In forma dopo il lockdown, occhio all'allenamento 'fai da te': i consigli del coach (mascherina compresa) e gli errori da evitare

Un italiano su quattro al lavoro per la prova costume. E, grazie alla Rete, il workout in Fase 2 è integrato tra palestra, casa e parco. "No ai tutorial, sì alle dirette", raccomanda Daniele Tarozzi, Lifestyle e Trainer Coach

(Crediti foto Pixabay)

Tempo di prova costume per gli italiani reduci dal lockdown. E tempo di rivoluzione nel mondo del fitness. Mentre i cittadini si ingegnano per perdere i chili presi in quarantena - due ciascuno in media, secondo i dati Coldiretti -, l'allenamento si apre a nuove prospettive digitali. Se è vero infatti che le emergenze accelerano il progresso, la ginnastica non fa eccezione: il workout virtuale è piaciuto così tanto agli utenti che il 29% avrebbe deciso di proseguirlo anche dopo la riapertura delle palestre. "Possiamo dire che oggi l'allenamento vive su tre fronti, ovvero la palestra, la casa e il parco", spiega Daniele Tarozzi, Lifestyle e Trainer Coach, che ci dà qualche consiglio per organizzare la nostra remise en forme in Fase 2.

Perché in tempi di distanziamento sociale "la tecnologia consente di ridurre le sessioni in sala pesi, valorizzando l'attività outdoor, in appartamento o al parco", ma attenzione alla presunzione dei piani home made. E alle fregature propinate dalla faciloneria della Rete.

Come cambia il rapporto con la palestra

A cambiare è soprattutto il rapporto con la palestra, regolamentata da nuove linee guida, come gli ingressi contingentati e le distanze da rispettare. "Oggi il ritorno in palestra deve essere ben inquadrato", suggerisce Tarozzi, "L'idea può essere quella di sfruttarla per attività che ne sono appannaggio esclusivo, ovvero l'utilizzo di macchinari specifici e l'affiancamento da parte di un personal trainer". E, ora più che mai, di evitarne l'utilizzo come luogo di intrattenimento. "D'ora in poi non sarà più un posto in cui scambiare quattro chiacchiere, ma quello in cui recarsi per migliorare aspetti specifici sotto l'occhio vigile di un professionista". Già perché, più sono alte le aspettative, più è importante il supporto di un esperto. "Il concetto è che tutti tendiamo sempre a fare esercizi che ci riescono più facilmente, mentre trascuriamo quelli che toccano i nostri punti di debolezza, che invece deve essere il trainer a stimolare".

No ai tutorial su YouTube, sì alle dirette

Motivo per cui anche l'allenamento online, da svolgere in casa o al parco, deve osservare alcune regole di base. Un esempio? Sì al fitness diretta, attraverso app come Zoom, ma attenzione ai video-tutorial seguiti passivamente su YouTube e sui social. "In rete è pieno di coach che danno dimostrazione delle loro capacità, ma spesso nel pratico è difficile replicare ciò che fanno, perché il livello è alto, o comunque non conforme a quello dell'utente. La realtà va ribaltata: è il coach che deve concentrarsi sul cliente, entrando in casa sua o accompagnadolo al parco, anche se virtualmente, in modo da correggerlo quando necessario".

Se quindi siete tra quelli che in tempi di lockdown hanno approfittato del tempo a disposizione per improvvisare un allenamento casalingo, occhio ai rischi del fai da te. "Anche i grandi campioni sportivi hanno bisogno di un team che lavori su di lui. E il motivo è che una persona, da sola, non riesce a vedersi né a correggersi".

Gli errori del fai da te (soprattutto in tempi di prova costume)

Un principio da tenere a mente soprattutto in un periodo come questo, in cui l'ansia da prova costume ci spinge a scatenarci con diete last minute e attività fisica incontrollata, per poi scoprire che sono comportamenti dannosi per il nostro organismo. A farla da padrone devono essere i concetti di consapevolezza e gradualità. Solo in ultimo può entrare in gioco l'intensità. Lo tenga a mente il 25% di italiani che si è messo a stecchetto post quaratena.

"Il peso non è l'unico criterio di valutazione, bisogna monitorare anche il rapporto tra massa grassa e magra. Per farlo consiglio l'uso di una bilancia impedenziometrica". Spazio poi all'attività bruciagrassi vera e propria, "da praticare col supporto di un cardiofrequenzimetro, capace di indicare la nostra soglia di sforzo ideale, che si ottiene facendo il semplice calcolo 180 meno età". E a quel punto, di volta in volta, progredire con l'esercizio, finendo per ottenere risultati sorprendenti. "Il trucco per spostarsi dalla propria zona di confort, senza per questo esagerare, è considerare la soglia di improvement al 4%. Tradotto: se oggi corro un chilometro, domani corro 40 metri in più".

La mascherina come alleata del workout

A meritare una menzione a parte in questa nuova era fitness post Covid, è la mascherina. Dispositivo di protezione individuale, può rivelarsi un sorprendente alleato anche nell'allenamento. "E' vero che è scomoda da usare, ma al tempo stesso costringe il sistema respiratorio ad adattarsi ad un minor afflusso di ossigeno, stimolando corpo ad una resa migliore. E' il principio per cui i campioni vanno ad allenarsi ad alta quota. In commercio ne esistono alcune ad hoc, munite di rotella per ridurre l'afflusso dell'aria e simulare una situazione di carenza". Considerazioni valide per tutti, nel caso l'esercizio sia a bassa intensità cardiovascolare. Nel caso opposto, il ristagno di anidride carbonica potrebbe rivelarsi pericoloso. Il consiglio resta quello di farsi indirizzare day by day dal proprio trainer.

Yoga anti-stress

Ma tra le new entry del quotidiano, oltre alla mascherina, c'è anche lo stress. Tanto che, secondo i dati dell'Osservatorio Reale Mutua sul welfare1ti, nell'ultimo periodo a Roma la metà dei cittadini si è avvicinata allo Yoga. Di cui Tarozzi è insegnante. "E' una disciplina ormonale e per questo ottima per scaricare tensioni", spiega, "Non a caso i punti di energia, i cosiddetti chakra, corrispondono a complessi nervosi e ghiandole endocrine".

La buona notizia è che per ottenere benefici non è necessario imparare ad annodarsi le gambe dietro la schiena: "C'è una pratica basilare dello Yoga che contiene già di per sé gran parte dei benefici: è il Saluto al sole, una concatenazione di posizioni semplici studiate proprio per lavorare sulla respirazione". La sfida è farla diventare una abitudine, visto che "ne bastano 5/7 al giorno". Quando? "Preferibilmente al mattino e alla sera, perché sono momenti chiave per stress ed ormoni". Meglio ancora se in mezzo alla natura: "Perché Yoga significa proprio unione, e noi siamo prima di tutto collegati alla natura. Un luogo di particolare connessione? In riva al mare". Un'idea per portarsi l'allenamento anche in vacanza.

(Nella foto in basso, Daniele Tarozzi)

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