Sea Watch a Lampedusa, arrestata la comandante: adesso cosa succede

La nave ha attraccato questa notte al porto dell'isola siciliana. La capitana tedesca rischia fino a 10 anni di carcere, intanto tutti i migranti sono sbarcati a terra. Salvini assicura: ''Verranno divisi''

Lo sbarco dei migranti della Sea Watch (FOTO ANSA)

Dopo tre giorni passati al largo di Lampedusa, intorno alle 2 di stanotte la Sea Watch ha attraccato al porto dell'isola siciliana, forzando definitivamente il divieto di ingresso. La ong ha annunciato la decisione con un tweet: "Basta, dopo 16 giorni entriamo in porto". Qualche attimo dopo l'attracco gli uomini della Guardia di Finanza erano già saliti a bordo per arrestare la comandante Carola Rackete con l'accusa di resistenza o violenza contro nave da guerra, un reato che prevede una pena da tre a dieci anni.

La 31enne tedesca, che ha invocato lo stato di necessità per i 40 migranti a bordo, adesso si trova nei locali della caserma della Guardia di Finanza di Lampedusa per formalizzare il verbale di arresto. Come si apprende verrà sottoposta agli arresti domiciliari, ma bisogna ancora in quale luogo. 

Sea Watch, arrestata la comandante Carola Rackete

Appena scesa dalla nave subito dopo l'arresto, la comandante è stata accolta da applausi e ovazioni da un gruppo di attivisti e dal parroco di Lampedusa Carmelo La Magra, che da una settimana dormiva sul sagrato della chiesa, in segno di solidarietà. "Vergognati, vergognati!", ha invece gridato un gruppo di leghisti, guidati dall'ex senatrice Angela Maraventano. Gli attivisti hanno gridato contro l'intero equipaggio definendoli 'Scafisti'.

Sea Watch, adesso cosa succede?

Con l'arresto in flagranza di questa notte della comandante Carola Rackete è saltato l'interrogatorio previsto per oggi davanti al Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La donna sarà interrogata dal gip di Agrigento durante l'udienza di convalida dell'arresto operato dalla Guardia di Finanza. La donna rischia da tre a dieci anni di carcere.

La Guardia di Finanza nel frattempo ha sequestrato d'iniziativa la nave Sea watch, che verrà trasferita a Licata. Le Fiamme gialle, dopo le operazioni di sbarco dei migranti che erano a bordo della Sea Watch, sono salite a bordo e hanno preso il comando della nave. La nave è stata portata fuori dal porto, in rada. I 40 migranti sono stati trasferiti all'hotspot di Lampedusa, per poi essere divisi tra cinque Paesi europei, come confermato dal vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Avevamo chiesto l'arresto di una fuorilegge che stanotte ha anche messo a rischio la vita di uomini delle forze dell'ordine italiane, la multa per questa Ong straniera, il sequestro della nave, che ha finito di andare in giro per il Mediterraneo a infrangere leggi, e la distribuzione di tutti gli immigrati a bordo in altri paesi europei e quindi abbiamo fatto bene a chiedere che le leggi fossero rispettate. Mi sembra che giustizia sia fatta. Abbiamo avuto ampie rassicurazioni che tutti gli immigrati a bordo siano divisi in 5 paesi che ringrazio. Brilla per la sua assenza e il suo vergognoso menefreghismo il governo olandese che, ripeto, ha dato una bandiera a una nave fuorilegge fregandosene di quello che poi il suo equipaggio è andato poi a fare per il Mediterraneo".

Invece per quanto riguarda la nave, secondo fonti del Viminale citate da AdnKronos, grazie al dl Sicurezza bis scatteranno anche sequestro amministrativo e sanzione pecuniaria da 20mila euro che, in caso non venisse pagata nei termini, potrà arrivare fino a 50mila euro. 

L'interrogatorio di Carola Rackete

Verrà interrogata tra lunedì e martedì prossimo dal gip del Tribunale di Agrigento Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch arrestata all'alba di oggi dopo avere attraccato al porto di Lampedusa. La Procura ha 48 ore di tempo per chiedere al gip la convalida dell'arresto eseguito dalla Guardia di Finanza. La capitana, che si trova ancora nella caserma della Gdf, è accusata di violazione degli articoli 1100 del codice della navigazione, che sanziona con la pena massima di 10 anni chi fa violenza o resistenza a una nave da guerra, e il tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, e sanzionato con la pena massima di 12 anni.

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