Il sondaggio sull'eutanasia che inchioda governo e parlamento

Solo l'8% degli italiani si dice contrario a una legge sull'eutanasia. Eppure il dibattito sul fine vita sembra essersi nuovamente arenato

Marco Cappato (ANSA)

Mentre il dibattito politico sull’eutanasia pare essersi come sempre arenato, sul tema gli italiani dimostrano di avere le idee piuttosto chiare. Secondo un sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7 solo l’8% degli intervistati si è detto infatti contrario all’eutanasia senza se e senza ma. Questa la domanda posta dai sondaggisti: "Lei sarebbe favorevole ad una legge che, a determinate condizioni, consentisse l’eutanasia?". Il 45% del campione ha risposto "sì" a prescindere, mentre un altro 47% si è dichiarato favorevole a patto di essere d’accordo con le condizioni stabilite da una eventuale legge. Il 92% del campione è dunque in qualche modo propenso a legiferare sul tema per rendere legale l’eutanasia almeno in alcuni casi. Guardando allo storico dei sondaggi Swg (infografica in basso) si scopre che la percentuale dei "sì" dal '97 ad oggi ha fatto un notevole balzo in avanti.

sondaggio eutanasia swg-2

A fine anni novanta le opinioni erano molto più polarizzate: il 50% si diceva a favore senza tentennamenti, ma i "no" rappresentavano ancora una percentuale cospicua, pari al 42% del campione. Con il passare degli anni questa percentuale si è assottigliata sempre di più e molti di coloro che si dichiaravano contrari hanno evidentemente cambiato la propria posizione, aprendo alla possibilità di avere una legge sul fine vita. Segno che il processo di secolarizzazione dell’opinione pubblica si è compiuto. La politica è invece ancora colpevolmente indietro, timorosa come sempre di perdere i voti dell’elettorato cattolico benché, come abbiamo visto, molti elettori cattolici siano ormai anni luce avanti rispetto ai loro rappresentanti in Parlamento. 

Fine vita, Conte; "Dubito che esista un diritto alla morte"

Nei giorni scorsi il premier Conte è stato piuttosto prudente sulla possibilità di legalizzare l’eutanasia: "Mentre non ho dubbi che esista un diritto alla vita, perno di tutti i diritti della persona, dico che è da dubitare ci sia un diritto alla morte" ha affermato il premier parlando "da giurista e da cattolico". "Se si stabilisse un diritto alla morte quantomeno ai medici dovrebbe essere garantito il diritto all'obiezione" ha aggiunto il premier spiegando che comunque spetta al Parlamento legiferare su un tema così delicato.

Eutanasia, dubbi anche nel Pd

Anche nel Pd non mancano le voci contrarie. Per la deputata fiorentina Rosa Maria Di Giorgi "in Italia ci sono già tutti gli strumenti per rispondere all'esigenza di porre fine alla vita quando non vi sia più alcuna speranza. Non c'è dunque alcun bisogno di fare una nuova legge che apra pericolosamente all'eutanasia, in quanto la normativa sui Dat approvata nella scorsa legislatura prevede già la possibilità di sospendere tutte le cure, compresa l'alimentazione e l'idratazione forzata, attraverso la sedazione profonda".

Secondo Renzi invece a decidere dovrebbe essere la famiglia del paziente, "perchè so che chi mi vuole bene e saprebbe decidere per me. continuare a far soffrire una persona è una scelta grave, io non vorrei però che un magistrato si sostituisse alla mia famiglia nella scelta". 

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Suicidio assistito, prevalgono i dubbi: Meloni e Salvini contrari

Nessuna speranza dal centrodestra. Dopo la sentenza della Consulta su Marco Cappato, Matteo Salvini si è detto infatti "contrario al suicidio di Stato imposto per legge" anche se non più di due anni fa chiedeva che fosse garantita "la libera scelta di ogni cittadino". Per Giorgia Meloni legalizzare il suicidio assisitito  aprirebbe "uno scenario preoccupante e sconcertante" e non è un segreto che anche molti esponenti di Forza Italia vedano una simile possibilità con il fumo negli occhi. Pd e M5s dal canto loro sono tutt’altro che compatti al loro interno e in entrambi partiti è presente un’ala moderata molto scettica a legiferare sul tema. Per adesso dunque prevalgono i dubbi e i distinguo. Non è un buon segno. 

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