L’editore di Altaforte: “L’esclusione dal Salone? Un attacco a Salvini”

Francesco Polacchi, l’editore della casa editrice vicina a Casa Pound, dopo l’estromissione si è presentato ugualmente al Salone, annunciando che il libro-intervista su Salvini sarà comunque presentato nei prossimi giorni a Torino. Il ministro dell’Interno: “Siamo alla censura”

Francesco Polacchi, editore di Altaforte, la casa editrice vicina a Casapound esclusa dal Salone del Libro, davanti all?Oval di Torino, 9 maggio 2019 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Primo giorno al Salone del libro di Torino e lo stand della casa editrice Altaforte è già stato completamente smantellato.

Mercoledì sera la casa editrice “sovranista” di Francesco Polacchi finito al centro delle polemiche – è stata esclusa dopo la richiesta del governatore Sergio Chiamparino e della sindaca Chiara Appendino agli organizzatori della kermesse di rescindere il contratto con Altaforte. L’editore Polacchi, indagato per apologia di fascismo in seguito a un esposto in Procura presentato proprio da Chiamparino e Appendino, si è presentato comunque ai cancelli del Lingotto.

In mattinata, via Facebook, aveva scritto: "Altaforte Edizioni non si piega alla logica del pensiero unico. Se avete a cuore la Libertà, la Libertà d'espressione, vi aspetto. I libri non possono e non devono conoscere censura".

L’editore di Altaforte: “Le mie frasi usate per attaccare Salvini”

"Le mie dichiarazioni ritengo siano state prese come una scusa. Ritengo di essere stato denunciato per un reato di opinione: sono disponibile ad andare in Procura a chiarire la mia posizione, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro 'Io Matteo Salvini': c'è un attacco al ministro dell'Interno che io non voglio tirare per il bavero”, ha detto Polacchi.

“Ci è stato revocato come Altaforte Edizioni lo stand che avevamo regolarmente acquistato, questa revoca la reputiamo inaccettabile e adiremo per vie legali subito contro il Salone del Libro. Vogliamo andare in Tribunale"

Ai cronisti che gli chiedevano se avesse avuto contatti con il ministro dell’Interno, Polacchi ha specificato: “C’è un equivoco di fondo. Non ho mai parlato con Matteo Salvini rispetto a questo libro, noi abbiamo un contratto con l’autrice, Chiara Giannini”. Quanto agli interventi del vicepremier in merito alla vicenda, Polacchi ha aggiunto: “Sarebbe stato meglio avesse avuto un approccio diverso, ma ci sta che il ministro dell’Interno che viene attaccato costantemente dalla sinistra tenga una posizione più neutrale”. Polacchi ha parlato poi dell’incontro con Matteo Salvini di qualche anno fa. “Confermo ciò che Salvini ha detto, mi ha conosciuto cinque anni fa una volta e credo sia verosimile che un ministro dell’Interno che incontra centomila persone al giorno non si ricordi del sottoscritto".

Dal canto suo, Matteo Salvini ha criticato “la minoranza di sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura. Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci”. “Siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato”, ha aggiunto il ministro dell’Interno.

Nella polemica è intervenuto anche l'altro vicepremier Luigi Di Maio: "Il punto non è tanto che l'editore è di CasaPound, ma che è andato a dire che l'anti-fascismo è il male assoluto, quando la nostra Costituzione nasce sui valori contro il fascismo" ha detto a 'Radio Anch'io'. "È una provocazione per vendere libri, ma non possiamo farla passare".

Gli organizzatori del Salone difendono la scelta

"Ogni decisione, giusta o sbagliata, è stata presa ponderando al meglio rischi e benefici. Tutte le istituzioni si sono fatte carico di decisioni pensate. La superficialità non trova spazio nel Salone neppure nell'organizzazione degli spazi. Abbiamo fatto il massimo", ha detto a margine dell'inaugurazione del Salone del Libro di Torino Silvio Viale, presidente dell'associazione "Torino. La città del libro", che si è aggiudicata il marchio del Salone Internazionale del Libro e si è occupata dall'organizzazione della kermesse.

Per il direttore artistico del Salone, Nicola Lagioia:

"Il problema è che la vicenda si è spostata da una polemica culturale con implicazioni contrattuali a una vicenda simbolica con la presa di posizione di Halina Birenbaum (scrittrice sopravvissuta ad Auschwitz che aveva annunciato l’intenzione di disertare il Salone qualora Altaforte non fosse stata allontanata, ndr) e quindi è stata necessaria una svolta politica".

Questa vicenda, ha aggiunto Lagioia, "ha fatto emergere i temi chiave del nostro tempo, fascismo e antifascismo, la tenuta della democrazia, temi di cui si parlerà al Salone che certo ha una sua impostazione culturale che è andata a confliggere con quanto è successo. Questo però non vuol dire che il Salone non accolga tutti, però c'è un limite che è quello dell'apologia di fascismo e di odio razziale che si devono mettere fuori"

Polemiche al Salone del Libro: il libro su Salvini vola nelle classifiche

Il libro di Chiara Giannini 'Io sono Matteo Salvini - Intervista allo Specchio' pubblicato da Altaforte intanto è sbarcato su Amazon e si è piazzato al secondo posto nei 'Bestseller'. Sabato mattina alle 12 ci sarà la presentazione del volume, ovviamente non al Salone: la location, ha detto Polacchi, "sarà resa nota sabato mattina". Ma intanto ha annunciato una ristampa. "Abbiamo già venduto 6mila copie del libro e siamo pronti a ristamparlo", ha detto all'AdnKronos.

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