Venezia, l'acqua alta e il Mose che ancora non funziona: a che punto siamo

Della difesa di Venezia si parla dal 1966, dopo la tragica alluvione che portò l'acqua alta al picco record di 194 cm. I lavori del Mose, pensato negli anni Ottanta, sono partiti nel 2003: doveva essere pronto tre anni fa

Le paratie mobili del sistema Mose poste alla bocca di porto del Lido di Venezia durante le prime prove tecniche di movimentazione, Venezia, 12 ottobre 2013. ANSA/ MEROLA

Venezia è sott'acqua e si torna inevitabilmente a parlare del Mose, il sistema di paratie mobili per difendere la città e la laguna dall'acqua alta pensato negli anni Ottanta e non ancora in funzione. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha lanciato l'allarme, chiedendo certezze: "Venezia continua a essere angustiata dalle acque alte eccezionali. L'anno scorso, quest'anno uguale", ha detto il primo cittadino, aggiungendo: "Chiediamo al governo di partecipare e di capire a che livello è l'organizzazione del Mose, perché qui si rischia veramente di non farcela più".

A che punto è il Mose, quindi? Una storia travagliata quella del Modulo Sperimentale Elettromeccanico (questo il significato dell'acronimo Mose). La prima Legge Speciale per Venezia, varata nel 1973, dichiarava la salvaguardia di Venezia e della sua laguna "problema prominente di interesse nazionale" dopo la disastrosa alluvione del 1966, quando l'acqua alta a Venezia raggiunse il picco record di 194 centimetri (sette in più rispetto ai 187 toccati nella tragica serata del 12 novembre): quella e altri provvedimenti successivi hanno definito obiettivi e procedure necessari per realizzare questa difesa.

Come funziona il Mose

La nascita ufficiale del Mose rientra nell'ambito della seconda Legge Speciale per Venezia del 1984: un sistema di 78 dighe mobili divise in quattro schiere installate nelle tre bocche di porto lagunari di Lido, Malamocco e Chioggia (ossia i varchi che collegano la laguna con il mare aperto) pensate per entrare in funzione con l'acqua alta superiore a 110 centimetri, sbarrando le bocche di porto: in condizioni normali di marea, le paratoie restano "invisibili" adagiate all'interno degli alloggiamenti, piene d'acqua, per venire puoi svuotate e sollevate quando è prevista l'alta marea, emergendo fino a bloccare la marea in entrata nella laguna. All'Arsenale di Venezia si trova la sala di controllo del Mose, operativa già dal 2011 e che svolge attività di raccolta dati sulle previsioni meteo-marine, elaborando le previsioni di acqua alta e simulando il comportamento delle paratoie. Esiste già il cosiddetto "babyMose", un sistema più piccolo già operativo a difesa dell'abitato di Chioggia con due paratoie alle estremità del canale che attraversa la città.

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Ministero delle Infrastrutture - Magistrato alle Acque di Venezia - concessionario Consorzio Venezia Nuova - Venezia - Laguna - Sistema Mose per la difesa dalle acque alte.ANSA/sar

Mose, 35 anni storia tra polemiche, ritardi e inchieste in laguna

Fin dalla sua nascita, l'opera è stata al centro di numerose controversie, soprattutto da parte degli ambientalisti, ma anche per quanto riguarda la questione dei costi di realizzazione, gestione e manutenzione da parte dello Stato. Nel corso degli anni sono stati presentati anche diversi progetti alternativi.

I lavori per il Mose sono partiti ufficialmente nel 2003 – dopo anni di valutazioni sull'impatto ambientale, analisi e ricorsi – ad opera del Consorzio Venezia Nuova, concessionario per la costruzione dell'opera che opera per conto del Magistrato delle Acqua di Venezia, un'emanazione del ministero delle Infrastrutture. Tra il 2013 e il 2014 una serie di inchieste della magistratura per corruzione e reati fiscali hanno visto coinvolti politici e funzionari pubblici per reati fiscali e corruzione e il Consorzio Venezia Nuova è stato commissariato dallo Stato, per permettere la continuazione dei lavori, la cui ultimazione era prevista per il 2016. 

Venezia, il Mose emerge per la prima volta dalle acque: il video 

In un'audizione alla Camera il 26 luglio 2018, l'amministratore straordinario del Cnv, l'ingegnere Francesco Ossola, aveva parlato di opere completata "per una percentuale del 93 per cento". Il sollevamento completo delle paratoie alla borca di porto di Malamocco, previsto per lo scorso 4 novembre, è stato rinviato perché "sarebbero emersi problemi tecnici a impedirne il compimento, qualche giorno fa, durante le movimentazioni delle barriere", come spiegava VeneziaToday a fine ottobre, riportando la decisione di spostare la prova a data da destinarsi "in attesa di compiere indagini tecniche ed eventuali interventi". La consegna definitiva del Mose sarebbe prevista per il 31 dicembre 2021, stando al bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova.

La realizzazione del Mose è costata finora 5.493 milioni di euro, assegnati per tranche in 15 anni, dal 2003 al 2018, ricorda il quotidiano online del gruppo Citynews, a cui si sommano altri finanziamenti, programmati dal governo per la conclusione dei lavori, che ammontano a 221 milioni di euro, a partire dal 2017 e fino al 2024. La produzione complessiva svolta nel 2018 dal Consorzio, invece, ammonta a 74 milioni di euro. Il completamento degli impianti definitivi del sistema è previsto per il 30 giugno 2020, quindi sarà avviata l'ultima fase di gestione sperimentale. 

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