Camminare fa bene e la scienza lo dimostra: ecco 7 buoni motivi

Dopo lunghe settimane di lockdown iniziare dalla camminata per ritrovare la forma fisica può giovare molto più din quanto si possa pensare

Finito il lockdown che ha costretto tutti alla sedentarietà forzata per lunghe settimane, benedetta è l’estate che avanza e permette agli ex reclusi di godere di lunghe ore di sole e di luce all’aria aperta. Anche i meno avvezzi allo sport adesso sono indotti a farlo pur di smaltire i chili accumulati, ma senza stare lì a scervellarsi sulla scelta della disciplina giusta, partire da quella più semplice, ovvero la camminata, può rivelarsi un ottimo punto di avvio anche per i molteplici vantaggi che ne scaturiscono.

Camminare fa dimagrire

Smaltire i chili di troppo è il primo dei vantaggi che scaturiscono dalla camminata, e per quanto possa essere considerato un risultato intuibile, se a dirlo è anche uno studio scientifico ecco che l’attività si fa più stimolante. Una ricerca del 2020 pubblicata sul Journal of Strength & Conditioning Research ha mostrato come camminare per 1,6 km faccia consumare 89 calorie, ovvero solo il 20% in meno delle 113 calorie bruciate correndo la stessa distanza.

Camminare aumenta l'energia

Fornisce più energia salire e scendere le scale con una certa intensità per dieci minuti che bere mezza tazza di caffè: parola di ricercatori che in uno studio del 2017 condotto su un gruppo di donne fra i 18 e i 23 anni carenti di sonno, hanno confermato quanto camminare aumenti il flusso sanguigno portando ossigeno e sostanze nutritive ai muscoli delle gambe e al cervello.

Camminare aiuta il sistema nervoso

Aumentando i livelli dei neurotrasmettitori presenti nel cervello e utili alla buona funzionalità del sistema nervoso, dopo 5-7 minuti i muscoli si riscaldano, effetto che può alleviare il dolore provocato dalla rigidità muscolare.

Camminare migliora la salute del cuore

Più a lungo e più veloce si cammina, maggiori sono i benefici anche per il cuore, dato che basta svolgere questa attività a un ritmo medio o veloce fra le cinque e le dieci ore a settimana per ridurre del 24% il rischio di morire per malattie cardiache rispetto invece a una camminata a passo lento. E’ quanto emerge dallo studio del 2017 su oltre 50mila adulti britannici, pubblicato ancora sul British Journal of Sports Medicine.

Camminare riduce lo stress

Camminare serve anche a ridurre adrenalina e cortisolo, ormoni naturali dello stress, e quindi a migliorare l’umore. Ma non solo: uno studio del 2019, uscito sulla rivista ufficiale della Anxiety and Depression Association of America, ha infatti sottolineato come bastino tre ore di esercizio fisico a settimana per ridurre il rischio di depressione nei soggetti che avevano già sofferto di questa patologia in passato.

Camminare allunga la vita

Camminare a un ritmo medio può contribuire a ridurre del 20% il rischio di mortalità, che sale al 24% nel caso di andamento veloce: il risultato deriva dallo studio del 2017 riportato sul ‘British Journal of Sports Medicine’, ulteriore conferma dei benefici di un’attività fisica semplice, piacevole e a costo zero.

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