Asso di denari

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Italia seconda in Europa per tasse sui consumi: acquisti in picchiata se l’Iva sale ancora

Più si paga allo Stato, sotto forma di tasse, meno si ha a disposizione per fare acquisti, come è noto, e dunque l’ipotesi di rincari dell’Iva che il governo potrebbe deliberare sta suscitando una raffica di preoccupazioni. L’Italia è seconda solo alla Svezia in Europa per tassazione dei consumi, con un valore che ad oggi è dell'11,7% del Pil, maggiore non solo del 10,3% registrato nel 2008, ma anche dell'11% della Francia e del 9,5% della Spagna.

Aumentare l’Iva aumenterebbe i costi diretti di 791 euro l’anno a famiglia, prevede il Codacons, ricordando attraverso il suo presidente Carlo Rienzi, «il rialzo dal 20% al 21% nel settembre 2011 con un aggravio medio di spesa pari a +290 euro annui a famiglia; dal 21% al 22% nel 2013 con maggiore spesa pari a +209 euro a famiglia su base annua, per una stangata media da +499 euro annui a famiglia solo di costi diretti» e sottolineando che coi rincari Iva del passato «il gettito per le casse dello Stato è risultato tuttavia inferiore alle aspettative, perché i consumatori hanno reagito al rincaro dei prezzi riducendo la spesa».

Confesercenti stima una perdita di 8,2 miliardi di consumi con aliquote Iva più alte di quelle oggi in vigore. Una simulazione condotta da Ref Ricerche per conto della stessa Confesercenti ipotizza infatti 305 euro di spesa in meno a famiglia con un impatto pari a 5 miliardi in meno sul prodotto interno lordo.

La Cgia di Mestre calcola in 100 euro in più l’anno il rincaro per famiglie di 3-4 persone che si avrebbe se l’aliquota del 22% attuale, che copre la maggior parte dei generi di consumo, fosse innalzata di un punto percentuale, al 23%. Confesercenti stima che un aumento di 3 punti all'aliquota agevolata al 10%, che passerebbe al 13%, e di un punto sull'aliquota super-agevolata, che salirebbe dal 4 all’5%, ridurrebbe di 0,3 punti percentuali il Pil e farebbe crescere dello 0,7% i prezzi al consumo.

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Un po' come la legge di gravità e le leggi della fisica in generale, l'economia ci appare spesso come un limite, una gabbia, tanto che qualcuno l'ha anche definita "la scienza triste". Ma per l'economia, come per la fisica, il manto di grigiore che l'avvolge davanti agli occhi dell'ordinary man, l'uomo qualunque, può essere squarciato e regalare l'immensa sorpresa di un universo tutto da scoprire, dove non esistono solo vincoli ma anche opportunità. Così come, pur senza essere un angelo e senza avere ali, scoprendo le leggi della fisica l'uomo ha sfruttato l'opportunità di riuscire a volare, così - ed è quello che ci prefiggiamo con questo blog - affrontando l'economia senza timori, ciascuno può provare a divenire un asso. Non un asso dell'aviazione ma un asso di denari



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