37,5° C, dovrà rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, preoccupandosi di contattare il proprio medico. Come detto, salta l'obbligo di giustificare i propri movimenti. Non servirà più, quindi, presentare il modulo di autocertificazione del ministero dell'Interno per andare in una regione diversa da quella di residenza. Fino a ieri l'autocertificazione, sebbene non fosse più richiesta per circolare all'interno della propria regione, era ancora obbligatoria per gli spostamenti interregionali, concessi unicamente per ragioni lavorative, di salute o di estrema necessità.

Restano in vigore alcune norme e divieti: sono infatti ancora vietati gli assembramenti e anche nelle case private si raccomanda di evitare gli affollamenti. Bisognerà anche continuare a rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro e si dovrà indossare la mascherina dove questo non è possibile. Il dispositivo andrà quindi portato generalmente nei luoghi pubblici accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto. Si dovrà continuare a igienizzare le mani quando si entra in un esercizio commerciale. In alcuni negozi bisognerà ancora indossare i guanti.

Le ordinanze "restrittive" di Lazio e Sardegna

Registrazione obbligatoria, e non volontaria, per chi arriva in Sardegna con un questionario che traccia anche gli eventuali spostamenti interni. Il questionario va compilato on line sul sito della Regione prima della partenza, o attraverso la app "Sardegna Sicura" per il tracciamento dei contatti su base volontaria. E' quanto prevede l'ordinanza, firmata ieri a tarda notte, dal governatore Christian Solinas. Una copia della ricevuta della registrazione dovrà essere allegata alla carta d'imbarco e al documento d'identità. Non potranno invece entrare nel Lazio, e non si potranno spostare sul territorio regionale, coloro che presentano sintomi "da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5° che ai sensi del Dpcm del 26 aprile 2020, devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante". Lo prevede una ordinanza firmata dal governatore Nicola Zingaretti. Stop anche ai "soggetti già sottoposti a sorveglianza sanitaria attraverso isolamento fiduciario".

La regione Lazio ha precisato in una nota: "In merito all’ordinanza regionale sull’apertura della mobilità interregionale si precisa che il divieto di circolare con una temperatura superiore a 37,5 è già previsto dal Dpcm del 26 aprile 2020. L’ordinanza regionale si limita a ribadire tale prescrizione stabilita dal Governo, non ad istituirla. L’ordinanza regionale rafforza le misure di contact tracing prendendo in carico il cittadino qualora sia riscontrata una temperatura maggiore del 37,5 e avviando i controlli preposti".

Oggi alle 18:00 la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte, per un messaggio pubblico agli italiani nel giorno della riapertura dei confini regionali. 

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