Sea Watch, perché Francia e Germania puntano il dito contro l'Italia

I francesi si dicono pronti ad accogliere 10 rifugiati, ma il ministro dell'Interno Castaner attacca: ''Falso dire che l'Ue non è stata solidale con l'Italia''. Berlino rincara la dose: ''Non si può criminalizzare il soccorso in mare'', Salvini ribatte: ''Non prendiamo lezioni da nessuno''

L'attracco della Sea Watch a Lampedusa (FOTO ANSA)

L'attracco della nave Sea Watch a Lampedusa sta diventando un caso in tutta Europa. A poche ore dall'arresto della comandante Carola Rackete con l'accusa di resistenza o violenza contro nave da guerra oltre a tentato naufragio per la manovra effettuata, si è sollevato un polverone prima all'interno dei confini italiani, e dopo anche fuori. Francia e Germania hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della condotta italiana.

Sea Watch, la Francia: ''Falso dire che l'Ue non è stata solidale con l'Italia''

Nel comunicato del ministro dell'Interno francese Christopher Castaner la Francia si dice pronta ad accogliere 10 rifugiati della Sea Watch: ''Siamo pronti ad inviare nei prossimi giorni, come ha già fatto a più riprese nello scorso anno, una missione del ministero dell'Interno e dell'Ufficio di Protezione dei rifugiati per identificare 10 persone che hanno bisogno di protezione che potranno essere trasferiti al più presto sul nostro territorio". Nella nota si sottolinea anche che "è falso che l'Ue non si sia mostrata solidale con l'Italia" per la questione dei migranti. "Ora che la crisi migratoria è drasticamente diminuita in ampiezza" grazie alle misure intraprese, si legge nel comunicato, "l'attuale governo italiano ha fatto la scelta di soluzioni non concertate con i suoi partner europei, mentre denuncia la mancanza di solidarietà dell'Europa e dei suoi stati membri".

"In questo contesto -nota ancora il comunicato - l'Italia continua ad avere bisogno di questa solidarietà europea che tuttavia denuncia".

Nel suo comunicato, Castaner rileva anche che l'Italia ha annunciato "la chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare, mentre degli sbarchi di persone soccorse in mare continuano a prodursi in Italia, tanto da navi di Ong che della guardia costiera italiana". Il ministro francese ricorda che negli ultimi mesi la Francia ha già accolto 400 migranti sbarcati in Italia e a Malta nell'ambito di un coordinamento europeo. Ora la Francia è pronta ad accoglierne altre dieci che erano a bordo della Sea Watch, continua Castaner, aggiungendo che "il ministro degli Affari esteri italiano Enzo Moavero ha riconosciuto questo impegno".

"Sul caso Sea Watch Olanda disgustosa"

Sea Watch, la Germania: ''Non si può criminalizzare il soccorso in mare''

Attacca anche Berlino: "Salvare vite umane è un obbligo umanitario. Non si può criminalizzare il soccorso in mare", ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. "Tocca ora ai tribunali italiani di chiarire rapidamente le accuse", aggiunge il capo della diplomazia di Berlino.

Immediata la replica del ministro dell’Interno Matteo Salvini: "Difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Il leader della Lega accusa anche la manovra della capitana: "Stanotte comportamento CRIMINALE della comandante della nave pirata che ha tentato di schiacciare contro la banchina del porto di Lampedusa una motovedetta della Guardia di Finanza, con l’equipaggio a bordo, mettendo a rischio la vita degli agenti. DELINQUENTI!", si legge in un altro post.

Sea Watch, prima notte ai domiciliari per Carola Rackete

Intanto questa è stata la prima  notte agli arresti domiciliari per Carola Rackete, la giovane comandante della Sea Watch finita ieri mattina in manette dopo avere disatteso l'ordine di divieto di sbarco al porto di Lampedusa. La capitana 31enne ha trascorso la notte in una abitazione privata di Lampedusa, eletta come suo domicilio temporaneo in attesa del suo trasferimento ad Agrigento per l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale. Rackete potrà avere contatti solo con i suoi legali che ieri l'hanno supportata nella caserma della Guardia di Finanza dove è rimasta per quasi tutta la notte.

La Sea Watch ancora a Lampedusa

E' ancora in rada, a tre miglia da Lampedusa, la Sea Watch, la nave della ong sequestrata ieri dopo lo sbarco dei 40 migranti e l'arresto fin flagranza di reato della comandante Carola Rackete. Si attende l'armatore della nave per poi trasferirla al porto di Licata (Agrigento) in attesa degli sviluppi.

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La Sea Watch nel porto di Lampedusa, la Guardia di Finanza sale a bordo

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