Coronavirus, il sottile equilibrio "tra ipocondria e liberi tutti": che cosa sappiamo sulla seconda ondata

Il virologo Pregliasco: "Mantenere uso della mascherina se siamo in situazioni di affollamento e igiene delle mani, senza esagerare nell'ipocondria o nel liberi tutti". La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali: "Se il virus continuerà a circolare una nuova ondata non solo non sarà impossibile, ma addirittura molto probabile"

Uno stabilimento balneare a Sorrento nell'estate del Covid-19ANSA/CESARE ABBATE

Ci sarà una seconda ondata di coronavirus in Italia? Le opinioni sono numerose e diverse tra loro, ma tutti gli esperti concordano sul fatto che non si può escludere, affatto. "Non dobbiamo avere una paura eccessiva, ma neanche fare degli affollamenti ingiustificati come quelli che si sono visti in queste  settimane. Dobbiamo mantenere un atteggiamento di attenzione all'uso della mascherina se siamo in situazioni di affollamento, all'igiene delle mani, senza esagerare nell'ipocondria o nel liberi tutti". Parola di Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi diMilano, ai microfoni di '264Zoom' su Radio Cusano Tv Italia.

"La seconda ondata, che non è detto che ci debba essere - precisa l'esperto - a mio avviso può verificarsi nel momento in cui fallissero i due pilastri che dovrebbero limitare la diffusione endemica del  virus: la capacità di individuazione rapida dei casi e di tracciamento da parte del sistema sanitario, e la responsabilità dei cittadini di  una vita di vigile serenità". "Finora - continua Pregliasco - si sono accesi dei piccoli focolai, perché il virus ha terminato la sua prima ondata e  siamo passati da un andamento epidemico ad un andamento endemico. Nel Nord Reno-Westfalia in Germania, così come nel condominio" romano  "della Garbatella, si è vista una situazione che mette insieme rischio professionale e rischio ambientale. Rispetto all'andamento del contagio in Italia sono ottimista, ma sono anche prudente e ritengo di doverlo essere molto di più di quanto non si stia vedendo. Questi focolai che abbiamo visto in Germania, ma anche in Corea e Cina, ci pongono un problema che è anche il nostro".

La SIMIT-Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali ha promosso ieri una impprtante iniziativa online per valutare la situazione e le prospettive dei prossimi mesi, una sorta di "Stati Generali dell'Infettivologia", per usare una locuzione in voga di questi tempi. La potenza statistica delle terapie a disposizione oggi con l'analisi di diversi criteri di inclusione apre una prospettiva, di fatto, favorevole, seppur ricca ancora di incertezze per la comunità di infettivologi italiani. A 100 giorni circa dall'esplosione della pandemia in Italia che cosa sappiamo? Cosa possiamo prevedere per i prossimi mesi?

Il virus è ancora tra noi e il rischio che si verifichi una seconda ondata pandemica è elevato. È questo il monito che ha condiviso anche il Prof. Giovanni Rezza, Direttore Prevenzione Ministero della Salute, in apertura dei lavori, quando ha illustrato lo sviluppo del virus nel nostro paese attraverso una capillare diffusione di dati statistici e dell'ormai familiare fattore di contagio "R con 0".

"Il virus è ancora perfettamente in grado di infettare e far ammalare le persone, anche gravemente, come dimostrano i dati che ci arrivano da altre parti del mondo - spiega Marcello Tavio, Presidente Simit, - se si lascia libero di agire e non si adottano le contromisure richieste, si ripeterà quanto già visto durante la Fase Uno. Occorre quindi adottare sempre degli accorgimenti difensivi appropriati: igiene delle mani, utilizzo della mascherina e distanziamento "spaziale a socialità conservata", che potremmo per l'occasione definire "di sicurezza". Perché a nessuno viene chiesto, allo stato attuale, di sacrificare la vita sociale e di rimanere "soli e isolati", ma soltanto di mettere uno o due metri tra noi e adottare comportamenti sicuri. Parliamo dopotutto di tre comportamenti semplici, facili da attuare e molto efficaci, come il periodo del lockdown ci ha dimostrato".

"Se il virus continuerà a circolare - spiega Tavio - una nuova ondata non solo non sarà impossibile, ma addirittura molto probabile. In assenza di un vaccino efficace, sicuro e largamente disponibile dobbiamo impegnarci tutti per impedire che i focolai epidemici che si verificheranno nel prossimo autunno si saldino fra di loro per creare una nuova ondata epidemica, con il rischio di dover riproporre le drastiche misure di contenimento adottate durante il lockdown. Ecco perché i dati favorevoli che stiamo accumulando sull'andamento dell'epidemia non devono essere interpretati come un liberi tutti".

Coronavirus, Lopalco: "Seconda ondata dipenderà fortemente dalla capacità di bloccare la circolazione"

"Non conosciamo il comportamento del virus in relazione al clima e quindi non sappiamo ancora cosa potrebbe succedere in estate se eliminassimo del tutto le misure di controllo ed un minimo di distanziamento fisico". Lo sottolinea l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco sul Facebook, esortando a coniugare, in questa fase, "ottimismo e prudenza". "L'ondata pandemica è stata mitigata con efficacia nelle Regioni del Centro Sud Italia, grazie ad una combinazione delle misure di lock-down e di controllo delle catene di contagio sul territorio" ricorda, e osserva che "al momento la prima ondata pandemica è in fase di risoluzione in tutta Italia".

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Per mesi e mesi occorreranno prudenza, mascherine, distanziamento, niente assembramenti ingiustificati: "Non esistono evidenze che le mutazioni cui è andato incontro il virus ne abbiano ridotto la aggressività in termini di outcome clinico. Al contrario, nel corso dei più recenti focolai in Italia comunque si sono registrati decessi quando il virus ha colpito pazienti fragili, ed il virus che ora circola in sud America è probabilmente lo stesso che circola in Europa". Inoltre, "non sappiamo se ci sarà una seconda ondata in autunno inverno perché questo dipenderà fortemente dalla capacità di bloccare la circolazione del virus da parte della sanità pubblica".

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