Virus cinese, morti raddoppiate: la città di Wuhan finisce in quarantena

Che cos'è il coronavirus di Wuhan, il nuovo virus che viene dalla Cina è sta mettendo in allarme tutto il Mondo. Uno schema per riconoscere le caratteristiche della nuova polmonite è stato diffuso a tutti medici di base

Foto di archivio Ansa

È salito a 17 il numero dei morti in Cina per l'infezione del nuovo coronavirus di Wuhan ritenuto responsabile di una nuova polmonite che si sta sviluppando in maniera pandemica nel paese asiatico. Intanto le autorità di Pechino hanno preso la decisione di porre in quarantena l'intera città ritenuta l'epicentro del contagio. Una quarantena che coinvolge le 11 milioni di persone che vivono nella metropoli. 

Il trasporto pubblico di Wuhan è stato bloccato per contrastare la diffusione dell'epidemia di coronavirus. Tutti i voli e i treni in partenza dalla città cinese, focolaio del virus, sono stati cancellati. A nessuno sarà concesso di lasciare la città dalle 10 del mattino del 23 gennaio. 

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L'Organizzazione mondiale della sanità ha rimandato la decisione di emanare un'emergenza di salute pubblica di livello internazionale. Lo ha annunciato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus al termine di una lunga riunione del Comitato d'emergenza dopo i primi casi registrati al di fuori della Cina.

Che cos'è il nuovo coronavirus

Il nuovo virus cinese 2019-nCoV è stato denominato Wuhan dal nome della metropoli capoluogo della provincia di di Hubei. Nelle città si è sviluppato il virus misterioso e il primo focolaio è stato individuato nel locale mercato del pesce. 

Come racconta Francesco Barbero, un sanitario italiano che lavora a Wuhan, tutto sarebbe iniziato il pomeriggio del 27 dicembre, quando in uno dei gruppi wechat popolato da addetti ai lavori, iniziava a circolare la notizia di diversi casi di polmonite d‘origine sconosciuta, ricoverati nella succursale del Central Hospital of Wuhan (Houhu branch).

Il comunicato ufficiale dell’autorità sanitaria municipale di Wuhan arriva nel pomeriggio del 31 dicembre scorso: 27 casi, di cui 7 critici, ricoverati con diagnosi di polmonite e tutti collegati al mercato ittico di Huanan.

Il 9 gennaio le autorità del CDC Cinese informavano che all’origine dell’infezione era stato individuato un nuovo coronavirus. Ora secondo le stesse autorità cinesi,già 470 persone risultano infettate dal coronavirus mentre casi si sarebbero registrati anche in aree densamente popolate come la capitale cinese Pechino e nella metropoli di Guangdong. Anche Macao ha confermato oggi il primo caso certificato in un paziente rientrato da Wuhan, così come il governo di Hong Kong ha confermato un caso di sospetto contagio. 

Dopo la conferma del contagio da uomo a uomo nelle maggiori città cinesi vanno a ruba le mascherine per il viso. Ma il virus potrebbe aver inoltre già valicato il territorio della Repubblica popolare cinese, e casi sono stati registrati in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti dove un uomo è ricoverato in isolamento a Everett, nello Stato di Washington. Anche lui era stato di recente a Wuhan ma non presentava sintomi al suo rientro a Seattle mercoledì scorso.

La Corea del Nord ha chiuso le frontiere ai turisti stranieri ma nulla trapela dal regime di Pyongyang su possibili casi di contagio nel territorio nordcoreano.

nuovo virus cinese-2

Come spiega il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie la fonte dell'infezione potrebbe essere ancora attiva e pertanto viene considerata moderata la probabilità di infezione per i viaggiatori in visita a Wuhan o che hanno uno stretto contatto con individui che presentano sintomi simili ad una forte influenza.

Sono tre gli aeroporti aeroporti nell'Unione Europea (tra cui Roma Fiumicino) che hanno collegamenti aerei diretti con Wuhan, molti altri quelli raggiungibili con scalo. Le prossime celebrazioni per il capodanno cinese alla fine di gennaio preoccupano le autorità sanitarie che temono un aumento dei contagi con l'aumentare del volume di viaggi da e verso la Cina.

Coronavirus: che cos'è il nuovo virus cinese

L'accesso all'intera sequenza genetica del nuovo coronavirus 2019-nCoV aiuterà a identificare al meglio la malattia che - come spiega il Cdc - in alcuni casi si è manifestata con deboli sintomi e in altri come una polmonite virale dagli esiti mortali.

I coronavirus sono una grande famiglia di virus, alcuni dei quali causano malattie nelle persone e altri che circolano tra gli animali. Raramente i coronavirus animali possono evolvere e infettare le persone, ma è già avvenuto in passato con le epidemie di MERS SARSepidemie complesse e che - come nel caso della "sindrome respiratoria del Medio Oriente" annovera oltre duemila casi in tutto il mondo fin dalla sua scoperta nel 2012 (mortalità del 36%). 

Virus cinese e vaccini: che cosa fare

Uno schema con le caratteristiche della nuova polmonite è stato diffuso a tutti medici di base: il rischio per l'Italia è ancora basso ma le istituzioni e il personale sanitario hanno già iniziato l'allerta.

  • I sintomi: febbre, difficoltà respiratoria, tosse, dolori muscolari, cefalea, malessere generale.
  • I segni radiologici: infiltrati interstiziali.

L'infettivologa Maria Corongiu, segretario regionale della Fimmg Lazio spiega come occorra evitare i viaggi non necessari e adottare le misure di prevenzione generale, quali il lavaggio accurato delle mani per almeno 20 secondi.

Per coloro che si mettono in viaggio è bene consumare solo cibo ben cucinato e bere acqua in bottiglia, evitare luoghi di assembramento, mercati di animali vivi e morti, evitare il contatto stretto con pazienti malati o, in caso, non si possano adottare queste misure coprirsi narici e bocca con mascherina, similmente evitare di tossire o starnutire senza coprirsi con un fazzoletto o in mancanza di questo si consiglia di tossire nell'incavo del gomito.

"Se si accusano i sintomi e se si è di ritorno dalla Cina è bene avvisare telefonicamente il medico, ma non assumere farmaci di automedicazione".

È fondamentale seguire le raccomandazioni suggerite dalle autorità sanitarie e non creare allarmismi eccessivi. In base alle stime disponibili il tasso di letalità della nuova infezione da coronavirus sembra inferiore all'1% e quindi più basso della Sars.

"I tempi per sviluppare un vaccino contro il nuovo coronavirus cinese simile alla Sars "sono troppi lunghi, ci vuole qualche mese, e poi andrà testato sull'uomo" afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e coordinatore del Gruppo vaccini del Patto trasversale per la scienza.

"Ci vorranno 2-3 settimane per capire se siamo di fronte ad un fenomeno come quello del coronavirus proveniente dal Medio Oriente, che è finito quasi subito, o con qualcosa di più problematico come una epidemia. Aspettiamo anche cosà dirà l'Oms questa sera".

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