Troppa movida e persone in strada senza mascherina: "Così chiudiamo tutto di nuovo"

Indignato il governatore del Veneto Luca Zaia: "Ci sono arrivate un sacco di foto e di filmati dei centri città con movide a cielo aperto. Così non può andare". Anche Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, tiene alta la guardia. Questo è il momento dell'estrema attenzione. E qualcuno, evidentemente, non lo ha capito

Folla davanti ai locali della Vucciria a Palermo. Foto Ansa

E' il secondo giorno con negozi, ristoranti, bar, parrucchieri ed estetisti aperti. Una ripartenza agognata, dopo oltre due mesi di lockdown, ma anche al buio, come spieghiamo qui. Oggi il premier Giuseppe Conte, intervenendo alla sessione di chiusura dell'assemblea organizzata dall'Oms, ha detto che "l'Italia è stata uno dei primi e più colpiti Paesi da questa pandemia. A marzo abbiamo assunto misure drastiche per contenere la diffusione del virus. Dopo due mesi, i dati epidemiologici sono incoraggianti: confermano che i nostri sforzi e i sacrifici collettivi hanno dato i loro frutti. Ora stiamo allentando la maggior parte delle restrizioni, pur mantenendo rigorose misure di sicurezza per ogni attività sociale e commerciale. Stiamo entrando nella 'fase due' con cauto ottimismo e senso di responsabilità. Sappiamo che la nostra lotta al Covid-19 è lungi dall'essere finita. E a tal fine, abbiamo ancora bisogno l'uno dell'altro. La salute globale è la nostra priorità condivisa e deve essere la nostra responsabilità comune. Oggi più che mai, crediamo che insieme ce la faremo", ha rivendicato il presidente del Consiglio.

Ce la faremo? I dubbi sono molti, soprattutto sul fronte della "responsabilità comune" tirata in ballo dal premier. Non se ne vede molta in giro, anzi: alcuni hanno interpretato l'ingresso nella fase 2 come una sorta di "liberi tutti", ed è un segnale di grande pericolosità perché rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti finora. C'è una legittima (e bellissima) voglia di ripartire, ma se questo spiraglio riaperto dopo due mesi di lockdown dovesse diventare una breccia, si tornerebbe indietro. Questo è il momento dell'estrema attenzione. E qualcuno, evidentemente, non lo ha capito.

Se il "caso" Navigli a Milano si è via via sgonfiato dopo la sfuriata di Beppe Sala, a far discutere nelle ultime ore sono state le immagini arrivate da Palermo: alla Vucciria, lo storico mercato che conta decine di pub e locali e per questo è diventato uno dei luoghi più frequentati della movida cittadina, lunedì sera dopo la fine del lockdown si è tornati come ai vecchi tempi, prima dell'emergenza coronavirus. Stradine affollate di gente e assembramenti di giovani e meno giovani, molti dei quali non a distanza di sicurezza e privi di mascherine protettive, così come prevede il Dpcm e l'ordinanza del presidente della Regione Sicilia.

Palermo, il sindaco: "Basta passeggiate inutili o chiudo alcune zone della città"

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ha alzato la voce per tenere alta la guardia: "Mi auguro di non essere costretto a chiudere alcune zone della città, dipende dal comportamento di tutti. Bisogna finirla di fare passeggiate inutili tutti nella stessa strada perché così facendo si creano le condizioni che costringeranno le forze dell'ordine a disporre la chiusura dei negozi e a me, sindaco, a chiudere intere zone della città. Credo che questo sia l'ultimo rimedio, ma sono pronto a farlo. La salute innanzitutto. Nessuno può giocare con la vita degli altri. Sono costretto a ricordare a tutti di rispettare le disposizioni del governo nazionale e del presidente della Regione. Chiedo di aiutare le forze dell'ordine, che diversamente saranno costrette ad applicare sanzioni rigorosissime. Per quanto riguarda l'amministrazione comunale - ha concluso - il sindaco ha solo un potere: quello di chiudere alcune zone".

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Zaia: "Se i contagi ripartono chiudiamo tutto"

Più o meno lo stesso discorso fatto da Luca Zaia, governatore del Veneto, dopo diversi episodi successi fra Belluno, Treviso, Padova e Venezia. Nella notte a Padova, in piazza dei Signori, la situazione è sfuggita di mano a un gruppo di giovani che ha iniziato a schiamazzare, urlare, ballare, arrampicarsi sui muri e filmarsi (il tutto senza mascherina né distanziamento). Sono intervenuti i carabinieri. A Venezia si sono registrati altri assembramenti pericolosi in alcuni luoghi storici della movida, tra campo Santa Margherita e gli Ormesini. "Chi non rispetta le regole, chi non usa le mascherine e il distanziamento sociale, abbia rispetto per i 1820 morti che il coronavirus ha fatto in Veneto", ha detto Zaia oggi nel corso del punto stampa quotidiano.

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"Stiamo seguendo anche con un po' di ansia questa apertura importante iniziata ieri perché ci sono arrivate un sacco di foto e di filmati dei centri città con movide a cielo aperto. Così non può andare - ha stigmatizzato duramente il governatore del Veneto - l'uso della mascherina non può essere visto come una coercizione ma un piccolo sacrificio, che salvaguarda la salute: la mascherina è un salvavita". E ancora: "La mascherina non è un vezzo, la mascherina salva la vita e bisogna indossarla sempre. D'altra parte se tra una decina di giorni ci sarà una recrudescenza e un aumento delle infezioni si tornerà a chiudere bar, ristoranti, spiagge e industrie. Bisognerà tornare a chiudere tutto". E sarebbe un dramma, di nuovo. 

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