Carboidrati, ecco come cambia il corpo quando si diminuisce il consumo

Il sito 'Eat this, not that!' ha stilato una lista degli effetti dovuti alla diminuzione di cibi particolarmente energetici che, lungi dall'essere del tutto eliminati dalla dieta perché indispensabili per l'organismo, andrebbero assunti con moderazione

Lungi dal demonizzarli e dal voler attribuire a pane, pasta, biscotti e farinacei in generale tutta la colpa dell'eventuale aumento di peso, il sito 'Eat this, not that!' ha stilato una lista dei cambiamenti fisici dovuti alla diminuzione della loro assunzione, fermo restando il principio fondamentale secondo cui i carboidrati restano nutrienti indispensabili per godere di buona salute. 

Caramelle, biscotti, patatine, ma anche pane bianco, sciroppi artificiali e bibite gassate sono alimenti ricchi di carboidrati semplici (quelli, cioè, che contengono zuccheri semplici o zuccheri aggiunti durante la conservazione e la preparazione) che quando assunti in grosse quantità, anziché far sentire sazi, possono aumentare il senso di fame e dopo una iniziale 'botta di energia', non offrono il carburante giusto per poter vivere al meglio la giornata.

Ecco, allora, cosa succede al corpo una volta che si limita l'assunzione di questi alimenti:

1. Si iniziano a bruciare i grassi "immediatamente", scrive il sito 'Eat this, not that!'. Riducendo il consumo di carboidrati, si ridurranno anche le calorie assunte giornalmente, poiché, quando il corpo è costretto a non attingere dai carboidrati, per produrre energia brucia il grasso immagazzinato. Il consiglio del sito è quello di fare un po' di esercizio fisico al mattino, prima della colazione, così da indurre il corpo a bruciare i grassi depositati invece di quelli contenuti nel cibo.

2. Si avverte meno il seso di fame. Non sono le calorie che saziano, ma le sostanze nutrienti come le proteine, le fibre o i grassi sani, componenti assenti nei carboidrati raffinati che finiscono per riempire il corpo solo di calorie "inutili". Per questo, dopo averne fatto una scorpacciata, si può avvertire ancora una certa fame. Il consiglio di 'Eat this, not that!' è quello di iniziare la giornata mangiando qualcosa di molto proteico e salutare come le uova o lo yogurt greco.

3. Pancia più piatta. È uno dei cambiamenti più lampanti: quando i carboidrati vengono rimpiazzati da cibi ricchi di fibre, il ventre può sembrare più piatto perché le fibre, di cui ogni dieta dovrebbe essere ricca, aiutano a sgonfiare la pancia. Molti zuccheri invece fermentano nell'intestino e gonfiano la pancia che sembra più grande di quello che in realtà è. Il consiglio di 'Eat this, not that!' è quello di mangiare noci, importanti fonti di fibre e alleate nella digestione.

4. Diminuisce il rischio di soffrire di diabete. Gli zuccheri semplici, alla lunga e in grosse quantità, possono essere dannosi per la salute. Più se ne digeriscono, più insulina produce il pancreas, cosa che può comportare l'aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Il consiglio del sito è quello di preferire carboidrati complessi, ricchi di fibre, più difficili da digerire per il corpo, così da impedire il rilascio facile di insulina.

5. Muscoli più forti. Secondo i redattori di 'Eat this, not that!', assumere solo carboidrati semplici non farebbe bene alla crescita dei muscoli: "È preferibile mangiare qualsiasi altro tipo di alimento, dalla carne allo yogurt al gelato - scrivono -. In parte, questo si deve al fatto che ai carboidrati mancano le proteine, che sono veri e propri mattoncini nella costruzione dei muscoli e contribuiscono alla salute della pelle, dei capelli e delle unghie". Il consiglio del sito è quello di preferire snack proteici rispetto a quelli delle macchinette automatiche.

6. Apporto di energia. È bene ricordare che all'interno di una dieta equilibrata non devono mancare i carboidrati: il corpo ne ha bisogno per funzionare correttamente, sono indispensabili per la salute del cervello e per il funzionamento degli organi. Alcuni, però, hanno un effetto "carburante" molto più di altri: frutta, verdura, pane, quinoa e riso sono solo alcuni di questi e assicurano energia per lungo tempo evitando i tipici "sbalzi" causati da altri carboidrati semplici.
 

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