Scuole chiuse e scuole riaperte per il coronavirus: la situazione

Istituti chiusi, almeno fino a lunedì, in diverse Regioni. Napoli, Palermo e la provincia di Taranto si aggiungono alla lista. Dalle gite ai certificati medici: tutte le misure

Foto di repertorio

Scuole chiuse per l'emergenza coronavirus: restano ancora a casa gli studenti in diverse zone d'Italia. Nella maggior parte dei casi la chiusura sarà fino a lunedì prossimo, ma nel fine settimana dovrebbero arrivare degli aggiornamenti dai presidenti delle Regioni coinvolte. In alcuni casi però, sono già stati i firmati i decreti che prevedono la riapertura. Facciamo il punto della situazione.

Dalla giornata di oggi, giovedì 27 febbraio, sono chiusi anche gli istituti in provincia di Taranto, che vanno ad aggiungersi a quelli del territorio metropolitano di Napoli e Palermo e alle scuole di ogni grado delle seguenti Regioni:

  • Piemonte
  • Lombardia
  • Liguria
  • Veneto
  • Emilia Romagna
  • Trentino-Alto Adige
  • Friuli Venezia Giulia
  • Campania.

Aggiornamento - Il Tar riapre le scuole nelle Marche: da venerdì 28 febbraio gli studenti devono tornare in classe. Sospesa l'ordinanza di chiusura in tutta la regione. 

Coronavirus, scuole chiuse anche in Campania

Tra le ultime regioni ad aggiungersi alla lista c'è la Campania: il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha firmato un'ordinanza che dispone la sospensione per tre giorni, a partire dal 27 febbraio 2020, delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università della Campania per consentire interventi di disinfestazione straordinaria.

Invece, ad ufficializzare la chiusura delle scuole a Napoli è stato direttamente il sindaco Luigi De Magistris: "Fino a sabato le scuole rimangono chiuse per misure straordinarie di pulizia".

"Né paura né panico è un modo per alzare ancora di più la sicurezza nel nostro territorio. Ci atteniamo ai protocolli nazionali perché l’emergenza è nazionale - ha sottolineato il sindaco - Napoli finora non ha avuto casi ma è molto importante mettere in campo azioni di ulteriori prevenzione. Da qui a sabato programmiamo una massiccia attività di igienizzazione e sanificazione delle scuole".

Coronavirus e scuole chiuse in Lombardia, Fontana: ''Decisione tra sabato e domenica''

"Secondo il Professor Burioni prima di una settimana dall'entrata in vigore delle nostre misure non si hanno dei risultati, non si può notare se queste misure abbiano avuto o meno effetto. Noi ci ritroviamo tutti i giorni ma ci torneremo per fare il punto dei risultati alla fine della settimana, lì potremmo decidere se si nota un'inversione o se ancora è un po' troppo presto. Sabato o domenica potremmo dare una risposta". A parlare è il governatore della Lombardia, Attilio Fontana a 'Rtl 102.5', rispondendo a chi chiedeva notizie sulla riapertura delle scuole.

"Bisogna vedere la situazione, come per le scuole, facciamo un check sabato".

Quanto all'emergenza sanitaria, "sappiamo che questa non è una malattia letale o pericolosa - ha sottolineato il governatore lombardo - salvo in caso di persone con altre patologie, di persone che avevano problemi tali per cui non si può decidere se alla fine il Coronavirus sia stato responsabile del decesso, sia stato concorrente o non c'entrasse minimamente. Non è una malattia grave ma è una malattia che ha la problematica di diffondersi a una velocità impressionante".

"Per quanto riguarda Conte - ha aggiunto Fontana - credo che fosse necessario confrontarsi, direi che la Protezione Civile interviene in momenti di difficoltà ma, anzi, di solito contribuisce a rassicurare, la loro presenza ci mette un po' più tranquilli. Credo che il presidente del Consiglio abbia fatto bene a tenere sotto controllo la situazione per fare in modo di essere a conoscenza di tutte le situazioni che si verificano".

Coronavirus, le scuole che riaprono

Ma oltre alle scuole che restano chiuse ci sono anche quelle che riaprono. Partendo dal presupposto che l'attuale chiusura sarà certa, in attesa di aggiornamenti, fino al 1° marzo, con l'unica eccezione per le Marche (4 marzo), sono molte le strutture che riapriranno già lunedì. In Alto Adige il presidente  Kompatscher ha firmato un'ordinanza che prevede la riapertura di scuole, università e asili nido da lunedì 1 marzo, mentre le altre Regioni decideranno entro questo fine settimana.

Coronavirus, dalle gite ai certificati: le misure per la scuola 

Dalle gite ai certificati medici passando per la didattica a distanza nelle scuole dove le attività sono sospese per l’emergenza sanitaria. È stato firmato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con ulteriori misure di contenimento dell’epidemia, comprese quelle per il mondo della scuola.

"Stiamo lavorando rapidamente e con grande responsabilità - sottolinea la ministra Lucia Azzolina -. C’è la massima collaborazione fra tutte le autorità coinvolte e le forze sociali, nell’interesse della salute nazionale. Come governo, in collaborazione con i vertici sanitari stiamo seguendo l’evolversi della situazione. La nostra task force è operativa da giorni. Come ministero saremo al fianco delle scuole per ogni possibile chiarimento e supporto. Le istituzioni sono tutte in campo per i cittadini. Siamo impegnati per fare ciò che occorre. Non servono allarmismi e, soprattutto, non bisogna assolutamente credere alle notizie che girano senza fonte o che non sono verificate. Invito tutti a rifarsi esclusivamente alle fonti ufficiali che hanno tutto l’interesse a informare correttamente i cittadini”.

In particolare, per effetto del provvedimento, sono sospesi fino al 15 marzo 2020 i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche. È possibile esercitare il diritto di recesso come previsto dal codice del turismo. Fino al prossimo 15 marzo la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avverrà solo dietro presentazione di certificato medico.

I dirigenti scolastici delle scuole in cui l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, ponendo particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Il ministero dell’Istruzione è al lavoro, attraverso la propria task force, per supportare le scuole per la didattica a distanza. Si partirà dalle numerose buone pratiche già messe in campo dalle scuole. E si lavorerà anche con realtà pubbliche e private che collaborano da tempo con il dicastero e che metteranno a disposizione contenuti e supporti digitali.

Infine, per quanto riguarda le università del Nord Italia: le attività sono sospese almeno fino al termine della settimana.

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